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Tecnologia

Riflessioni sull'Intelligenza Artificiale, tra utilità e dubbi

Con il Prof. Paolo Lacché cerchiamo di conoscere gli effetti economico-sociali della principale sfida tecnologica ed umana della prossima generazione

Stiamo vivendo la più grande rivoluzione dei nostri tempi. Si chiama guerra delle intelligenze: intelligenza artificiale contro intelligenza umana. Ma bisogna riconoscere che nella storia dell’umanità non c’è mai stata occasione migliore per diventare imprenditori. Quando Paolo Lacchè, docente di management e innovazione alla Prague University of Economics e consulente internazionale ha cominciato a parlare di Intelligenza artificiale ha esposto casi aziendali reali su come i lavoratori siano già stati rimpiazzati dalle macchine.

“Tra i casi di recente rimpiazzo, come riportato da Fast Company, c’è quello dell’agenzia di marketing Codeword, che ha scelto di assumere due stagisti artificiali: Aiden e Aiko per creare contenuti di marketing e di grafica digitale. Gli esempi continuano con l’azienda indiana Dukaan che ha licenziato il 90 per cento dei propri impiegati, sostituendoli con l’AI. L’amministratore delegato di Dukaan, Suumit Shah, ha dichiarato che è stato duro licenziare il personale, ma è stato necessario per i traguardi raggiunti. Per esempio, i tempi di risoluzione dei problemi sono cambiati passando da 2 ore a 3 minuti e dunque riducendo i costi totali del 85 per cento. Ma ciò che è importante sapere è che nel 2022 e nel 2023 sono state fondate aziende che oggi offrono impiegati virtuali alle imprese. L’azienda Mantra ne è un esempio. Ha offerto impiegati digitali basati sull’intelligenza artificiale e per farlo ha ottenuto 4 milioni di dollari in finanziamenti da investitori di alto livello”.

Qual è lo status attuale dell’AI?

«L’AI è onnisciente e ha una capacità generativa ultraveloce. Onniscienza significa che l’intelligenza artificiale ha assorbito tutta la conoscenza umana esistente nel campo letterario, delle immagini, cinematografiche, medico-legale, ingegneristico. Ma l’onniscienza, da sola non basta. La capacità generativa è la chiave di accesso reale al mondo degli umani perché significa ragionare sulle nozioni apprese, dove con il ragionare s’intende la capacità di produrre nuovi contenuti originali sulla base delle nozioni apprese. Questo è un elemento recente, apparso solo a fine 2022. Ed è questo elemento che ha creato la rivoluzione dei nostri tempi. Google lo conoscevamo già e ci dava accesso al sapere, ma la capacità generativa è il calcio di inizio della rivoluzione della IA. Nel campo professionale, il sistema di Google Med-PaLM ha passato l’esame di stato di un medico negli Stati Uniti. Il sistema generativo MidJourney e’ in grado di creare una foto di Obama sulla Luna, posso farlo. Se voglio comporre una poesia, ChatGPT lo farà per me in pochi istanti. Questi tre esempi ci danno l’idea di dove l’intelligenza artificiale si trovi oggi».

Entrando nel concreto, quali sono le professioni al momento più rischio?

«Sono a rischio i call center che fanno assistenza ai clienti, i consulenti legali, il personale amministrativo, come ad esempio le segretarie, gli ingegneri informatici. Sappiamo che l’AI è in grado di scrivere programmi e di sostituire esperti di grafica e di creazione musicale e di materiale audiovisivo. Stiamo già assistendo agli scioperi di Hollywood in cui gli attori e gli sceneggiatori si fermano contro l’AI».

Chi non sarà sostituito?

«Beh i costruttori, i cuochi, i manovali. Anche lì, però, la sostituzione è solo rimandata a quando l’AI sarà affiancata dalla robotica. A Praga il barista è stato sostituito dal braccio meccanico che ti prepara un ottimo cappuccino».

Quali sono i vantaggi per un’azienda che usa risorse virtuali?

«I vantaggi sono diversi e non sono soltanto di ordine economico. Conoscenza infinita in ogni settore. Non occorre aspettare giorni per ottenere i risultati del lavoro; I lavoratori artificiali sono più economici rispetto alle persone. Lavorano 24h al giorno, 7 giorni su 7, non hanno ferie. Possono essere assunti all'istante e licenziati all'istante».

E allora qual è il futuro del lavoro umano?

«A questa domanda posso rispondere in due modi: da un lato assisteremo alla modalità co-pilota e secondo me dall’altro assisteremo ad aziende che adotteranno la sostituzione totale. L’IBM, per esempio, sostiene che la metà dei lavoratori di intelletto che rimarranno in azienda dovranno imparare a utilizzare l’AI in affiancamento. A conferma di ciò la Fiinnair, compagnia aera di bandiera finlandese, sta gia’ assumendo degli AI coach per formare il personale alla modalità assistita da IA. Si verificherà inoltre, secondo me, un fenomeno che vedrà l’azienda collassare su una sola persona e quell’unica persona è l’imprenditore, ovvero colui che sarà affiancato da impiegati virtuali basati sull’IA. In inglese si chiamano “One Person Company”. Con L’AI è possibile avere assistenti virtuali per portare avanti da soli un call centre, un’agenzia di marketing, o una software house. Anche una redazione giornalistica può diventare una “one person company”. Basta chiedere ad Aiden di scrivere e lui lo farà. Non c’è momento migliore al mondo per creare aziende grazie al fatto che la forza lavoro è illimitata ed economica. Questo è il paradiso per un imprenditore».

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Rosita Stella Brienza

Laureata in Scienze della Comunicazione all'Università Lumsa di Roma; Master in Business e Comunicazione all'Istao di Ancona. Giornalista dal 2008 per Repubblica, La Nuova del Sud e Panorama.it. Dal 2015 collaboratrice a Radio Laser

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