Gli occhiali smart parlano davanti ai quadri di Brera. Sensing Art è la sperimentazione presentata a Milano da Meta, Pinacoteca di Brera ed EssilorLuxottica per rendere più autonoma la visita di persone cieche e ipovedenti. Otto capolavori, un paio di AI glasses, e una esperienza all’arte in modo nuovo e immersivo chi i quadri non li può vedere.
La novità interessante non è solo tecnologica. L’intelligenza artificiale non descrive i dipinti: li riconosce. Le parole sono quelle di DescriVedendo, il metodo dell’Associazione Nazionale Subvedenti (ANS) che a Brera esiste da dieci anni, con testi scritti dal servizio educativo e dall’ANS e provati da lettori volontari prima della certificazione.
Come funziona
Davanti a una delle otto opere, il visitatore attiva dagli occhiali il riconoscimento del dipinto e ascolta l’audiodescrizione dagli speaker nelle aste. Audio open-ear: la sala resta udibile, e con lei il compagno di visita. Per ogni opera ci sono tre tracce: la descrizione morfologica (forme, composizione, dettagli), l’inquadramento storico-artistico, la biografia dell’artista.
Brevi tracce di orientamento portano da un quadro all’altro. Poi ci sono gli extra. Meta AI risponde alle domande sull’ambiente, Be My Eyes mette in contatto con un volontario vedente, anche per raggiungere il museo. La tecnologia si integra con l’app «Grande Brera».
Primi al mondo
Si tratta di una delle prime sperimentazioni museali al mondo, la prima ad usare i Meta AI Glasses in un museo pubblico. Nel 2019 lo Smithsonian offriva già Aira, servizio con operatore remoto via smartphone o smart glasses. A luglio 2026 il National WWII Museum di New Orleans ha ospitato la consegna di circa 20 Ray-Ban Meta a veterani non vedenti, e ad agosto Meta ha donato 15.000 paia a Vision Ireland. Brera aggiunge un pezzo diverso: un percorso curato dal museo, non soltanto un dispositivo.
Nulla per noi senza di noi
È il motto che a Brera guida i progetti di accessibilità da oltre dieci anni. UICI e Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano hanno verificato l’esperienza durante lo sviluppo, portando bisogni e feedback concreti. Per Rosa Garofalo, direttrice dell’ANS, la descrizione meticolosa serve a evocare “un’immagine mentale coerente” con l’opera: la tecnologia, dice, amplifica un’offerta che già c’era.
“Rendere accessibile il patrimonio significa creare le condizioni perché ciascuno possa costruire il proprio rapporto con l’arte. La Pinacoteca continua a essere un luogo di sperimentazione in cui esplorare nuovi linguaggi e strumenti capaci di avvicinare un patrimonio universale a un pubblico sempre più ampio.” Ha commentato Angelo Crespi, Direttore Grande Brera e Cenacolo Vinciano.
Per prenotare
Dal 13 ottobre 2026, il percorso sarà disponibile presso la Pinacoteca di Brera previa prenotazione. I visitatori potranno utilizzare gli AI glasses dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16.30 scrivendo una mail a [email protected], indicando giorno e orario ed eventuali altre necessità.
