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Addio a Cronos, frontman dei Venom e figura di culto del metal britannico

Addio a Cronos, frontman dei Venom e figura di culto del metal britannico
Fabio Guerreschi

Morto a 63 anni, Conrad “Cronos” Lant fu voce e basso dei Venom che con l’album Black Metal contribuì a dare nome a un genere

Conrad «Cronos» Lant, voce e basso dei Venom, è morto , a 63 anni. La notizia chiude una vicenda musicale che ha lasciato un segno profondo nel metal: non soltanto per i dischi, ma per la libertà con cui Cronos e i suoi compagni reinventarono il suono e la messinscena di una band heavy metal.

I Venom venivano da Newcastle, dal paesaggio industriale e inquieto della fine degli anni Settanta. Nel 1981 Welcome to Hell mise in circolo un suono ruvido, veloce e volutamente sfrontato; nel 1982 Black Metal spinse quell’attitudine ancora più avanti. Il titolo avrebbe dato il nome a uno dei sottogeneri più influenti del metal, ma la musica dei Venom non coincideva con il black metal che sarebbe emerso in seguito: Cronos usava quell’espressione per distinguersi dall’heavy metal più convenzionale del suo tempo. La band fu un catalizzatore, una miccia; le scene successive avrebbero raccolto quell’innesco e trasformato il genere in qualcosa di diverso.

I Venom sono spesso collocati nella prima ondata del black metal; il loro suono, però, non coincide con quello che si affermerà nella seconda ondata norvegese tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta. La loro musica aveva radici nell’heavy metal britannico, ma ne esasperava la velocità, la distorsione e l’aggressività, assorbendo anche l’urgenza del punk. Restavano però canzoni costruite su riff diretti, ritornelli, groove e un’energia da rock’n’roll. Il loro contributo fu decisivo proprio perché aprì una strada che altri avrebbero percorso in direzioni più radicali.

Detto questo, I Venom non erano una parodia: sapevano che il rock poteva essere insieme rumoroso, scandaloso e divertente.

Quella combinazione li distingueva dalle interpretazioni più austere e solenni che sarebbero arrivate dopo. L’immaginario satanico non esauriva il loro registro: conviveva con la teatralità horror, la provocazione e un umorismo esplicito. La loro oscurità aveva qualcosa di spettacolare, quasi da film dell’orrore: una maschera portata con convinzione, ma senza rinunciare al divertimento del gioco. Cronos ne fu il volto e la voce: roca, esagerata, inconfondibile.

Dopo di loro, molti avrebbero reso il metal più estremo; pochi avrebbero avuto la stessa sfacciataggine. Il lascito di Cronos sta anche in questa miscela: ferocia e ironia, immaginario infernale e rock’n’roll, ambizione e gusto per la provocazione. Black Metal diede un nome a un mondo musicale ancora in formazione. Cronos, con i Venom, contribuì ad aprirne la porta.

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