Dietro le piume di una gallina, dalla sua nascita fino al suo avventurarsi nel mondo, György Pálfi mette in scena un film audace, dove il volatile è protagonista e, sullo sfondo, si muovono quasi accidentalmente le vicende umane. Dal 28 maggio al cinema con Officine Ubu, Hen – Storia di una gallina merita tutti i suoi 96 minuti di tempo speso.
Sul set, una vera gallina, o meglio, otto, ciascuna con caratteristiche e abilità diverse, danno vita a un’unica eroina, in un’esperienza cinematografica anticonvenzionale da gustare con curiosità. Girato senza l’uso di CGI o intelligenza artificiale, il film è stato realizzato con animali veri, grazie all’attività straordinaria di addestramento e messa in scena a cura di Árpád Halász, addestratore ungherese che ha lavorato sui set di Alien: Romulus, Midsommar, Crawl e Blade Runner 2049.
Trama di Hen – Storia di una gallina
Pálfi unisce sperimentazione e racconto. Le sequenze iniziali di Hen – Storia di una gallina sono dure da affrontare, tra pulcini di un allevamento intensivo sbatacchiati come oggetti di una catena di montaggio. È da qui che riesce a fuggire una gallina dalle piume nere che, dopo varie peripezie, trova riparo nel cortile di un ristorante fatiscente. In questa campagna greca, a pochi chilometri dal mare, scoprirà l’amore, affronterà la rigida gerarchia del pollaio e farà di tutto per proteggere le sue uova.
Sullo sfondo dell’avventura animale, succedono intanto piccoli grandi imprevisti, dei quali la gallina è a volte ignara testimone, altre volte elemento scatenante. Suo malgrado, si ritrova coinvolta in un giro loschissimo, nel quale è molto più coinvolto il suo “protettore” (interpretato da Ioannis Kokiasmenos).

Le dichiarazioni del regista
«Utilizzando i meccanismi di base delle tragedie greche antiche, il mio film mostra destini individuali, ma affronta un problema universale che è al cuore dell’umanità intera: gli individui possono essere assolti dalla responsabilità morale quando sono soltanto partecipanti passivi agli eventi?», dice il regista György Pálfi, che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Ruttkay Zsófia.
«La storia è stratificata, come un ologramma, e mostra la stessa immagine su piani e dimensioni diversi, attraverso due destini differenti. Uno è la vita di una gallina, l’altro quella di un uomo. Naturalmente i due destini sono interdipendenti, intrecciati e, sebbene mossi da obiettivi e motivazioni diversi, inseparabili. La piccolezza e la “pace” dell’esistenza della gallina incontrano, in questo film, la tragedia delle vite umane nel mezzo di un problema globale».
E ancora: «Ho giocato con l’idea di ciò che accade quando la storia umana non è al centro. Cosa succede se noi esseri umani siamo “la trama secondaria” del racconto?».
In questo video, una clip esclusiva estratta dal film Hen – Storia di una gallina:
