Nel K-pop di oggi non basta debuttare. Non basta avere una coreografia precisa o un concept ben fotografato. Bisogna decidere chi si vuole essere prima ancora di chiedere al pubblico di ascoltare. Gli 82MAJOR questa decisione l’hanno presa subito.
Gli 82MAJOR sono sei: CHO SEONGIL, HWANG SEONGBIN, NAM SEONGMO, PARK SEOKJOON, YOON YECHAN e KIM DOHYUN. Sei traiettorie diverse che si incastrano in un progetto che ha scelto l’impatto invece della rassicurazione. Non c’è l’innocenza costruita dei rookie che devono ancora trovare una direzione. C’è una struttura chiara, quasi fredda nella sua lucidità.
Il nome è già un manifesto. 82 è il prefisso della Corea del Sud, inciso come un marchio di provenienza. Major è una dichiarazione d’intenti. Non un sogno adolescenziale, ma una posizione: siamo qui per giocare nella serie principale.
Nati nel 2023, gli 82MAJOR si sono mossi fin dall’inizio in un territorio urbano, con una grammatica musicale che guarda all’hip-hop e alla trap più che alla ballad romantica. Le loro tracce non cercano di sedurre con la dolcezza, ma di affermarsi con una tensione controllata. I bassi sono compatti, il rap è centrale nell’architettura dei brani, le linee vocali non addolciscono troppo l’impatto ma lo sostengono, lo amplificano. C’è una volontà di coerenza che, in un panorama saturo di cambi di concept e rincorse all’ultimo trend virale, suona quasi controcorrente.
Con Trophy, gli 82MAJOR hanno smesso definitivamente di sembrare una promessa. Il titolo è già una dichiarazione. Non racconta un desiderio, racconta un risultato. La produzione è più stratificata, la scrittura più sicura, la presenza individuale dei membri più definita. Si avverte un controllo crescente sul racconto che vogliono costruire: meno dipendenza dal sistema, più identità.
Dal vivo, gli 82MAJOR non cercano la perfezione plastificata. Cercano l’energia. Le loro performance non sono esercizi di eleganza, sono occupazione dello spazio. Movimento ampio, dinamiche forti, un’intensità che non ha paura di risultare fisica. In un’epoca di estetiche fluide e digitali, gli 82MAJOR riportano peso e concretezza.
Ed è qui che l’Europa diventa centrale.
Non come tappa esotica di un tour globale, ma come banco di prova. Il pubblico europeo è meno prevedibile, meno disposto al consumo automatico, più attento alla credibilità. Portare qui la propria identità significa esporsi davvero. Gli 82MAJOR lo sanno. E non sembrano intenzionati a modulare il volume per adattarsi.
Gli 82MAJOR non stanno inseguendo una wave. Stanno cercando di dimostrare che la quinta generazione può essere più spigolosa, più consapevole, meno addomesticata.
Panorama ha parlato con loro.
Per chi ancora non vi conoscesse, chi sono oggi gli 82MAJOR? Non al momento del debutto o in teoria, ma chi siete in questo preciso momento della vostra vita artistica?
SEONGMO: Siamo una squadra che cresce attraverso diverse sfide ed esperimenti musicali. Dal nostro debutto abbiamo affrontato ogni volta un genere nuovo! Credo che siamo un team che cresce senza temere nuovi tentativi, non solo nella musica, ma anche nella performance e nello styling.
SEONGBIN: Penso che siamo un gruppo che fa la musica che vuole davvero fare. SEONGMO lo ha già detto prima, ma mentre ci esibivamo in vari festival quest’anno, abbiamo pensato che sarebbe stato bello avere una canzone con cui poter diventare un tutt’uno con il pubblico e divertirci insieme. Da quell’idea è nata “Need That Bass”, che è inclusa in questo album! È un brano su cui abbiamo lavorato al LA Song Camp e penso che tutti si divertiranno davvero quando lo ascolteranno. Poiché partecipiamo direttamente al processo di scrittura, credo che il nostro atteggiamento mentale mentre creiamo la musica sia ancora più importante.
