Forma smagliante in uniforme da Star Trek, saluto vulcaniano alla dottor Spock (quello di “lunga vita e prosperità” per intenderci), sguardo nobile e deciso. Ecco come si presenta Alice Mangione sul cartellone del suo nuovo spettacolo: Galattica – Odissea comica per umani fuori orbita, scritto da lei con la complicità di Manuela Mazzocchi, per la regia di Enrico Ballardini e Savà Produzioni Creative.
Dopo il successo di Cruda e Nuda, il suo primo spettacolo solista, la poliedrica artista torna a teatro con un nuovo spettacolo raccontando con ironia e irriverenza le ossessioni e le piccole assurdità della vita di tutti i giorni.
“C’è un momento in cui, per capire qualcosa di sé, bisogna alzare lo sguardo.” Ed è letteralmente quello che ha fatto Alice, che in compagnia di uno strambo navigatore, conduce il pubblico nello spazio, tra pianeti e costellazioni. Ogni particella racconta un ritaglio di vita, scaraventando in orbita domande, contrasti e perplessità quotidiane.
Alice, che differenza c’è con lo spettacolo precedente Cruda e Nuda?
“Nello spettacolo precedente in scena c’erano i tarocchi: ogni carta che veniva girata e scelta dal pubblico era uno spunto per dare il là a uno sketch. C’era un contenitore all’interno del quale si inserivano pezzi molto diversi tra di loro, uno spettacolo più di stand up. Galattica, invece, è stato costruito tutto insieme, è un’ora e mezza di materiale totalmente inedito. Il copione è stato ragionato proprio come uno spettacolo teatrale. E sono veramente curiosa di capire come verrà accolto.”
Dopo i tarocchi, hai scelto di atterrare nel cosmo
“Galattica è stata un’intuizione, è una dichiarazione di intenti piuttosto decisa. Tutti gli stand up comedian vanno in giro per l’Europa con i loro spettacoli, io non sono stata ancora chiamata, quindi sai che c’è? Vado nella Galassia! Ho scelto di esplorare l’universo in un viaggio planetario, al fianco di un complice nascosto che non sarà in scena, ma sarà comunque molto presente, il mio navigatore spaziale di nome Siria, che mi conduce tra i diversi pianeti. Ogni pianeta naturalmente ha le proprie caratteristiche. Lo scopo è quello di atterrare su ognuno di loro per capire se il mio posto potrebbe essere lì o cosa devo risolvere prima di lasciarlo.”
C’è un pianeta in cui ti identifichi?
“Marte, senza nessun dubbio! Si dice che sia il pianeta maschile, ma nello spettacolo racconto di identificarmi parecchio in Marte: è il pianeta dell’azione, del fare, lo chiamano anche della guerra, ma è più il pianeta delle cose che cominciano. A questo proposito però ho un piccolo problema: io comincio tutto, adoro fare le partenze, ma poi non finisco niente. Sono un’inconcludente perché mi annoio presto. Non chiudo le cose, non chiudo nemmeno i barattoli della marmellata!”
Il debutto ufficiale sarà il 27 novembre a Botticino, in provincia di Brescia
“Ci sarà un anteprima a Cava Manara un piccolo paesino in provincia di Pavia, che professionalmente parlando per me è quasi casa, e poi debutterò ufficialmente a Botticino, dove l’anno scorso ho fatto una delle serate più lunghe della mia vita, con uno spettacolo durato più di tre ore! Ci tengo però a sottolineare che il sequestro di persona l’hanno fatto loro a me e non viceversa. Non ho obbligato nessuno a restare!
E poi ci saranno date un po’ in tutta Italia, tra cui Prato, Cagliari, Milano al Teatro Manzoni, Genova, Padova e Bologna.”
Lo spettacolo è stato scritto in collaborazione con Manuela Mazzocchi
“Lavoriamo insieme dal 2019, c’è una sintonia incredibile tra di noi, soprattutto dal punto di vista della scrittura. Ci siamo davvero trovate, ed è la spalla migliore che potessi avere. Io lavoro meglio sotto stress e sto finendo di scrivere le ultime battute in questi giorni – con grande inquietudine di Manuela. Lei è molto più organizzata, io ho ideato il tema e la struttura, e Manu, possiamo dire, pensa a chiudere i barattoli della marmellata che io lascio aperti.”
Tu sei un’artista poliedrica, reciti, canti, conduci…
“Devo dire che questa poliedricità spesso mi viene recriminata come difficoltà di essere identificata in una professione specifica. È più difficile da vendere, ma questo non mi fermerà dal continuare a fare le cose che mi divertono e mi fanno stare bene. Amo cantare canzoni pop – c’è una Spice Girl dentro me – infatti in questo spettacolo canto, ci sarà la musica. Finiremo sul pianeta, o meglio sul satellite più stressante di tutti, ovvero la Luna, che da sempre ci gira intorno e ci fa fare ciò che le pare. È lei la responsabile dei nostri livelli di stress e di cortisolo; e non potendo dare al pubblico un rimedio, offrirò loro un inno.”
Insomma, sei davvero entusiasta di Galattica
“Bisognerebbe lasciare sempre una certa distanza dai propri spettacoli, ma dichiaro di esserne follemente innamorata! È nato dall’intuizione di un viaggio interstellare per poi costruire un sistema solare con un atterraggio finale intenso ed emozionante. È bello vedere come tutte le idee iniziali, si sono concretizzate in dialoghi con un risvolto profondo ed emotivo oltre che divertente.”
