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Steven Spielberg torna allo sci-fi: i suoi 5 film più belli

Steven Spielberg torna allo sci-fi: i suoi 5 film più belli
Credits: Universal Pictures International Italy

In sala con “Disclosure Day”, il regista negli anni ha saputo muoversi tra alieni, horror, biopic e action, portando l’intrattenimento ad alti livelli

Rieccolo, Steven Spielberg, sul terreno dello sci-fi che tante soddisfazioni gli ha dato e ci ha dato. Con Disclosure Day, dal 10 giugno al cinema, si affida ad Emily Blunt per riemmergersi in quegli “incontri del terzo tipo” (e non solo) che lo portarono alla gloria negli anni ’70-’80. Finora, però, con recensioni contente a metà : «Disclosure Day è un film imperfetto, ma non mancano certo i momenti memorabili e l’inconfondibile impronta del grande Steven Spielberg», è il mood prevalente nell’aggregatore di critiche cinematografiche Rotten Tomatoes.

Sulle tracce del “grande Steven Spielberg”, che ha saputo muoversi tra svariati generi cinematografi unendo intrattenimento e qualità di sguardo, ripercorriamo i suoi 5 film più belli, da vedere e rivedere ora, ieri e domani.

1) E.T. l’extra-terrestre (1982)

C’è un prima e un dopo E.T. l’extra-terrestre, sia per l’influenza culturale avuta dal film, sia per la spinta data alla carriera di Spielberg, che dopo il successo di questa storia di amicizia e diversità ha virato sempre più verso sceneggiature profondamente personali ed emotive. Fiaba sci-fi delicata e avvolgente, quando fu proiettata al Festival di Cannes fu accolta da una standing ovation.

Bloccato sulla Terra, E.T. è l’alieno gentile dai movimenti buffi e dagli occhioni malinconici che buca i cuori. È di una tenerezza che non invecchia mai la scena in cui, camuffato con parrucca bionda e cappellino, indica fuori dalla finestra sillabando «E.T. telefono casa». Quattro gli Oscar vinti, solo tecnici. Due Golden Globe, al miglior film drammatico e alla colonna sonora di John Williams.

2) Schindler’s List – La lista di Schindler (1993)

In uno dei ricorrenti periodi storici nerissimi, di abominio e morte, c’è un aneddoto di luce che Spielberg ha riportato in vita, tramite il libro di Thomas Keneally, scolpendola negli annali del cinema. In Schindler’s List Liam Neeson è nel ruolo della vita nei panni di Oskar Schindler, l’imprenditore tedesco che seppe riconoscere l’orrore dell’Olocausto e ribellarsi, salvando più di un migliaio di ebrei con il pretesto di utilizzarli come personale per la sua fabbrica.

Un film commovente e monumentale, che semina un insperato messaggio di speranza in mezzo all’orrore. Sette Oscar, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura, tre Golden Globe. Un’opera potente che si insinua nelle coscienze e che ispira.

3) Lo squalo (1975)

Dallo spazio alla Storia fino all’horror. Lo squalo ha terrorizzato i ragazzini degli anni ’70 con una sapiente costruzione della tensione e dell’orrore. Ha tolto a lungo il sonno e la spensieratezza di tuffarsi tra flutti e onde. Spielberg superò il budget di produzione, con inciampi vari lungo il percorso di realizzazione, ma ottenne un record al botteghino. Con tre Oscar tecnici in bacheca.

Nella località turistica di Amity Island, nel New England, una donna è uccisa da una squalo mentre fa il bagno. Scatta una catalizzante lotta tra la bestia assassina e l’uomo.
Tra blockbuster e cinema d’autore, un film a cui abbandonarsi, per lasciarsi spaventare ed emozionare.

4) Prova a prendermi (2002)

Ed è stato anche biopic. Alla Spielberg. Con una commedia amabile che diverte, tuttora croccante e godibile, sulle spalle di un Leonardo DiCaprio ventottenne in vena di travestimenti e identità fasulle. È lui l’ammaliante truffatore Frank Abagnale, in fuga dall’agente dell’Fbi interpretato da Tom Hanks. Christopher Walken è il padre che Frank Jr. vorrebbe conquistare con le sue imprese.

Un portentoso trio di attori! L’intrattenimento sa essere anche di alto livello. Dal tono spensierato, Prova a prendermi anche oggi non perde ritmo.

5) I predatori dell’arca perduta (1981)

Capolavoro d’azione e d’avventura, I predatori dell’arca perduta è il film di culto che ci ha introdotto all’intrepido mondo di Indiana Jones, archeologo dal volto irresistibilmente da schiaffi di Harrison Ford. Le scene action sono di un realismo e di un’intensità che fanno scuola.

Fin dalla prima inquadratura, si è catapultati dentro una narrazione a perdita di fiato, che non si sottrae mai. Da vedere e rivedere, a mo’ di faro per il genere. Ovviamente da Oscar, ben cinque, tutti tecnici.

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