Televisione

Compensi Rai, il prezzo è giusto?

Dopo il taglio al compenso di Vespa il pd Michele Anzaldi si è rivolto alla Corte dei Conti per verificare i tagli ai compensi degli altri 40 artisti

Bruno Vespa Porta a Porta

Bruno Vespa – Credits: Ansa

Adesso che, con grande clamore, il contratto di Bruno Vespa è stato ridotto del 30 per cento e c’è stato un taglio anche sui costi di produzione del nuovo programma di Fabio Fazio, per il dg Mario Orfeo inizia il secondo round.

Perchè il pd castiga-Rai Michele Anzaldi si è appena rivolto alla Corte dei Conti sottolineando il silenzio dell'azienda sugli altri 39 artisti sfuggiti al tetto dei 240mila euro l’anno di stipendio introdotto dalla legge sull’editoria.

Il piano Rai relativo alle deroghe per i vari Antonella Clerici, Cristina Parodi, Fabrizio Frizzi, varato dal cda a giugno, parlava infatti di un taglio minimo del 10 per cento per tutti, con sforbiciate più ampie per gli stipendi più alti. Anzaldi chiede alla Corte dei Conti di acquisire la documentazione per verificare, spiega a Panorama, "che la Rai abbia rispettato la legge e che Vespa non sia l’unico a vedersi ridurre il compenso".   

L’attacco del segretario della commissione di Vigilanza è su più fronti: il suo atto di indirizzo contro lo strapotere degli agenti in Rai, che vieta anche alle società collegate ad artisti di realizzare i loro programmi (come  Officina la neosocietà di cui fa parte Fazio e che produce il suo Che tempo che fa), viene esaminato dalla Vigilanza proprio in questi giorni, alla vigilia dell’atteso debutto di Fazio su Raiuno, il 24 settembre.

Una stoccata che si aggiunge a quella del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, che ha aperto un’istruttoria sull’accordo con Fazio poco prima del contratto con l’Officina. Un atto dovuto dopo l’esposto di Anzaldi, lo giudica la Rai. Qualcosa di più pesante secondo il deputato Pd visto che l’Anac ha chiesto di vedere contratti, variazioni, e valutazioni del ritorno finanziario dell’accordo.

Di fatto, è il primi rilievo dell'Anac sulla direzione Orfeo, gravato però dalla pesante eredità del predecessore Antonio Campo Dall’Orto: un anno fa l’Anac aveva dichiarato irregolari le sue 21 assunzioni  di dirigenti esterni e l’ex dg si era limitato a una richiesta di parere su due contratti al ministero dell’Economia. Tranne il capo della Sicurezza Genseric Cantournet, Daria Bignardi e pochi altri che hanno lasciato la Rai, gli altri «irregolari» sono tutti lì. Con  costi che pesano. Nel 2018, ha previsto Orfeo annunciando una politica di tagli, il  bilancio rischia un buco di  80-100 milioni di euro.

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