Saturnino: "Guerrieri, il mio viaggio tra gli italiani che non si arrendono"
(Settimio Benedusi)
Saturnino: "Guerrieri, il mio viaggio tra gli italiani che non si arrendono"
Televisione

Saturnino: "Guerrieri, il mio viaggio tra gli italiani che non si arrendono"

Il programma, nato in collaborazione con Enel, racconta la storia dei sei 'guerrieri' che ce l'hanno fatta

E’ un viaggio in un’Italia inconsueta (e straordinaria) quello che parte domani sera, venerdì 22 novembre, su La 7. Il nuovo programma on the road s’intitola Guerrieri – Storie di chi non si arrende e prende spunto dalla campagna pubblicitaria di Enel: alla guida c’è Saturnino Celani, musicista e storico bassista della band di Jovanotti. Più che un classico conduttore, un ‘raccontatore di storie’. Sei episodi per sei protagonisti, che hanno puntato tutto sulla passione e sulla positività per sfidare difficoltà e ostacoli della vita: guerrieri tenaci che ce l’hanno fatta a realizzare i propri sogni. 

Saturnino, un bell’azzardo puntare sull’ottimismo in un momento in cui predominano le tinte scure.

In realtà credo che sia l’unica via d’uscita. La cappa di negatività è opprimente ed è importante, anche dal punto di vista televisivo, diffondere storie che partono da una base scura e arrivano ad un finale più positivo. Passare 50 minuti davanti alla tivù ad ascoltare un’esperienza vera e positiva fa bene a prescindere: è come una boccata d’ossigeno no?

In ogni puntata racconti la storia di una persona che ce l’ha fatta. Durante la prima ti lancerai dal paracadute: è la tua prima volta?

Sì, in assoluto. Solo una donna straordinaria come Laura Rampini poteva convincermi a farlo: da vent’anni è su una sedia a rotelle e aveva il sogno di buttarsi col paracadute per sentirsi libera. Si è lanciata per prima e subito dopo l'ho fatto io. Mi piacciono le persone come lei, che affrontano grandi difficoltà con determinazione e il sorriso: io nella vita quelli che si lamentano senza motivo, li evito.

Qual è la storia che ti ha colpito di più?

Tutte, credimi, perché sono uniche. Penso ad Amir, un rapper romano di origine egiziana. Quando mi ha raccontato la sua vita ho pensato che la stessa storia raccontata in un sobborgo di Los Angeles sarebbe stato un film campione d’incassi. Fa il rapper, fa concerti e ha una sua piccola etichetta: è partito da un contesto complicato ma ha portato avanti la sua passione - riesce a vivere grazie alla musica - e questo lo rende un eroe vero.

Perché, tra tanti conduttori possibili, hanno pensato e scelto proprio te?

Sarei curioso pure io di saperlo! Un manager di volti televisivi che conosco da anni mi ha chiamato quest’estate per propormi di fare il provino. Pensando che il programma nasce dalla sinergia tra una grande azienda come Enel, La7 e FremantleMedia in effetti potevano aver chiunque. 

E’ vero che al tuo fianco doveva esserci Ambra?

Penso sia una voce venuta fuori dal fatto che hanno contattato anche altri personaggi. Altro non saprei.

A 44 anni fai il tuo esordio alla conduzione…

Più che conduttore preferisco essere un narratore in grado di mettere a proprio agio l’interlocutore: forse mi hanno scelto anche perché, rispetto ad un volto noto, creo meno soggezione. Tant’è che molte di queste persone manco mi conoscevano (dice ridendo).

Manca ancora da registrare l’ultima puntata, ma che esperienza è stata fino ad ora?

Incredibile perché ho imparato un sacco di cose e lavorato con una troupe straordinaria e autori super validi, che mi mettono a conoscenza della storia ventiquattr’ore prima che io parta: ci tengono che sia tutto molto spontaneo e poco formale.

Guerrieri è tutto girato on the road.

Esatto. In esterna o negli ambienti che i protagonisti vivono abitualmente, dal bar dove fanno colazione, alla casa o al posto dove lavorano. Ad esempio, per raccontare la storia di Luciana Delle Donne, che ha fondato Made in carcere nel penitenziario di Lecce, abbiamo passato quattro giorni tra casa sua e il carcere.

Hai raccontato che non guardi la tivù ma la segui su Twitter. Provocazione o verità?

No no è proprio vero! Io guardo solo film in dvd – rigorosamente originali perché odio le cose piratate – e quando su Twitter segnalano qualcosa che può interessarmi me lo rivedo su YouTube. Ad esempio quest'estate sentivo parlare di TecheTecheTe’ ma io l’ho visto solo la sera prima del concerto di Jovanotti trasmesso su Rai Uno, perché a casa di amici c’era la tivù accesa.

A proposito, che ne pensa Jovanotti di questa tua nuova esperienza?

Gli ho detto che avrei fatto Guerrieri e lui era molto felice: ora sta a New York e non so se guarderà la trasmissione. Siamo molto amici e gli voglio un gran bene: facciamo tour e dischi da quasi 25 e qualche giorno fa è uscito il doppio dvd Lorenzo negli stadi - Backup Tour 2013. Forse tra un po’ inizieremo a lavorare a qualcosa di nuovo.

Pronto a ricevere altre proposte televisive?

Valuto tutto quello che mi arriva: ho sempre avuto una sana ambizione focalizzata sulla mia più grande passione, che è la musica, ma sono aperto a tutto. Intanto sto lavorando ad un progetto musicale molto interessante: vedrà la luce in aprile ma non posso anticipare nulla.

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