Raccontare Franco Battiato significa misurarsi con una figura che ha sempre sfidato le categorie. Popolare e sperimentale, ironico e ascetico, profondamente italiano e assolutamente cosmopolita: ogni tentativo di ridurlo a una formula rischia di tradirne lo spirito. Il lungo viaggio di Franco Battiato sceglie di affrontare questa complessità evitando la scorciatoia più comune del biopic contemporaneo: quella del racconto lineare, rassicurante, costruito per accumulo di episodi e successi.
La parte sicuramente più intrigante del biopic diretto da Renato De Maria (Battiato è interpretato efficacemente da Dario Alta) è quella dell’arrivo a Milano dalla Sicilia negli anni Settanta. È un Battiato che sperimenta il futuro, si muove sul confine dell’avanguardia, produce musica inaccessibile e bellissima al tempo stesso. Lampi di genio ispirati in parte a Karlheinz Stockhausen prima dei cambi di vita (il trasferimento in Tunisia per studiare l’arabo) e di approccio artistico. Leggendarie le immagine sui muri di Milano che lo ritraggono con un look fulminante70’s in una campagna pubblicitaria (ideata da Gianni Sassi ) come testimonial dei divani Busnelli.
La figura della madre il rapporto inesistente con il padre, gli incontri milanesi con Giorgio Gaber e Ombretta Colli, i rapporti difficili con le case discografiche, l’evoluzione della vita interiore, le crisi personali e spirituali. Ne Il lungo viaggio tutto questo è presente, inclusa l’esibizione in Vaticano davanti a Giovanni Paolo II.
Ricca e ben riuscita la parte del biopic che fotografa il grande successo grazie a La voce del padrone, un album di sette canzoni, tutte hit single (vedi Summer on a solitary beach e Centro di gravità permenente). In definitiva il film di De Maria sceglie una strada precisa: più che ricostruire una carriera, prova a raccontare una traiettoria interiore. E in buona parte ci riesce.
Franco Battiato – Il lungo viaggio non mostra gli ultimi anni di vita, si ferma invece a La cura (1996), il brano, fenomenale, con cui Franco Battiato riesce a esprimere l’assoluto senza retorica, facendo della promessa di cura un atto di consapevolezza e non di possesso.
Il film sarà nella sale il 2, 3 e 4 febbraio 2026 come evento speciale per Nexo Studios
