Home » Tempo Libero » Musica » Le TWICE arrivano in Italia: dentro il gruppo che ha cambiato le regole del K-pop globale

Le TWICE arrivano in Italia: dentro il gruppo che ha cambiato le regole del K-pop globale

Le TWICE arrivano in Italia: dentro il gruppo che ha cambiato le regole del K-pop globale

Le TWICE arrivano in Italia con il tour e raccontano a Panorama la loro evoluzione: identità, pressione e il futuro del K-pop globale

Nel K-pop la differenza tra successo e permanenza è sempre stata brutale, quasi darwiniana: emergere è un processo industriale, restare è un’anomalia. Ed è precisamente dentro questa frattura — tra ciò che viene costruito per funzionare subito e ciò che riesce a durare nel tempo — che si colloca il caso delle TWICE, nove ragazze che negli anni hanno smesso di essere semplicemente uno dei gruppi più popolari della loro generazione per diventare qualcosa di più raro, e quindi più interessante da osservare: un punto di equilibrio tra sistema e identità.

Nayeon, Jeongyeon, Momo, Sana, Jihyo, Mina, Dahyun, Chaeyoung e Tzuyu non sono solo i nomi che compongono una delle formazioni più riconoscibili del pop contemporaneo, ma le coordinate di un progetto che nasce all’interno di JYP Entertainment — uno dei sistemi più codificati dell’industria sudcoreana — e che affonda le sue radici in un meccanismo di selezione che ha segnato un’epoca, il survival Sixteen, dove identità, disciplina e pressione non erano elementi accessori, ma la struttura stessa del racconto.

È da lì che parte tutto, ma è anche il punto da cui le TWICE iniziano immediatamente a divergere: perché se il debutto e i primi anni — da Like OOH-AHH a Cheer Up, fino a TT — hanno definito uno standard di immediatezza e riconoscibilità difficilmente replicabile, è nel momento in cui quel linguaggio rischiava di diventare formula che il gruppo ha compiuto il passaggio più delicato. Non una rottura, mai plateale, ma una progressione controllata, quasi chirurgica, che ha trasformato un’estetica brillante in una grammatica più ampia, capace di reggere il tempo senza perdere leggibilità.

È qui che le TWICE si distinguono davvero: non nella fase iniziale, costruita su un’immagine luminosa, immediata, quasi istintiva nella sua capacità di generare connessione, ma nella transizione successiva, quella che spesso mette in crisi anche i progetti più solidi. Dove molti gruppi si esauriscono o si reinventano in modo forzato, le TWICE hanno scelto una traiettoria più complessa e, proprio per questo, più efficace: non cambiare pelle, ma stratificare il proprio linguaggio, rendendolo progressivamente più denso, più consapevole, più internazionale.

Una trasformazione che oggi si misura anche nello spazio fisico che occupano: tour globali, arene, una presenza sempre più stabile nei mercati occidentali, e un passaggio in Italia — a Torino — che non è più un’eccezione esotica, ma il segnale di un sistema che ha smesso di considerare l’Europa come periferia. Le TWICE non arrivano per testare un pubblico, arrivano perché quel pubblico esiste già, è formato, è reattivo, ed è pronto a riconoscere un percorso che non si esaurisce nella novità.

E allora la domanda non è più chi siano — perché la risposta è ormai consolidata — ma che cosa rappresentino oggi all’interno di un’industria che sta cambiando ritmo. Perché se il K-pop ha costruito la propria forza sulla capacità di generare novità continua, è nella gestione della durata che si gioca la sua fase adulta. E gruppi come le TWICE diventano centrali proprio per questo: perché dimostrano che la permanenza non è un effetto collaterale del successo, ma una competenza.

È da qui che le loro parole acquistano peso diverso. Non più semplice racconto di carriera, ma lettura interna di un sistema che ha imparato, finalmente, a restare.

Panorama ha parlato in esclusiva con loro.

Il THIS IS FOR World Tour vi ha già portato attraverso diversi continenti. Guardando allo show di oggi rispetto alle prime date, come è cambiata l’energia sul palco?

