Una vita da pellegrino, quella di Robert Prevost, prima di diventare Papa. Giunse in Perù nel 1985, come missionario agostiniano. Aveva poco più di trent’anni e un incarico nel nord del Paese, lontano dai riflettori. Era giovane e semisconosciuto. Eppure, fu proprio quell’esperienza molto peculiare a plasmare il modo in cui il futuro Pontefice avrebbe inteso il suo ruolo all’interno della Chiesa. La vicinanza alle comunità locali, l’impegno pastorale diretto, la formazione dei seminaristi: tutto prese forma in quel tempo e in quel luogo, tra Piura, Trujillo e Chiclayo. Un legame inscindibile, quello con il Perù, tanto che nel 2015 ottenne finalmente la meritata nazionalità. E dal balcone del Vaticano, il giorno della sua elezione (8 maggio 2025), dedicò parole toccanti alla diocesi di Chiclayo che per anni aveva amato e frequentato.
L’itinerario peruviano tra fede, cultura e gastronomia
Alla luce di questo particolare legame affettivo, il Perù ha deciso di trasformare l’esperienza da missionario di Leone XIV in un vero e proprio percorso di viaggio. La Ruta de León collega difatti 38 attrazioni turistiche distribuite su quattro regioni: Lambayeque, Piura, La Libertad e Callao. L’itinerario non rappresenta un mero circuito devozionale: chiese e santuari convivono con siti archeologici di rilievo internazionale, mercati, spiagge e una cultura gastronomica riconosciuta tra le più ricche del continente sudamericano.
Il fulcro del percorso è Chiclayo, capoluogo del Lambayeque e sede pastorale di Prevost per quasi un decennio. Qui si trova l’esposizione permanente «Sui cammini di Leone XIV», dedicata al legame tra il Pontefice e il nord del Paese. A ogni modo, la regione offre molto altro: dalle piramidi di adobe di Túcume, al Museo delle Tombe Reali di Sipán, al Santuario Storico Bosque de Pómac. E poi la costa, con la località balneare di Pimentel. Senza dimenticare la tavola: prelibatezze quali arroz con pato, seco de cabrito, chinguirito. Piatti che raccontano un territorio alla stessa stregua di un monumento.
Le radici missionarie di Leone XIV in Perù
A Piura, dove tutto cominciò nel 1985, l’itinerario passa per Chulucanas, distretto noto per la ceramica in bianco e nero, e tocca luoghi ancora segnati dalla presenza pastorale di Prevost: la Cattedrale della Sacra Famiglia, la parrocchia San José Obrero, il centro di formazione Villa La Buena Nueva. Ma anche a La Libertad, dove il Papa risiedette dalla fine degli anni Ottanta al 1999 come docente e vicario giudiziale. Il percorso include inoltre il Seminario Maggiore San Carlos e San Marcelo, l’Arcivescovado di Trujillo e la cittadella di Chan Chan, Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
La Ruta si chiude infine a Callao, unica provincia costituzionale del Perù, dove Leone XIV operò come amministratore apostolico abbastanza recentemente, nello specifico tra il 2020 e il 2021. Qui il percorso assume un carattere più recente e intimo, legato all’attività portuale e alla vita quotidiana delle comunità locali. La Fortezza Real Felipe, la parrocchia Santa Rosa, La Punta e le Isole Palomino completano un’ultima tappa che unisce paesaggio, storia e pastorale.
La Ruta de León si inserisce in una strategia nazionale più ampia. Il Perù ha recentemente aderito alla Rete Mondiale del Turismo Religioso, consolidando la propria posizione in un segmento che coniuga spiritualità, identità culturale e sensibilità ecologica. Il viaggio sulle orme di Leone XIV, in questo senso, non costituisce solo un pellegrinaggio, ma un modo per conoscere un Paese meraviglioso attraverso la storia di chi lo ha attraversato, vissuto e amato.
