Var: Inter-Roma e Sassuolo-Milan: ecco la moviola in campo
tratto da Mediaset Premium
Var: Inter-Roma e Sassuolo-Milan: ecco la moviola in campo
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Var: Inter-Roma e Sassuolo-Milan: ecco la moviola in campo

Come sarebbero cambiate le due partite più discusse della 26° giornata del campionato? Ecco il verdetto secondo la sperimentazione

Inter-Roma: presunto fallo di Nainggolan nell'azione del raddoppio Roma

Inter-Roma - L'azione del raddoppio della Roma parte da una leggera spinta di Nainggolan su Gagliardini. Poi passano diversi secondi fino al gol. Rivedibile con il Var? Fallo o no?

A mio parere si tratta di un episodio molto al limite. La sensazione è che Gagliardini salti totalmente fuori tempo ma, per contro, è innegabile che Nainggolan, con grande “mestiere”, utilizzi un braccio appoggiato alla schiena del centrocampista interista per acquisire un ulteriore vantaggio di posizione. Qualunque decisione sarebbe stata giustificabile, sia lasciar correre che interrompere il gioco per assegnare un calcio di punizione (diretto) ai padroni di casa.

Escluso, in questo caso, il ricorso alla tecnologia: si tratta di un contrasto di gioco come ne avvengono cento in ogni partita e sul quale è e rimarrà esclusiva la valutazione dell’arbitro.

Inter-Roma: Strootman colpisce Eder in area di rigore

Inter-Roma - Strootman calcia il piede di Eder che cade a un passo dalla porta. Poi l'azione prosegue senza fermarsi. Rigore? Espulsione? E con qualche modalità di intervento?

Rigore e cartellino giallo. Var? Sì. Partiamo dal contatto. Tagliavento, subito dopo l’episodio, rimane quasi fermo al limite dell’area, mostrando indecisione. Cosa fare? Fischiare o seguire l’azione che va sviluppandosi? Il momento di indecisione è dovuto al fatto che Tagliavento ha un dubbio evidente su quanto appena accaduto in area, ha l’intuizione che qualcosa di non regolare sia avvenuto ma nessuna certezza. Rimane titubante per qualche attimo perché ben consapevole che non può assegnare il rigore sulla base di una sensazione, sostanzialmente sperando in un aiuto dell’addizionale che, probabilmente, è ancora più impallato dell’arbitro centrale. La dimostrazione, ancora una volta, che gli addizionali non servono ad un granchè, avendo gli stessi, identici limiti di qualsiasi altro “aiutante umano”.

La VAR, in questo caso, avrebbe risolto la questione in pochi secondi, portando Tagliavento ad assegnate il calcio di rigore. A livello disciplinare, invece, questo episodio sarebbe stato da rosso fino all’inizio di questa stagione. In questo caso, invece (e secondo le nuove disposizioni in materia), il cartellino sarebbe stato giallo poiché Strootman non cerca solo l’uomo ma il pallone, rientrando l’intervento (irregolare) nella dizione di “tentativo onesto di giocare il pallone”.

Sassuolo-Milan: Bacca tocca due volte il pallone sul rigore

Sassuolo-Milan - Bacca calcia il rigore scivolando e toccando due volte il pallone. Calvarese lascia andare ma le immagini sono chiare e mostrano anche Acerbi in area prima del tiro

Parto dalla fine. E’ vero che Acerbi si trova già abbondantemente in area prima che Bacca tiri verso la porta del Sassuolo. Ma è anche vero che non è l’unico calciatore entrato in area prima della battuta: in realtà ci sono altri 5/6 calciatori (anche del Milan). Il concetto da comprendere è il seguente: o si fanno ripetere tutti i calci di rigore (anche tre o quattro volte, se necessario) oppure non ci si può appellare ad una irregolarità di questo genere per giustificare una protesta.

Il calcio di rigore di Bacca appartiene alla categoria degli episodi assolutamente imprevedibili. Un arbitro può avere tutta la concentrazione possibile ma mai potrà prevedere qualsiasi episodio possa accadere in ogni zona del campo. A memoria non ricordo alcun episodio simile, elemento sufficiente per affermare che ci troviamo davanti ad una circostanza più unica che rara.

Trattandosi di circostanza assolutamente eccezionale, il protocollo di sperimentazione non la comprende tra gli episodi da includere nella rivisitazione video. Per quanto non sia compresa nella lista delle fattispecie analizzabili, si tratta indubbiamente di un episodio che appartiene alla categoria degli errori grossolani, sebbene poco visibile. Se fosse stata presente la VAR online, probabilmente gli arbitri davanti al monitor sarebbero intervenuti segnalando il doppio tocco di Bacca, convincendo il direttore di gara ad annullare la rete ed a concedere al Sassuolo un calcio di punizione indiretto.

Sassuolo-Milan: Berardi tira il rigore con alcuni giocatori in area

Sassuolo-Milan - Il rigore calciato da Berardi fuori, con in area almeno un difensore del Milan

Se dovessimo avere la pazienza di guardare tutti i rigori tirati nel solo campionato in corso, non individueremmo UN SINGOLO rigore non meritevole di ripetizione.

