Scorrendo l’elenco dei dischi uscito nel 1976, appare chiaro come quel periodo storico sia stato una sorta di età dell’oro della musica italiana e internazionale. Abbiamo scelta dieci album che quest’anno festeggiano cinque decenni senza sentirli e che continuano a vivere come capolavori senza tempo.
Stevie Wonder – Songs in the key of life
Songs in the Key of Life è una mappa sonora della vita. In questo disco Stevie Wonder fonde approccio sinfonico e pop con naturalezza disarmante. Il groove non è mai fine a se stesso: ogni melodia sembra necessaria come se fosse sempre esistita prima di essere scritta. L’armonia dialoga con il soul, il jazz e il funk e i testi oscillano tra gioia, denuncia e contemplazione.
I due brani cult: Sir Duke – Isn’t she lovely
Led Zeppelin – Presence
Chitarre tese, strutture lunghe, nessuna concessione alla leggerezza. La produzione è asciutta, quasi essenziale, come se la band volesse esprimersi nuda e cruda, senza orpelli. Achilles Last Stand è il manifesto di una musica che è potenza epica, così come Il blues, riletto con una forza evocativa senza precedenti.
I due brani cult: Achilles Last stand – For your life
Marvin Gaye – I want you
L’album si muove come un unicum, più vicino a una suite che a una raccolta di canzoni. Funk vibrante, melodie che non cercano l’orecchiabilità istantanea e una produzione che privilegia l’atmosfera al virtuosismo. È un album bellissimo che richiede più ascolti e non un consumo rapido.
I due brani cult: I want you – Since I had you
Eagles – Hotel California
Il rock americano da semplice forma musicale diventa racconto, narrazione. Le canzoni parlano di libertà e di confini inafferrabili e la produzione è pensata per uscire dagli schemi dei singoli radiofonici. È L’album che trasforma il mito californiano in un oggetto misterioso, ambiguo e inquieto.
I due brani cult: Hotel California – Life in the fast lane
Joni Mitchell – Hejira
Il disco segna una distanza netta dalla forma-canzone tradizionale, la scrittura procede per immagini più vicine al diario che alla narrazione lineare. Il suono è rarefatto, dominato dal basso; Il folk si apre al jazz cercando spazi più che ritornelli.
I due brani cult: Coyote – Black Crow
Lucio Battisti – Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera
Battisti ha ridefinito la canzone italiana spostandone il cuore dal testo al suono. La sua rivoluzione passa dalla batteria, usata come potenza emotiva e non come semplice accompagnamento. Il basso viaggia sulle strade del funk e soul, gli arrangiamenti si intrecciano con il rock, il rhythm’n’blues e la musica colta. Battisti immagina il suono in termini di groove, di dinamica (Dove arriva quel cespuglio). e la voce diventa strumento nel contesto musicale.
I due brani cult: Ancora tu – La compagnia
Ramones – Ramones
I brani sono lampi costruiti su velocità e ripetizione come dichiarazione di intenti. La produzione è scarna, quasi brutale, e diventa manifesto: il suono è uniforme e segna una distanza siderale dal rock adulto degli anni Settanta. La sezione ritmica sempre uguale a se stessa non è un limite ma uno stile. Unico.
I due brani cult: Blitzkrieg Bop – Havana Affair
Bob Marley – Rastaman Vibration
La musica è più diretta rispetto ai lavori precedenti, pensata per comunicare oltre i confini giamaicani, il ritmo resta ipnotico, ma la struttura dei brani è più immediata. La voce di Marley domina su tutto assumendo un ruolo apertamente profetico e l’universo Rastafari diventa definitivamente linguaggio pubblico
I due brani cult: Positive Vibration – Roots, Rock, Reggae
Bob Dylan – Desire
È uno dei dischi più importanti della carriera di Bob Dylan perché segna un ritorno deciso alla narrazione epica e al racconto sociale. Pubblicato nel 1976, fonde folk, rock e suggestioni world anche grazie alla presenza del violino di Scarlet Rivera. I testi, in gran parte scritti con Jacques Levy, sono racconti in musica, popolati da personaggi storici, emarginati e figure mitiche o controverse. Hurricane mostra la capacità straordinaria di Dylan nel trasformare un caso giudiziario in una potente ballata di denuncia.
I due brani cult: Hurricane- One more cup of coffee (Valley Below).
Rino Gaetano – Mio fratello è figlio unico
Un album che segna una frattura radicale nella canzone italiana degli anni Settanta. Rino Gaetano inaugura una poetica carica di ironia e nonsense apparenti. Le melodie sono immediate, quasi leggere, ma accompagnate da parole dense che formano un puzzle di riferimenti culturali e sociali. È una nuova idea di cantautore, tra pop e avanguardia.
I due brani cult: Berta filava – Mio fratello è figlio unico.
