Che volare sia diventato uno dei simboli dell’emergenza climatica, non vi è alcun dubbio. L’aviazione pesa per circa il 3% delle emissioni globali, ma il suo impatto è destinato a crescere con l’aumento del traffico. Per questo, il settore sta accelerando su tecnologie e soluzioni che puntano a ridurre la propria carbon intensity, ovvero i grammi di CO₂ emessi per passeggero e chilometro. È proprio su questo fronte che si gioca la sfida degli aerei del futuro.
Per discutere il futuro dell’aviazione sostenibile, a Peterborough (Inghilterra) si sono tenuti panel internazionali che hanno riunito alcuni dei protagonisti del cambiamento. Sul palco: Owain Jones (Chief Corporate Officer di Wizz Air), John Kennedy (CEO di Gen Phoenix), Zsuzsanna Dimeny (Sustainability Team Manager Wizz Air), Bonaventura Vitolo (R&D Project Coordinator di Geven), David Vazquez (Head of Sustainability London Luton Airport) e Solange Baena (UK Lead di Airbus).
Il messaggio condiviso è chiaro: nessun attore può decarbonizzare da solo. Servono sinergie tra produttori di aerei, compagnie, fornitori di carburanti, aeroporti e aziende di materiali.
La nuova generazione di velivoli
Il primo passo è il rinnovo delle flotte. Airbus, con l’A321neo, ha dimostrato come l’innovazione aerodinamica e motoristica possa ridurre del 20% i consumi di carburante, abbattere del 50% le emissioni di ossidi di azoto e dimezzare l’impatto acustico. Non è solo una questione di comfort: meno carburante significa meno CO₂ diretta e un abbattimento concreto dell’impronta ambientale.


Il ruolo chiave dei carburanti sostenibili
La vera svolta passa però dal SAF (Sustainable Aviation Fuel), che garantisce una riduzione delle emissioni lungo il ciclo di vita di almeno il 65% rispetto al cherosene tradizionale. Secondo Wizz Air, il carburante sostenibile rappresenta da solo oltre la metà del potenziale di decarbonizzazione del settore. Per questo la compagnia ha stretto una partnership con la britannica Firefly, che fornirà fino a 525 mila tonnellate di SAF dal 2028, e ha investito anche nella statunitense CleanJoule. L’obiettivo della compagnia è alimentare con SAF il 10% dei voli entro il 2030.
Efficienza e dati al centro
Oggi Wizz Air vola con una delle emissioni più basse del settore: 52,2 grammi di CO₂ per passeggero/km, grazie a una flotta giovane e composta per il 72% da velivoli «neo». L’obiettivo Net Zero 2050 poggia su tre pilastri: nuovi aerei, carburanti sostenibili e gestione intelligente delle rotte.
La sostenibilità non riguarda solo motori e carburanti. La sostenibilità passa anche dagli interni. Gen Phoenix, con il suo impianto di Peterborough, recupera scarti di pelle destinati alla discarica e li rigenera in materiali ad alte prestazioni. Il processo utilizza il 95% di acqua riciclata, energia 100% rinnovabile e ha già salvato oltre 10.000 tonnellate di rifiuti. I rivestimenti sono fino al 45% più leggeri e garantiscono un risparmio annuo di 7.300 tonnellate di CO₂ nella flotta Wizz Air. Accanto a Gen Phoenix, Geven sviluppa sedili ultraleggeri che riducono il peso complessivo dell’aereo: meno peso, meno carburante, meno emissioni.
Il futuro dell’aviazione passa da riduzioni reali e non da semplici compensazioni. E l’offsetting non sostituisce il taglio delle emissioni alla fonte. La sfida non è dichiararsi «verdi», ma dimostrarlo con numeri, tecnologie e scelte industriali concrete. Insomma, la transizione riguarda ogni fase del volo: produzione degli aerei, motori, materiali, carburanti, operazioni, infrastrutture aeroportuali e comportamento dei passeggeri. Il futuro non è fatto di promesse, ma di scelte industriali misurabili. Gli aerei del domani non voleranno solo più lontano: voleranno più leggeri sul pianeta.






