The Voice: tutte le novità della seconda edizione del talent di Rai 2
(Ansa)
The Voice: tutte le novità della seconda edizione del talent di Rai 2
Televisione

The Voice: tutte le novità della seconda edizione del talent di Rai 2

Oggi la conferenza stampa di presentazione del talent show condotto da Federico Russo, al via da mercoledì 12 marzo

È tutto pronto per la seconda edizione di The Voice of Italy, il talent musicale di Rai Due al via da mercoledì 12 marzo alle 21 e 10, presentato questa mattina con una conferenza stampa nello studio di via Mecenate (dove sono già state girate le prime cinque puntate di Blind Audition). Presenti all’incontro i quattro coach, il nuovo conduttore Federico Russo e la V-Reporter Valentina Correani, oltre allo stato maggiore di autori e produttori (vedi Marco Tombolini, Pasquale Romano e Gianmarco Mazzi). Ecco le novità della nuova stagione.

PROGRAMMA DELL'ANNO. Molto soddisfatto il direttore di Rai Due, Angelo Teodoli, reduce dai Premi Regia Televisiva. "È il primo Oscar della tivù che Rai Due riceve dopo quindici anni: è un grande onore, visto che The Voice è la prima trasmissione che ho lanciato sotto la mia direzione - ha esordito Teodoli - Con J-Ax entra nuova sensibilità che forse mancava ed è segno della dinamicità di questo programma". Il direttore di rete ha sottolineato che la seconda edizione sarà ancora più multi piattaforma e per la prima volta in Rai si svilupperà un vero e proprio programma parallelo, con contenuti originali e second screen. "Una grande novità per l'azienda. Lo scorso anno è stata una grande fatica: quest'anno abbiamo lavorato meglio e con più calma".

IL MECCANISMO DELLO SHOW. "Arriviamo a Milano con la neve e ce ne andiamo a giugno: è un programma quattro stagioni", dice ironico l'autore Pasquale Romano. “Quest'anno le dinamiche sono più sviluppate, anche perché i coach sono diventati 'marpioni' del meccanismo”. Mercoledì si comincia con la prima delle cinque puntate delle Blind Audition, le audizioni al buio, con i quattro giudici girati di spalle, per poi passare alle due puntate di Battle, in cui ogni giudice farà esibire due artisti della propria squadra sulla stessa canzone, scegliendone poi uno solo: la novità di quest'anno è l'opzione Steal, che permette a un cantante eliminato di essere recuperato da un altro coach. A seguire, due puntate di Knockout - altra una fase inedita con la sfida tra due concorrenti su due brani diversi e l'eliminazione diretta di uno dei due - e poi cinque Live con esibizioni singole, duetti con i coach e ospiti internazionali. Gran finale il 4 giugno. 

IL NEO CONDUTTORE. Promette bene Federico Russo, nuovo conduttore di The Voice dopo la prova deludente di Fabio Troiano. “Mi sono visto la prima edizione e anche quelle straniere, perciò quando ho ricevuto proposta sono saltato sul posto e ho chiamato casa. "Ma t'ha chiamato Raffaella?", mi ha chiesto mia mamma”. Russo, voce di Radio Deejay ed ex veejay di Mtv ringrazia il predecessore Troiano e lo difende dalle critiche che gli sono piovute addosso via social network. “Condurre una prima edizione non è facile e lui se l'è cavata egregiamente. Le critiche via social ci stanno, ma bisogna dare il giusto peso: non mi faccio influenzare troppo, prendo gli aspetti positivi ma sono curioso della reazione del pubblico”. Al suo fianco Valentina Correani, che si occuperà della parte social del programma, con la diretta parallela sul web. “Grazie a Rai Due per avermi dato questa possibilità e tanta responsabilità. Sono curiosa di vedere come si comporteranno i concorrenti, perché il livello è molto alto”.

BUONI MA NON BUONISTI. E’ l’inarrivabile Raffaella Carrà a sintetizzare il mood dei giudici. “Noemi è diventata severissima e tosta. J-Ax è formidabile, si emoziona fino alle lacrime: è una Raffa con i pantaloni - dice ironica - Pelù salta sulla sedia, pigia e si gira: c'è esplosività in giro. Io sono più attenta dell’anno scorso: è dura decidere al buio”. A chi le chiede se non c’è nell’aria troppo buonismo, Raffa prende le distanze dagli altri talent e replica risoluta: “Non parlate di buonismo, perché c'è modo e modo di mandare via i concorrenti, senza infrangere i sogni. Noi scegliamo le parole giuste: non è buonismo, è buona educazione”.

LA NEW ENTRY. Tanta curiosità per il nuovo coach J-Ax, che parte con un piglio intrigante che fa ben sperare. “Grazie ai colleghi, perché non è stato facile accettare questa proposta e grazie ai produttori e alla rete che hanno pensato a me - dice il rapper - E’ bello che certi giornali e la tivù abbiano finalmente scoperto il mondo del rap”. Il neo giudice non nasconde di essersi emozionato più volte nel corso delle Blind Audition: “Mi commuovo perché sono bravi: ora che sto lavorando con loro, so che sarà difficile scegliere chi eliminare. Con tre di loro voglio collaborare. Di rapper vero ce n'è solo uno: quelli veri non sono venuti perché non si fidano della tivù”. 

L’ASSENZA DI COCCIANTE. E’ il produttore Gianmarco Mazzi a spiegare l’assenza di Riccardo Cocciante: “Con lui non c'è stato alcun attrito e sapevamo già lo scorso anno che non ci sarebbe stato per impegni internazionali legati alle sue produzioni”. Mazzi ha poi sottolineato come sia complicato affermare i talenti che escono dai talent: “Ci vuole tempo, fatica e lavoro: per questo ci siamo dati tre edizioni, per provare a lanciare una stella della musica”. “Servono anche i pezzi giusti, che spesso mancano anche ai cantanti affermati”, sottolinea la Carrà. A breve, svela Mazzi, uscirà il disco di Timothy Cavicchini, il rocker della prima edizione di The Voice.  

NOEMI E PELU’. “La prima edizione è stata di rodaggio, quest'anno conoscendo le regole del gioco è più rilassante farne parte”, racconta Noemi. “Sono contenta che J-Ax faccia parte del cast: ne vedremo delle belle. Io m'impegno a essere più diretta con i concorrenti, ma sempre rispettandoli: i commenti senza esclusione di colpi non mi piacciono”. Più tranquillo del solito Piero Pelù, che sottolinea come spesso la vera competizione sia tra i quattro coach per scovare i talenti. “Il bello di questo gioco è che è imprevedibile e non esistono regole precise. Contano le nostre quattro sensibilità: non è competitivo come altri talent e ci tengo a ribadire che The Voice non è un reality o un talent, ma un programma musicale”.

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