Il nuovo mini album “TROPHY” ruota attorno all’idea di costruire vittorie una dopo l’altra. Cosa significa per voi “vittoria”? Sono classifiche e premi, o qualcosa di più personale e invisibile?
SEONGBIN: Penso che sia il momento in cui si ottengono risultati visibili uno alla volta. Sentire un senso di realizzazione attraverso il processo che porta a raggiungere i propri obiettivi è ciò che considero una vittoria.
DOGYUN: Credo che diventare fisicamente o mentalmente più forte e più solido rispetto alla versione di me stesso di ieri sia un’altra “vittoria” importante. Alla fine penso che vincere davvero non significhi competere con gli altri, ma superare se stessi e continuare a crescere.
SEONGIL: Credo che correre verso i propri sogni e obiettivi sia già di per sé una “vittoria”. Sognare e accettare le sfide è già una grande conquista, e quando questo porta a un risultato concreto, il senso di realizzazione è ancora più grande!
YECHAN: Ognuno ha la propria versione di “vittoria” e io credo che vincere non sia sempre qualcosa di fisico. Si può vincere anche nelle attività quotidiane più semplici, come svegliarsi la mattina, oppure – nel mio caso – cercare di diventare ogni giorno l’1% migliore in qualcosa, che sia come persona, nella danza, nel canto, in qualsiasi ambito. Quindi sì, ogni giorno cerco di vincere.
SEONGMO: Penso di orientarmi verso la seconda opzione. Più che voti o trofei concreti, credo che essere riconosciuti sia “vincere”. Quando ti metti alla prova e qualcuno riconosce quel tuo impegno attraverso buoni risultati, penso che quella sia una vittoria.
SEOKJOON: Penso che sia la “crescita”. Se cresci interiormente o esteriormente, significa che hai superato te stesso, e questo è “vincere”. Ahah! Certo, sarebbe ancora meglio dimostrare quella crescita con un premio vero e proprio! Lavoreremo ancora più duramente!
Le vendite sono aumentate di 13 volte e la capienza dei concerti di 10 volte. Una crescita così può essere esaltante. Come fate a evitare di correre più veloci della vostra identità?
DOGYUN: Non ci lasciamo trascinare e sicuramente non ne siamo inebriati. Sentiamo di stare crescendo, ma pensiamo anche che la strada sia ancora lunga. Se un giorno dovessimo raggiungere una crescita tale da poterci “inebriarci”, sarebbe comunque il risultato reso possibile dai fan che ci amano e da tutte le persone che ci hanno aiutato. Lo terremmo sempre a mente e non dimenticheremolmo mai di esserne grati.
SEOKJOON: Non c’è nulla di particolare! Lavoriamo sempre con costanza sulle canzoni e ci alleniamo con le coreografie!
Molti gruppi parlano di “auto-produzione”, ma voi potete dire davvero di aver scritto e prodotto l’album. Quale parte di voi stessi avete sacrificato di più in questo processo?
SEONGMO: Abbiamo cercato di catturare in modo onesto le emozioni che stiamo vivendo ora e i messaggi che desideriamo di più trasmettere. Vogliamo davvero che i nostri pensieri e le nostre esperienze si fondano nella musica. Per questo abbiamo dato grande importanza a quanto bene riuscissimo a esprimere le storie che volevamo davvero raccontare. Spero che questa sincerità arrivi a chi ascolta.
Avete creato un’estetica che fonde tradizione coreana e sofisticazione urbana moderna. È stata una strategia intenzionale o siete semplicemente voi stessi quando nessuno vi guarda?
SEONGBIN: Penso che quelle immagini si siano riflesse naturalmente nel risultato finale, perché abbiamo mostrato la musica, i palchi e le versioni più autentiche di noi stessi che volevamo mostrare. E a un certo punto molte persone hanno iniziato a riconoscere questi aspetti. Abbiamo semplicemente lavorato nella direzione di ciò che ci piace davvero e in cui siamo bravi, e credo che il nostro colore attuale sia nato naturalmente come risultato.
SEONGIL: Cerchiamo sempre di mostrare l’atmosfera unica degli 82MAJOR combinando la nostra immagine più autentica con elementi della tradizione coreana. Proviamo a mostrare “la nostra identità”, e credo che il concept attuale si sia consolidato naturalmente durante questo processo.
