Le ragazze del '68 Rai Tre
Televisione

Le ragazze del '68: Rai 3 racconta le protagoniste di una "rivoluzione"

Le storie di dodici donne che nel 1968 avevano circa 20 anni. Al via da domenica 8 ottobre. Le ragazze del '68 è prodotto da Pesci Combattenti

Studentesse e contadine, borghesi e proletarie, ragazze madri, femministe, artiste e hippie. Da domenica 8 ottobre, per sei settimane, Rai Tre racconta Le ragazze del '68 - ogni domenica alle 20.30 - attraverso il racconto di dodici donne che nel 1968 avevano circa 20 anni. Cosa accadde quando l’onda della contestazioni degli Stati Uniti raggiunse l’Europa e l’Italia? Il programma prova a raccontare la rivoluzione del ruolo femminile nella nostra società.

Le ragazza del '68, il racconto delle donne che vissero la "rivoluzione" 

Chi sono Le ragazze del '68 e come vissero quella stagione di cambiamenti radicali? A queste domande prova a dare una risposta il programma di Rai 3, prodotto da Pesci Combattenti, attraverso le testimonianze dirette delle protagoniste dell'epoca. Diverse tra loro per provenienza, estrazione sociale, istruzione e opinioni, tutte ricordano ancora con emozione il periodo che fece intraprendere loro un cammino di cambiamento e consapevolezza.

Ciascuna di queste dodici donne rivela attraverso il proprio vissuto, una storia specchio di un Paese pieno di contraddizioni che merita di essere raccontata. Una rivoluzione collettiva fatta di straordinarie storie personali, con le donne che prendevano in mano la propria vita e, ribellandosi alle regole di famiglia e società, osavano cambiare. 

La prima puntata del programma di Rai Tre 

Quando inizia la rivoluzione politica, ideologica e sociale che cambia l’immagine e il ruolo della donna italiana - dalla moda, al lavoro fino ai costumi sessuali - le ragazze del '68 diventano protagoniste di un cambiamento epocale. Le protagoniste della prima puntata sono Lydia Turchi, ballerina e insegnante di danza, e Silvana Pisa, politica e volontaria.

Lydia aveva 23 anni e lavorava come ballerina in televisione. Venne notata dal regista Gino Landi e si trasferì a Roma a 19 anni, andando contro le aspettative della madre. Nell’intervista racconta il fermento della vita romana di quegli anni: le prime minigonne, il Piper, Rita Pavone e il geghegè. 

Il '68 per Silviana rappresenta invece un momento di rottura con gli schemi borghesi, grazie all’esperienza come volontaria del servizio civile nell’ospedale psichiatrico di Basaglia a Gorizia, dove regna un clima anti-autoritario e anti-repressivo, volto a ridare dignità ai pazienti.

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