JEONGYEON: Fin dal primo concerto abbiamo sempre portato la stessa energia e lo stesso impegno su ogni palco. Con il passare del tour, l’energia si è fatta sempre più connessa in modo naturale e, man mano che continuiamo a costruire ricordi insieme ai fan, sentiamo di avvicinarci sempre di più a loro a ogni performance. Inoltre, le nostre esibizioni soliste sono diventate un modo significativo per condividere con il pubblico i colori individuali di ognuna di noi.

In questo tour avete introdotto un palco a 360°, che cambia completamente il rapporto tra artista e pubblico. Quali nuove sfide — o momenti inaspettati — ha creato questo formato per voi sul palco?

NAYEON: Il palco a 360° ci ha fatto riflettere in modo nuovo su come preparare le nostre coreografie. Abbiamo voluto fare in modo che i fan in ogni settore potessero sentirsi ugualmente coinvolti nella performance. Esibirci in una configurazione così dinamica ha richiesto una grande coordinazione di gruppo, ma poter vedere le ONCE da ogni angolazione rende questa esperienza incredibilmente significativa per noi.

La scaletta attraversa molte epoche delle TWICE, dai primi successi come “What is Love?” fino ai brani più recenti di THIS IS FOR. Oggi, eseguendo queste canzoni, vi sembrano diverse rispetto a quando le avete pubblicate per la prima volta?

MOMO: Esibirci con brani più vecchi come “What is Love?” ci riporta alla mente tantissimi ricordi e, ogni volta che li cantiamo, il loro significato sembra leggermente diverso. Con il passare del tempo, è come se continuassimo a costruire quelle canzoni insieme ai nostri fan, e questo le rende ancora più speciali per noi. Che si tratti di un brano vecchio o nuovo, cerchiamo sempre di concentrarci sul flusso e sull’atmosfera complessiva dello show, per poter mostrare un altro lato delle TWICE.

Dopo così tanti anni insieme, il tour diventa quasi una vita parallela. Qual è qualcosa della vita in tournée che i fan non immaginerebbero mai?

SANA: Quando si passa così tanto tempo in tour, inizia davvero a sembrare una seconda vita. Una cosa che forse i fan non si aspettano è quanto naturalmente riusciamo a creare il nostro ritmo ovunque andiamo. Anche in una città nuova, passando così tanto tempo insieme — tra pasti condivisi e conversazioni — quei momenti si accumulano e, prima che ce ne accorgiamo, la vita in tour diventa sorprendentemente familiare e confortevole.

Negli anni le TWICE sono passate dall’essere un gruppo K-pop di successo a diventare un act pop globale capace di riempire arene in tutto il mondo. Quando avete realizzato personalmente che la vostra musica aveva davvero superato i confini?

JIHYO: Lo sento soprattutto quando visitiamo una nuova città e incontriamo fan che fino a quel momento ci avevano visto solo attraverso uno schermo. Anche se parliamo lingue diverse, è sempre qualcosa di magico vedere le ONCE di tutto il mondo cantare le nostre canzoni in coreano con così tanta passione. Momenti come questi mi ricordano che la musica riesce davvero a connetterci tutti.

Questo tour vi riporta anche in Europa, inclusa una data in Italia. I fan europei spesso dicono di aver aspettato a lungo per vedere le TWICE dal vivo. Che significato ha per voi esibirvi in luoghi dove l’attesa è durata anni?

DAHYUN: Sappiamo che i fan europei ci hanno aspettato per tanto tempo, e questo ci fa sentire una responsabilità ancora più grande. In passato siamo già venute in Europa per tour o eventi speciali, ma è la prima volta che trascorriamo un periodo così lungo visitando così tante città. Proprio per questo voglio custodire ogni momento sul palco ed esprimere le nostre emozioni con ancora più sincerità, in modo che i fan possano sentire davvero che la loro lunga attesa è stata ripagata.

Un tour mondiale è anche una prova di resistenza — fisica ed emotiva. Cosa vi aiuta a mantenere l’equilibrio in un’agenda così intensa?