SEOKJOON: Penso che sia semplicemente il nostro io naturale, senza artifici! L’atmosfera attuale è nata mentre esprimevamo gli stili che ci piacciono.
YECHAN: A dire il vero, anche se sono un coreano nato in Canada, sono sempre stato molto legato alla cultura e alle tradizioni coreane, quindi credo che questo sia semplicemente ciò che sono. Ho quel naturale swag canadese e quel naturale swag coreano. È come se yin e yang si bilanciassero perfettamente.
C’è una sicurezza particolare quando eseguite “Trophy” sul palco. È sospesa tra desiderio e sollievo. State esprimendo ambizione o la state documentando?
DOGYUN: Mostriamo sempre la “sicurezza” esattamente per quella che è sul palco. Credo che questo permetta al pubblico di immergersi e godersi il momento.
YECHAN: Direi che sto mettendo in scena la mia passione. Essere un idol non è facile e ovviamente esibirsi sul palco cantando dal vivo mentre si balla è estremamente faticoso, ma io trovo realizzazione e piacere in questo perché fare musica è la mia passione e sto vivendo la mia passione. Per questo quando mi esibisco si può sentire irradiarsi da me quella passione e quella gioia.
Quale canzone del nuovo album vi spaventava di più pubblicare? Era un brano troppo onesto, troppo crudo o troppo vicino a voi?
SEONGIL: Non c’era nessuna canzone che mi spaventasse. Anzi, volevo che il pubblico ascoltasse le nostre canzoni il prima possibile!
SEOKJOON: Nessuna! Essere crudi fa parte del nostro fascino! Penso sia importante mostrare onestamente chi siamo ora.
Il K-pop è pieno di boy group talentuosi, ma i gruppi che durano a lungo sono rari. Qual è la parte insostituibile degli 82MAJOR?
SEONGIL: È la chimica tra i membri. Passiamo molto tempo insieme come amici stretti, quindi la nostra sinergia è davvero forte! Penso che questa chimica risplenda ancora di più sul palco.
SEOKJOON: Credo sia la naturalezza che deriva dal processo di creazione della musica da parte nostra. Poiché il carattere di ogni membro è contenuto nelle canzoni e nel palco, il nostro colore emerge chiaramente. Penso che questa sia l’identità degli 82MAJOR.
SEONGBIN: E soprattutto il fatto che ci piaccia davvero la musica e che creiamo insieme musica e palchi. Credo che questa energia sia la nostra forza.
I fan stanno scoprendo quanto siano diversi tra loro i membri attraverso curiosità e retroscena. Come riuscite a esprimere personalità individuali senza perdere la direzione collettiva?
YECHAN: Penso sia importante avere consapevolezza di sé ed essere la persona che si vuole essere. Ma alla fine questo non è un progetto solista, è un progetto di gruppo, quindi quando serve ci uniamo tutti e agiamo in base a ciò che è meglio per noi e per il nostro gruppo. Come gruppo.
Siete in un momento di accelerazione: più palchi, più sguardi, aspettative più alte. Cosa non scenderete mai a compromessi, anche se l’industria lo richiedesse?
SEONGIL: Sicuramente la musica. Tendiamo a decidere dando priorità a ciò che vogliamo fare musicalmente. Per questo credo che l’album contenga ancora più sincerità.
SEONGBIN: Mantenere il cuore orientato a continuare a fare la musica che vogliamo fare. Poiché produciamo noi stessi la nostra musica, penso sia più importante di qualsiasi altra cosa che le storie e la musica coincidano davvero con ciò che vogliamo dire. Intendiamo muoverci nella direzione che desideriamo, indipendentemente dalla situazione.
Questo tour europeo è destinato a essere una tappa importante nel percorso globale degli 82MAJOR. Cosa rappresenta per la vostra carriera in questo momento e cosa aspettate con più entusiasmo?
SEONGIL: È la nostra prima volta in tour in Europa, quindi credo che potremo portare il nostro palco con tutto il cuore su una scala più ampia, crescendo sia musicalmente sia nella performance. Voglio assorbire molta dell’energia dell’Europa.
