Ilan Halimi
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Ilan Halimi
Televisione

24 Jours, su Rai 2 il dramma di Ilan Halimi: 5 cose da sapere

In prima serata il film che ripercorre l'inaudita violenza subita dal giovane ebreo francese. A seguire approfondimento con "Virus"

Chi era Ilan Halimi

Ilan Halimi Targa commemorativa dedicata a Ilan Halimi a Bagneux, sud di Parigi Alain Jocard/AFP/Getty Images

Rai 2 il 7 maggio dedica l'intera serata a Ilan Halimi, giovane vittima dell'odio folle.
Ilan era un ventiquattrenne ebreo francese di origini marocchine. Il 21 gennaio 2006 è stato rapito a Parigi a scopo di estorsione da un gruppo di estremisti islamici fattasi chiamare "la banda dei barbari". Fu usata come esca una ragazza, Sorour Arbabdzaseh, con l'unico scopo di irretire Ilan per poi tendergli un'imboscata. È morto per le sevizie subite in 24 giorni di prigionia. È stato ritrovato nudo ed agonizzante il 13 febbraio lungo un binario ferroviario a Sainte-Geneviève-des-Bois nell'Île-de-France ed è deceduto all'ospedale poco dopo l'arrivo. Aveva bruciature per l'80% del corpo, numerosi ematomi e contusioni, una ferita da taglio alla guancia e due alla gola.
L'origine di tanta barbarie? L'antisemitismo.

Il coraggio della mamma di Ilan

Ilan Halimi Corteo contro il razzismo e l'antisemitismo in ricordo di Ilan Halimi, 26 febbraio 2006, Parigi Ansa/Horacio Villalobos

Per 24 giorni le autorità francesi hanno gestito il rapimento di Ilan come un atto di delinquenza comune, negandone ostinatamente la matrice antisemita. È solo grazie al coraggio della mamma Ruth che la vicenda è stata portata a conoscenza dell'opinione pubblica e agli autori di quel crimine efferato è stata riconosciuta l'aggravante di omicidio a scopo religioso.
La donna ha ricevuto tante lettere di solidarietà da persone di religioni diverse compresi musulmani. "Vorrei che la morte di Ilan servisse a dare l'allarme", ha detto.

La serata di Rai 2

Alexandre Arcady Il regista Alexandre Arcady Ansa/Fabio Campan

Rai 2 dedica giovedì 7 maggio all'iniziativa "Je suis Ilan", trasmettendo in prima serata e in prima visione tv il film francese 24 jours – La vérité sur l'affaire Ilan Halimi di Alexandre Arcady.
Seguirà lo Speciale Virus -Il contagio delle idee, programma di approfondimento con Nicola Porro, dall'Auditorium Conciliazione di Roma per un dibattito sulla tolleranza e sul dialogo che vedrà protagonisti tra gli altri l'imam Yahya Pallavicini, presidente della Comunità araba italiana Coresi, Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma e monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia.

Com'è nato il film

La madre di Ilan ha raccontato, insieme alla scrittrice Emilie Frèche, la storia di quei terribili momenti nel libro 24 giorni: La verità sulla morte di Ilan Halimi. Dal libro è stato tratto il film 24 Jours di Alexandre Arcady, regista francese, celebre per film come Quel che il giorno deve alla notte o Il grande perdono.
Il film è interpretato dall'iraniano Syrus Shahidi nella parte di Ilan e da Zabou Breitman e Pascal Elbé nei panni dei genitori di Ilan.
Pellicola cruda, ci porta dentro i drammatici fatti. "Un pugno allo stomaco", ha detto il conduttore di Virus Nicola Porro, convinto che "guardare le immagini di un orrore vuol dire voler conoscere per deliberare".
"Si rischiava di dimenticare Ilan. La 'banda dei barbari' la ricordano tutti", ha affermato il regista.

Il nuovo terrorismo

24 jours \u2013 La v\u00e9rit\u00e9 sur l\u2019affaire Ilan Halimi Locandina del film "24 jours – La vérité sur l’affaire Ilan Halimi"

La storia di Ilan si ricongiunge all'attualità di oggi, agli attentati di Tolosa, Bruxelles, Parigi e Copenaghen, alla furia del terrorismo fondamentalista che dilaga in Europa e in Medio Oriente e che mette a rischio l'Occidente.
Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, ricordando il dipinto di Francisco Goya dal titolo significativo Il sonno della ragione genera mostri, ha fatto notare: "La Rai, in collaborazione con il progetto Dreyfus, scende in campo contro tutti i fondamentalismi in favore del dialogo e della pace. Ci limitiamo a fare il nostro mestiere, anzi: la nostra missione, il servizio pubblico. La paura del diverso e l'odio nascono dall'ignoranza e il ruolo della Rai deve anche essere quello di diffondere la cultura dell'inclusività per stimolare ragioni che non partoriscano più mostri".

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