Il problema dei calci di rigore battuti irregolarmente non è direttamente collegabile con l’utilizzo della VAR: se dovessero essere inclusi anche i tentativi di realizzazione, si rischierebbe di far battere il rigore per un quarto d’ora. Pensiamo solo alla procedura: fischio, in caso di dubbio si analizza il video, battuta, VAR per capire se qualche calciatore sia entrato in area prima della battuta. Ripetizione, VAR, ripetizione, VAR… No, non è questo il fine della tecnologia: nel caso della battuta di un calcio di rigore è l’arbitro che valuta la regolarità o meno dell’esecuzione.

Il problema, al limite, è un altro: imporre delle direttive più rigide sull’esecuzione del calcio di rigore oppure “accontentarsi” dell’andazzo attuale, con il 99% delle massime punizioni battute in modo irregolare. A mio parere si tratta di una infrazione ormai di prassi, accettata sia dai calciatori che dai direttori di gara. Non è certo un caso che, dopo un rigore realizzato o sbagliato, non ci siano mai proteste di qualcuno, segno dell’accettazione dello status quo.

Sassuolo-Milan: Berardi ammonito per simulazione dopo un contatto con Vangioni

Sassuolo-Milan - Berardi ammonito per simulazione dopo un'entrata in sciviolata di Vangioni dentro l'area di rigore. C'è contatto, ma anche enfatizzazione della caduta. Il Var avrebbe confermato l'interpretazione di Calvarese o l'avrebbe ribaltata?

Berardi ha un grave difetto, già più volte segnalato e che dovrà eliminare: accentua troppo e troppo spesso contatto inesistenti e/o lievi. Per carità, anche evidenziare i contatti irregolari subiti è una capacità dell’attaccante di razza. Accentuare, anche più volte in pochi minuti, è al contrario un difetto perché gli arbitri, esseri umani che studiano le gare prima del fischio di inizio, sono perfettamente a conoscenza delle caratteristiche di tutti i calciatori. Berardi, inutile negarlo, è un talento strepitoso ma con la tendenza alla simulazione.

Nel caso di specie la caduta di Berardi è eccessiva, plateale, totalmente inconferente col contrasto con Vangioni. Rivisto, il fallo c’è tutto sebbene sia abbastanza lieve. Nel caso in cui la VAR fosse stata attiva, l’arbitro sarebbe stato costretto ad annullare l’ammonizione per simulazione, concedendo rigore al Sassuolo. Ciononostante, e da sempre, sono un sostenitore della tesi che andrebbe inserita nel regolamento l’ammonizione per comportamento antisportivo a carico di quel calciatore che, subendo un fallo, accentui eccessivamente le conseguenze per far sanzionare disciplinarmente l’avversario.

Lazio-Udinese: Pairetto concede rigore per tocco di mano di Adnan

Lazio-Udinese - Episodio del rigore decisivo molto confuso anche nelle immagini. Tocco di mano di Adnan o no?

Il tocco di Adnan, se mai dovesse esserci stato, è totalmente casuale. Il difensore sta correndo e contrastando Immobile (in modo assolutamente regolare), prende posizione dietro di lui per impedirgli la girata a rete e, FORSE, sfiora il pallone con il polso, in modo totalmente, assolutamente ed indubitabilmente casuale.

VAR? Certamente sì, ma il problema è che, in caso di assegnazione del calcio di rigore prima della rivisitazione video, tale decisione non avrebbe potuto essere cambiata. Perchè? Perchè, in caso di mancanza di immagini certe, la decisione assunta in campo rimarrà immutata proprio per inesistenza di “evidenze” contrarie alla decisione originaria.

Ecco, questo episodio è ben esplicativo del fatto che la VAR potrà eliminare qualche errore grossolano ma sarà comunque insufficiente per eliminare i dubbi su qualsiasi episodio.

Perché questa rubrica

Ancora un anno e la moviola in diretta entrerà nel calcio a pieno titolo. Lo ha già fatto con la Goal line technology, che ha azzerato le discussioni sui gol-non gol e accadrà anche con il Var (Video Assistant Referees), ora in fase di sperimentazione sui campi della serie A e in altri campionati.

Un supporto per i direttori di gara, applicabile però solo per determinate tipologie e casistiche di gioco, come l'ex-arbitro di Serie A Luca Marelli (clicca qui per il suo blog) spiega giornata dopo giornata in esclusiva ai lettori di Panorama.it, analizzando gli episodi più discussi o emblematici del turno. Con una premessa fondamentale: la Var non è stata ideata per valutare ogni episodio dubbio, ma invece per evitare gli errori molto vistosi e soprattutto quelli che possono indirizzare l'esito di una gara.

Parliamo dunque di sviste evidenti rispetto a calci di rigore, scambi di persona (rarissimi, per la verità), reti realizzate in fuorigioco oppure decisioni su particolari avvenimenti che comportino sanzioni disciplinari a carico dei calciatori.

QUI IL DOSSIER CON TUTTI GLI EPISODI DEL CAMPIONATO 2016-2017 RIVISTI AL VAR

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