MINA: Viaggiare per lunghe distanze può essere faticoso, ma cerco di concentrarmi sul momento e di godermelo il più possibile. Appena sento il tifo dei fan, tutta la stanchezza si trasforma in entusiasmo. L’energia che riceviamo dalle ONCE in ogni paese ci dà la forza per andare avanti.

Le TWICE hanno raggiunto traguardi che un tempo sembravano impossibili per un girl group K-pop — dai grandi festival agli storici concerti negli stadi in Giappone. Ripensando a questi momenti, di cosa siete più orgogliose?

CHAEYOUNG: Sono orgogliosa dei risultati che abbiamo raggiunto, ma ciò che mi rende più orgogliosa è la nostra sincerità. Salire su palchi così importanti mi ha fatto capire quanto forza e conforto ricevo dalle altre membri. Ho imparato che fare tutto con sincerità è la cosa più importante.

La vostra musica ha sempre bilanciato un’energia pop brillante con un forte senso di vicinanza ai fan. Come è cambiato il vostro rapporto con le ONCE man mano che il gruppo è cresciuto a livello globale?

TZUYU: Ogni palco è ancora nuovo ed emozionante, ma il nostro legame con le ONCE è sicuramente diventato più profondo. Non importa quanto cresciamo a livello globale, continuiamo a concentrarci sul condividere felicità ed energia. Siamo diventati come amici di lunga data che si comprendono e si sostengono davvero.

Molti artisti dicono che il tour cambia il modo in cui vedono le proprie canzoni. Esibirvi sera dopo sera ha dato a qualche brano un nuovo significato per voi?

NAYEON: “THIS IS FOR” ha assunto un significato davvero speciale per me durante questo tour. Quando abbiamo iniziato a prepararla, mi sono concentrata sull’esprimere il suo messaggio attraverso la performance. Ma dopo averla portata sul palco e aver visto la reazione dei fan, ho iniziato a sentirne il significato in modo molto più personale. È una canzone che continua a ricordarmi il legame che condividiamo con il nostro pubblico.

Guardando alle TWICE di oggi, qual è la differenza più grande rispetto al gruppo che ha debuttato anni fa?

JEONGYEON: Penso che la differenza più grande sia quanto ci sentiamo a nostro agio sul palco oggi. In passato eravamo più tese e concentrate sul non commettere errori. Ora il nostro lavoro di squadra è così naturale che riusciamo a muoverci come una cosa sola e a goderci davvero il momento insieme al pubblico.

Se qualcuno vedesse le TWICE dal vivo per la prima volta durante questo tour, cosa sperate che provi quando le luci si abbassano e lo show inizia?

SANA: Quando le luci si spengono, spero che provi subito un’ondata di emozione e felicità. Attraverso il contatto visivo e l’energia sul palco, spero che possa percepire quanto amiamo esibirci. E alla fine dello show, spero che se ne vada con la sensazione di aver condiviso con noi un momento davvero speciale.

Le TWICE hanno già raggiunto traguardi straordinari, ma ogni artista guarda sempre al passo successivo. C’è un palco dei sogni, una collaborazione o una direzione creativa che vorreste ancora esplorare?

JIHYO: Per me la cosa più importante è poter continuare a vivere questo percorso insieme come gruppo. Andando avanti, spero che possiamo sostenere le idee individuali di ciascuna, continuando allo stesso tempo a rafforzarci come team. Mi piacerebbe anche esplorare nuovi tipi di palchi e stili creativi che ci permettano di mostrare lati diversi di noi.

Con l’evoluzione continua del pop globale, in che direzione vedete le TWICE nel prossimo futuro, dal punto di vista musicale o artistico?

DAHYUN: Man mano che il pop globale continua a evolversi, vediamo suoni e culture sempre più diversi incontrarsi, e questo è davvero stimolante per noi come artiste. In futuro penso che continueremo a concentrarci sull’esprimerci in modo sempre più sincero, esplorando nuovi stili musicali e concept che mostrino lati diversi di noi. Allo stesso tempo, vogliamo continuare a trasmettere conforto ed energia positiva attraverso la nostra musica.

© Riproduzione Riservata