Home » Tempo Libero » Musica » Jovanotti, sessant’anni a tempo di vita

Jovanotti, sessant’anni a tempo di vita

Jovanotti, sessant’anni a tempo di vita
Ansa

Le sue canzoni continuano a dare voce ai sentimenti e ai ricordi di più generazioni

Ci sono canzoni che riportano alla mente un’estate, una persona, un tratto di strada. Quelle di Jovanotti hanno accompagnato momenti diversi della vita di milioni di italiani: le feste, i viaggi, gli amori, ma anche i giorni in cui si aveva bisogno di parole semplici per dire qualcosa di difficile. Oggi Lorenzo Cherubini compie sessant’anni, e forse il modo più naturale di pensare alla sua musica è partire da qui: dai ricordi che ciascuno vi ha depositato.

All’inizio c’era un ragazzo dietro una consolle, con il gusto di scegliere un disco e far partire il successivo. Nel 1987 incide Walking, il suo primo singolo; l’anno dopo, con Jovanotti for President e Gimme Five, quella voce arriva ovunque. Parlava quasi quanto cantava, giocava con le parole e sembrava rivolgersi direttamente a chi lo ascoltava. Aveva l’urgenza e qualche spigolo della giovinezza.

Poi la vita è entrata nelle canzoni con più spazio. Ragazzo fortunato, Penso positivo, Serenata rap: titoli che appartengono a stagioni diverse e che molti sanno riconoscere dalle prime note. Jovanotti ha continuato a scrivere d’amore e di desiderio, di ciò che unisce le persone e di ciò che le mette alla prova. Lo ha fatto conservando una lingua vicina al parlato, capace di passare da una frase comune a un’immagine inattesa. A volte le parole si rincorrono, a volte si fermano su un pensiero che sembra detto a qualcuno in particolare.

Dal vivo, quel modo di comunicare diventa presenza. Jovanotti attraversa il palco, parla, balla, ascolta la risposta della folla. Si sente ancora il disc jockey che conosce il valore di una pausa prima che riparta il ritmo. Anche nei concerti più grandi cerca il contatto con le persone: una canzone cantata insieme, uno sguardo verso il pubblico, il tempo lasciato a una voce perché arrivi fino in fondo. È un’energia generosa, che negli anni ha cambiato forma senza esaurirsi.

Sessant’anni consentono di guardare indietro, ma non obbligano a tirare le somme. Nella storia di Jovanotti ci sono dischi e concerti; per chi lo ascolta, ci sono anche le vite che nel frattempo sono cambiate. Forse è questo che succede quando un artista resta abbastanza a lungo nelle giornate di tanti: alcune sue canzoni finiscono per custodire un pezzo della storia di tutti.

© Riproduzione Riservata