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FOROF, il tempio segreto di Roma dove l’arte contemporanea dialoga con l’antico

FOROF, il tempio segreto di Roma dove l’arte contemporanea dialoga con l’antico

FOROF, il luogo più misterioso di Roma: un viaggio tra rovine romane e arte contemporanea firmato Giovanna Caruso Fendi

FOROF, la realtà artistica e culturale sognata, immaginata fortemente voluta e fondata dalla mecenate Giovanna Caruso Fendi, è uno dei luoghi magici di Roma. Uno spazio unico per il connubio tra archeologia e arte contemporanea.  Dove il tempo perde la sua reale connotazione per frantumarsi in tempo archeologico, del pensiero, dell’esplorazione nell’anima. Nato nel 2022 e ormai arrivato alla quinta stagione (cinque è numero magico, per la Cabala è l’unione tra l’umano e il divino) FOROF ha scelto come artista dell’anno la polacca Alicja Kwade, che vive e lavora a Berlino, una delle voci più significative della scena contemporanea internazionale. Opere eleganti, filosofiche, minimali e taglienti, che hanno magnificamente reinterpretato le molteplici anime della galleria, confrontandosi con la difficoltà di questo spazio ancestrale: nell’ipogeo si trovano i resti dell’abside orientale della Basilica Ulpia (II secolo D.C) e  proprio di fronte all’ingresso si staglia la magnificenza della Colonna di Traiano. Spiega Giovanna Caruso Fendi: «Sono molto felice di aver invitato per questa quinta Stagione di FOROF l’artista Alicja Kwade, e che abbia accettato la sfida di un dialogo profondo con l’essenza di questo luogo unico, nel cuore del Foro di Traiano. La sua installazione ambientale INFRASUPRA ci offre l’occasione per riflettere sul delicato equilibrio fra Potere e Controllo, una tematica attualissima che attraversa il nostro mondo, così come ha attraversato l’antica Roma, rappresentata dalle vestigia della Basilica Ulpia, custodita nel piano ipogeo di FOROF, dove sembra di scendere nelle viscere della Storia riattivata dalle opere contemporanee”. Come spiega il curatore Valentino Catricalà il percorso della mostra site-specific (visitabile fino a luglio): «È un portale concettuale che esplora l’idea di Tempo: quello archeologico si unisce a quello geologico e al nostro». Sculture e installazioni, un enigmatico autoritratto dal titolo GHOST come un fantasma, mele e pesanti sfere che si appoggiano lievi sul meraviglioso pavimento archeologico. Massa e potere, come il celebre saggio del 1960 di Elias Canetti.

 «Un imponente duetto tra l’etereo e il massiccio stimola la riflessione sui nuovi equilibri», continua il curatore. Si intrecciano passato e presente nei materiali primitivi usati dall’artista, carbone, rocce con gli antichi marmi africani. Un lavoro impressionante che si rafforza, anzi «si attiva», come spiega Giovanna Caruso Fendi, a ogni evento mensile collegato alla mostra. Dal concerto performance dei tedeschi PAAR con la loro musica rock dalle sonorità dark anni Ottanta ai versi della poetessa e vocalist albanese Jonida Prifti. La finalista del Premio Strega Poesia ha raccontato la complessità odierna in cambiamento e divenire in un recital dal titolo DIHET- Arriva il nuovo giorno. «La dimensione onirica e sospesa percepita in INFRASUPRA evoca in me il suono che le opere emanano, portatrici di un passato che comunica nel presente la forza del Cosmo. Attraverso il suono che sento arrivare da lontano, il divino messaggio di voci si espande nei resti marmorei dell’antica Basilica custodita da FOROF, per fondersi con la Storia e rinascere in una nuova visione attraverso la poesia», commenta Prifti.  Addentrarsi nello spazio-tempo attraverso la poesia è «creare i presupposti ambientali ed emotivi per entrare in connessione diretta con le tre dimensioni temporali (archeologica, geologica e umana dello spettatore) evocate dal portale concettuale realizzato da Alicja Kwade, in un contesto unico come quello di FOROF, dove ogni gesto artistico o atto performativo promuove l’incontro tra i linguaggi dell’arte contemporanea e dell’archeologi», conclude il curatore Valentino Catricalà. Il prossimo evento a marzo vedrà protagonista l’eclettico e geniale duo artistico dei MASBEDO. Chiunque si confronti con questo luogo che non ha eguali, sia un visitatore o un artista, deve scendere la scala che porta nel ventredella Città Eterna. E quando ci si affaccia alla grande sala della manumissio, dove agli schiavi veniva ridata la libertà, l’emozione ti assale. Una dimensione “sottosopra” che Caruso Fendi ha riportato a nuova vita. I misteri di un tempo arcaico accolgono i nostri passi in un silenzio che spinge a scendere ancora più giù. Oltre le gigantesche sfere immobili, le colonne, il pavimento di pietre rare. Oltre la Storia. Dentro le nostre anime.

FOROF, il tempio segreto di Roma dove l’arte contemporanea dialoga con l’antico
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