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Bonnie Tyler, addio alla voce di Total Eclipse Of The Heart

Bonnie Tyler, addio alla voce di Total Eclipse Of The Heart
Ansa

Con la sua voce inconfondibile ha segnato la storia del pop internazionale. Bonnie Tyler si è spenta a 75 anni

Ci sono artisti che identificano un’epoca e altri che riescono a sopravvivere alle mode. Bonnie Tyler apparteneva alla seconda categoria. Morta all’età di 75 anni dopo le complicazioni seguite a una lunga degenza in ospedale in Portogallo, lascia un repertorio relativamente ristretto rispetto ad altri giganti della musica pop, ma composto da canzoni che hanno resistito al tempo molto più di tante discografie ben più ricche.

Nata Gaynor Hopkins a Skewen, nel Galles, Tyler aveva iniziato a cantare nei locali prima di conquistare il mercato internazionale alla fine degli anni Settanta. Il primo grande successo arrivò con It’s a Heartache, ma fu il sodalizio con Jim Steinman a cambiare definitivamente la sua carriera. Nel 1983 Total Eclipse of the Heart diventò un fenomeno mondiale: una ballata monumentale, quasi teatrale, che trasformò quella voce roca e graffiata nel suo marchio di fabbrica. A quel successo seguirono altri brani destinati a entrare nell’immaginario collettivo, da Holding Out for a Hero a If You Were a Woman (And I Was a Man).

La sua voce era il contrario della perfezione tecnica che dominava molta musica pop dell’epoca. Ruvida, potente, a tratti persino scomposta, raccontava fragilità e forza nello stesso momento. Era il risultato di un intervento alle corde vocali che avrebbe potuto compromettere la sua carriera e che invece finì per renderla immediatamente riconoscibile. Un limite trasformato in identità.

Bonnie Tyler non è mai stata un’artista confinata agli anni Ottanta, anche se è con quel decennio che il suo nome viene inevitabilmente associato. Ha continuato a incidere dischi, a esibirsi dal vivo e a riempire festival e arene in tutta Europa, dove il suo seguito è rimasto sorprendentemente fedele. Nel 2013 rappresentò anche il Regno Unito all’Eurovision Song Contest con Believe in Me, dimostrando di non avere mai reciso il legame con il pubblico.

Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute avevano tenuto con il fiato sospeso i fan. Ricoverata dopo un intervento chirurgico d’urgenza, era stata sottoposta a coma farmacologico e successivamente aveva mostrato alcuni segnali di miglioramento. La notizia della sua morte è arrivata poche ore fa.

Più che un’interprete di hit, Bonnie Tyler è stata una voce. Una di quelle che bastano poche note per riconoscere, indipendentemente dalla canzone o dall’epoca. In un panorama musicale spesso dominato dalla ricerca della perfezione, lei ha costruito il proprio successo sull’imperfezione, trasformandola in carattere. È probabilmente questa la sua eredità più duratura: aver dimostrato che un timbro unico può diventare molto più memorabile di qualsiasi esercizio di stile.

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