Altro che fuorilegge eroico, simbolo della giustizia sociale. Il principe dei ladri è solo un efferato bandito nella visione di Michael Sarnoski e nel suo film Robin Hood – Il prezzo del sangue, dal 12 agosto al cinema con I Wonder Pictures.
Il regista e sceneggiatore statunitense ribalta l’iconografia tradizionale di Robin Hood per raccontare un uomo molto diverso da quello generoso consegnato alla leggenda. Ora è niente di più di un criminale, ormai non più giovane, che ha vissuto tra menzogne, crimini e vendette, ma sente addosso il peso delle sue scelte. In tutto il suo cupo tormento lo interpreta il Wolverine della saga degli X-Men Hugh Jackman. Accolto e curato da Sister Brigid (Jodie Comer), enigmatica priora destinata a mettere in discussione tutto ciò che egli crede di sapere su sé stesso, Robin è costretto a confrontarsi con il proprio passato, con il mito costruito attorno al suo nome e con la verità della sua esistenza.
Il suo fidato amico Little John? Lo incarna Bill Skarsgård, attore avvezzo a ruoli dark (vedi It il pagliaccio malefico e Nosferatu), ed è il vecchio compagno di scorribande e omicidi.
Come nasce la rivisitazione di Robin Hood
Già autore di A Quiet Place – Giorno 1, Sarnoski costruisce un’audace rivisitazione che ha il suo seme addirittura nell’infanzia del regista, quando miti e leggende medievali gli venivano tramandati dal preside della scuola che frequentava. Sorta di figura paterna sostitutiva, l’anziano regalò al giovane una copia del libro di Robin Hood che lui stesso aveva letto durante la propria infanzia negli anni ’40.
Sarnoski si innamorò subito di queste storie canoniche risalenti al XIV secolo, ma rimase particolarmente colpito da una in particolare: una breve ballata sulla morte di Robin Hood per mano di una priora. Quella storia gli rimase impressa negli anni, poiché sembrava contrastare con l’immagine tradizionale del fuorilegge. «In mezzo a tutte queste storie di violenza e grandi avventure, la sua fine nel priorato dava la sensazione di un’esperienza contemplativa e tranquilla», spiega Sarnoski. «Questo mi ha davvero affascinato».
Il regista era inoltre attratto dalla contrapposizione semplicistica tra i due protagonisti principali presente in molti dei racconti incentrati sulla morte di Robin. «La priora è ritratta come una megera malvagia e traditrice, mentre Robin è l’uomo nobile che non farebbe mai del male a una donna», ha riflettuto il regista fattosi notare ai suoi esordi con Pig – Il piano di Rob. «Ma cosa succederebbe se i ruoli fossero invertiti, con Robin nei panni di una minaccia sadica e la priora in quelli della sua nobile custode?».
In questo video in esclusiva un estratto del film Robin Hood – Il prezzo del sangue.
