Giorgio Locatelli, Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri (Ufficio Stampa Sky)
Televisione

MasterChef 9: chi sono i quattro finalisti del cooking show

Giorgio Locatelli, Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri hanno scelto chi si batterà per il titolo della nona edizione, nella puntata del 5 marzo. Nicolò si gioca male la semifinale e viene eliminato

Resiste agli urti della tv e all'eccesso di fornelli catodici - sul piccolo schermo si cucina ormai 24 ore al giorno - MasterChef Italia: giunto alla nona edizione, il format di Sky Uno si dimostra più solido che mai e si prepara alla finalissima di giovedì 5 marzo, in cui i «fantastici quattro» si giocheranno una delle sfide più aperte di sempre, visto che questa volta non c'è un super favorito per la vittoria. Ecco chi sono i finalisti scelti dai giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli.

MasterChef 9, Nicolò eliminato in semifinale.

Nel penultimo appuntamento di MasterChef Italia 9, andato in onda il 27 febbraio, Nicolò Duchini si è giocato male le sue carte e dopo un errore un errore commesso durante l'esterna a Parigi al Pavillon Ledoyen, regno dello chef pluristellato Yannick Alléno, e aver perso il Pressure Test, ha dovuto abbandonare il gioco a un passo dal sogno di giocarsi la finale. Peccato, perché era senza dubbio uno dei concorrenti più forti di questa edizione, oltre che sorridente e mai arrogante (a differenza di altri): e così il giovane toscano si è dovuto accontentare dei complimenti sinceri dei giudici, a cominciare da quelli di Antonino Cannavacciuolo, che l'ha invitato a non arrendersi e a continuare a inseguire il suo sogno di diventare un cuoco professionista.

Chi sono i "fantastici quattro" in finale

A giocarsi la vittoria saranno dunque due uomini e due donne. I finalisti di MasterChef Italia 9 sono:

Antonio Lorenzon, art director di Bassano del Grappa che sogna di aprire un table d'hôte (bed&breakfast con cena inclusa) in Costa Azzurra insieme al suo fidanzato. Il suo patto forte è il risotto agli asparagi.

Marisa Maffeo, infermiera di Parma (ma è nata in provincia di Salerno) che punta a rivoluzionare la sua vita lasciando il suo lavoro e diventando una chef. Il suo piatto forte sono le ricette a base di pasta fresca.

Davide Tonetti, triestino di 31 anni con l'obiettivo di acquistare una cascina nel basso colle friulano, ristrutturarla e aprire un ristorante con bed & breakfast. Il suo piatto forte è il coniglio cotto a bassa temperatura.

Maria Teresa Ceglia, consulente finanziaria di Milano con il desiderio di aprire un ristorante all'aperto in mezzo alle vigne della sua famiglia, in Puglia, e tornare a casa. Il suo piatto forte è il risotto con crema di zucca, nocciole e liquirizia.

MasterChef 9 - Chi sono i "fantastici quattro" in finale

Ufficio Stampa Sky

Antonio Lorenzon


Perché MasterChef 9 è un successo

Si sta dunque per chiudere la nona edizione di MasterChef Italia e un dato è certo: passano gli anni ma il format resiste granitico - anche all'inarrestabile saturazione di cuochi in tv - tanto che la semifinale in media è stata vista da 943.305 spettatori, dunque in linea con i dati dello scorso anno, quando andò in onda in un periodo leggermente diverso. Al netto dei numeri, che appassionano soprattutto gli addetti ai lavori, si può tranquillamente dire che MasterChef 9 è una delle migliori stagioni di sempre.

Non tanto perché l'originale è sempre meglio della copia (tutte le gare televisive ai fornelli gli assomigliano) ma perché autori e produttori sono riusciti a mettere assieme con estremo equilibrio diversi ingredienti. A cominciare dalla giuria a tre: l'alchimia tra Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli è perfetta e speriamo dunque non si torni più a quella a quattro. Al centro del racconto c'è di nuovo la cucina, non il "primadonnismo" di certi giudici o di certi ospiti, che infatti sono stati dosati meglio e con scelte sorprendenti, come lo chef Jeremy Chan (finalmente non sono sempre i soliti quattro o cinque che passano da un programma all'altro), così come le esterne che sono diminuite (meglio così) acquisendo paradossalmente più valore. Il resto lo ha fatto un casting impeccabile e, come sempre, il montaggio serratoperfettamente funzionale alla tensione che accompagna ogni sfida.

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