Per chi frequenta assiduamente i social è quasi impossibile non imbattersi in Tony Pitony, la vera rivelazione dell’anno, il cantante di cui non si sa quasi niente, ma di cui tutti parlano. Ne parlano perché in pochi mesi è passato dalla nicchia di Tik Tok al Festival di Sanremo dove apparirà nella serata dei duetti con Ditonellapiaga. Insieme interpreteranno un grande classico: The Lady Is a Tramp (incisa anche da Frank Sinatra e Ella Fitzgerald).
Trentenne, di Siracusa, Tony Pitony ha un culto di fedelissimi che lo segue nei suoi concerti sempre più sold out da quando è diventato trendy. Travestito da Elvis Presley, Pitony è chiaramente alieno al politically correct, ma non alla musica. Le sue canzoni in chiave funk, soul e r&b sono indubbiamente suonate bene, così come sono efficaci le sue incursioni nel cantautorato e nell’elettronica. Voce potente, ottima intonazione e carisma quanto basta, Pitony è sulla bocca di tutti perché i suoi testi sono, per usare un eufemismo, sessualmente espliciti, e perché a modo suo si fa beffe dell’italiano medio. Gioca sull’ironia sul senso del grottesco e del surreale, in linea con la tradizione degli Squallor e degli Skiantos.
«Resterò su di te come uno schizzo disegnato da Monet» canta in uno dei suoi brani più popolari intitolato Donne Ricche. Scapezzolate è invece il pezzo di Tony utilizzato come sigla del FantaSanremo. L’altro “must della sua discografia è una canzone prosaicamente intitolata Culo.
Di lui si sa che ha frequentato una scuola d’arte a Londra e fatto gavetta nei teatri dell’East End della capitale britannica. A X Factor nel 2020 è stato bocciato da tre giudici su quattro dopo aver intonato a modo suo Hallelujah di Leonard Cohen. Sulla sua presenza al Festival Fiorello ha dichiarato: «Comunque a Sanremo tutti si preoccupavano di Pucci, ma non si preoccupano della vera mina vagante, Tony Pitony. Pucci in confronto è un boyscout».
Insomma, Pitony usa senza nessuna remora un linguaggio tra parodia e provocazione e si sente libero di dire tutto quel che non si può o non si potrebbe dire. Finora a parte qualche protesta isolata nessuno si è lamentato troppo per le sue canzoni. Ma dopo Sanremo, o forse già durante Sanremo, potrebbe aprirsi un altro capitolo della storia…
