Home » Attualità » Cronaca » Famiglia nel bosco, il Tribunale separa la madre dai figli: i bambini trasferiti in un’altra comunità

Famiglia nel bosco, il Tribunale separa la madre dai figli: i bambini trasferiti in un’altra comunità

Famiglia nel bosco, il Tribunale separa la madre dai figli: i bambini trasferiti in un’altra comunità

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila dispone l’allontanamento della madre dai tre figli della “famiglia nel bosco”. Scontro politico dopo la decisione

Nuovo capitolo nella vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli, il caso che da mesi divide opinione pubblica, magistratura e politica. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento della madre, Catherine Birmingham, dalla casa famiglia di Vasto dove si trovava insieme ai suoi tre figli e il trasferimento dei bambini in un’altra comunità educativa.

Il provvedimento stabilisce la separazione tra la madre e i minori, che continueranno comunque a vivere insieme nella nuova struttura. I giudici hanno inoltre raccomandato di intensificare gli incontri con il padre, ritenuto una figura capace di garantire stabilità e serenità ai bambini.

La decisione arriva mentre è ancora in corso la consulenza psicologica sui minori, circostanza che ha suscitato forti critiche da parte della difesa della famiglia.

L’ordinanza del tribunale

Nel provvedimento si legge che «si dispone l’allontanamento dei minori dalla casa famiglia ove sono attualmente collocati e il loro trasferimento in un’altra comunità educativa con interruzione della convivenza con la madre».

Nell’ordinanza vengono citate anche le relazioni degli educatori della struttura di Vasto, dove madre e figli si trovavano dal 20 novembre scorso. Secondo quanto riportato, Catherine Birmingham «è spesso ostile e squalificante, deride i tentativi di trovare un punto di incontro e non si fida di nessuno». Un atteggiamento che, sempre secondo gli operatori, influenzerebbe anche i bambini, i quali manifestano rabbia e il desiderio di tornare a casa.

I giudici sostengono che la presenza costante della madre sarebbe diventata un ostacolo agli interventi educativi programmati e potrebbe risultare «pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori».

La protesta della difesa

La decisione è stata confermata dall’avvocato della famiglia, Marco Femminella, poco prima di entrare nella casa famiglia dove era prevista la perizia psicologica sui bambini.

Il legale ha criticato duramente il provvedimento, sottolineando come sia stato adottato nel pieno svolgimento della consulenza tecnica. «C’è un’ordinanza di un tribunale che, con una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato, ha deciso di separare i bambini dalla madre mentre è ancora in corso la consulenza», ha dichiarato con evidente irritazione.

Secondo la difesa, la decisione avrebbe di fatto interrotto il percorso di valutazione in corso, rendendo incerto anche lo svolgimento dei test psicologici programmati per oggi e domani.

L’intervento di Meloni

La decisione del tribunale ha provocato anche uno scontro politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con parole molto dure sui social.

«Il compito dei Tribunali per i minorenni è tutelare i bambini nei casi di maltrattamento, abuso o abbandono», ha scritto la premier. «Ma dov’è l’interesse del minore quando dei bambini vengono prima allontanati dal padre, poi dalla madre, e restano per mesi in una casa famiglia perché i giudici non condividono lo stile di vita della famiglia?».

Meloni ha poi aggiunto: «I figli non sono dello Stato, sono delle mamme e dei papà. Uno Stato che pretende di sostituirsi ai genitori dimentica i propri limiti».

Le reazioni politiche e istituzionali

Anche la garante per l’infanzia Marina Terragni ha espresso perplessità, auspicando che la decisione venga sospesa almeno fino alla conclusione della consulenza tecnica.

Dura anche la posizione della Lega, che in un post su X ha definito il provvedimento «un atto di cattiveria e arroganza» chiedendo al ministro della Giustizia Carlo Nordio di valutare l’apertura di un’ispezione.

Il parere dello psichiatra della famiglia

Critiche arrivano anche dallo psichiatra che segue la famiglia, Tonino Cantelmi, secondo il quale la decisione sarebbe frutto di una catena di errori.

Cantelmi sostiene che la consulenza sia stata affidata a una professionista che «non si occupa di minori» e che l’ordinanza finisca per attribuire alla madre tutte le responsabilità delle difficoltà emerse.

Secondo lo specialista, la separazione rischia di provocare un nuovo trauma ai bambini, costretti a lasciare la struttura attuale per inserirsi in un contesto completamente diverso.

Una vicenda destinata a far discutere

La decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila apre quindi un nuovo e delicato capitolo nella vicenda della famiglia di Palmoli. Da una parte la magistratura che ritiene necessario intervenire per garantire l’equilibrio dei minori, dall’altra la difesa, parte della politica e alcuni esperti che parlano di una scelta prematura e potenzialmente dannosa.

Mentre i bambini saranno trasferiti in una nuova comunità educativa, resta aperta la questione centrale: quale sia davvero il superiore interesse dei minori in una storia che continua a dividere profondamente l’opinione pubblica italiana.

© Riproduzione Riservata