DOGYUN: È molto significativo perché è il nostro primo tour europeo in assoluto. Tutto ciò che faremo lì sarà una prima volta, quindi non vedo l’ora di vivere ogni cosa: i palchi, il cibo, i paesaggi, tutto. Sono molto curioso di scoprire che tipo di reazioni ed energia porteranno i fan europei quando li incontreremo di persona per la prima volta. Penso che il tifo dei fan renderà questo tour ancora più speciale.
Il pubblico europeo è noto per l’energia intensa e la forte connessione emotiva durante i live. State preparando qualcosa di diverso rispetto alle esibizioni in Corea o in Asia?
SEONGMO: Sto studiando le lingue straniere per poter comunicare apertamente con i fan durante il tour europeo! Voglio creare momenti in cui possiamo connetterci con gli 82DE e permettere loro di divertirsi davvero. Essendo la mia prima volta in Europa, voglio anche cogliere questa opportunità per imparare di più sulla cultura delle performance europea.
Gli 82MAJOR hanno un’identità distinta sia nella musica sia nella performance. Quale elemento sonoro o coreografico pensate verrà percepito più fortemente dai fan europei che vi vedranno dal vivo per la prima volta?
YECHAN: Onestamente penso che, più ancora della musica, i fan europei entreranno in risonanza con la nostra energia e la nostra passione per il palco.
SEOKJOON: Credo che potremo mostrare i nostri molteplici lati sia attraverso canzoni intense sia più morbide, così come attraverso palchi potenti e altri più dolci. Mostreremo la nostra energia attraverso performance che racchiudono lo stile unico degli 82MAJOR.
SEONGBIN: La nostra canzone “Trophy” è nel genere House! Sono entusiasta di poterla eseguire direttamente in Europa, che è la culla della House music. Non vedo l’ora di scoprire come gli 82DE europei vivranno il genere e l’atmosfera di questo brano.
I tour portano spesso crescita personale e artistica oltre la musica. Pensate che questo tour influenzerà la vostra musica futura, la vostra mentalità o la vostra direzione artistica?
YECHAN: Sicuramente. Sarà la prima volta che andremo tutti in Europa e potremo vivere esperienze nuove e diverse da quelle che abbiamo vissuto finora. Sono certo che troveremo molta ispirazione mentre saremo lì.
SEOKJOON: Mi piace viaggiare in luoghi diversi perché mi piace percepire le vibrazioni differenti di ogni posto. Non vedo l’ora di questo tour europeo perché ci darà nuova energia e ispirazione, permettendoci di creare ancora grandi nuove canzoni.
L’Italia ha una lunga tradizione nella performance musicale e nella cultura televisiva. Dopo la vostra apparizione su “Panorama”, avete pensato di esplorare ulteriori collaborazioni o opportunità in Italia?
SEONGMO: Voglio salire su molti palchi in Italia. Amo anche il calcio e il campionato italiano è molto famoso! Abbiamo canzoni come “Trophy” e “Choke” che parlano di vittoria. Mi piacerebbe eseguirle in uno stadio di calcio e trasmettere personalmente quella sensazione di vittoria.
SEONGIL: Credo che l’Italia sia un Paese in cui musica, performance e broadcasting siano connessi in un’unica cultura. Se si presentasse l’occasione, mi piacerebbe collaborare con produttori italiani per creare nuova musica in cui il nostro sound hip-hop incontri un’atmosfera da club e da festival. Penso davvero che potremmo mostrare un nuovo lato ai nostri fan con una canzone che catturi l’energia e l’atmosfera che abbiamo sentito in Italia.
Chiudete gli occhi. Definitevi con una sola parola. Niente spiegazioni, niente seconde possibilità. Solo una parola.
SEONGIL: Salto (decollo)
DOGYUN: Quando chiudo gli occhi vedo “luce” nell’oscurità.
SEONGBIN: Incompletezza
SEOKJOON: Fascino inaspettato
YECHAN: Diverso.
SEONGMO: Unico.
Traduzione dal coreano all’inglese: Nari Lee
