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Replay, immagini e regia: ecco come si produce una partita di serie A

Ci sono club che provvedono da soli, ma con registi Sky, Mediaset o Lega. Per il nostro campionato vari standard e un regolamento rigidissimo

Nulla di quello che accade durante una partita di serie A viene lasciato al caso, tanto meno la gestione della regia e delle riprese televisive. Troppi interessi economici in ballo, esclusive da vendere a peso d'oro e poi proteggere perchè si possa fare come qualche decennio fa, quando chi prima arrivava meglio si sistemava. Da qualche anno non e più così e la Lega di Serie A emana ogni stagione un 'Regolamento delle produzioni audiovisive' che è la bibbia cui devono attenersi i club e gli operatori del settore per non incorrere in sanzioni. Tutto è scritto in 36 pagine di norme, disegni, fotografie e tabelle: posizione delle telecmere, standard di produzione, microfoni, spazi per i giornalisti e le postazioni commento. Nessuna possibilità di sgarrare e un rigido sistema di controlli.

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La rabbia di Galliani: "La Juve si produce le immagini e fa vedere..."

Ecco perché l'accusa rivolta da Galliani nel ventre dello Juventus Stadium al termine di Juventus-Milan ("Al contrario delle altre squadre di A la produzione delle immagini delle gare della Juve sono gestite dalla società stessa. Che scientemente non fa rivedere il replay dell’azione del primo gol. Solleverò un putiferio nella prossima assemblea di Lega affinché la Lega possa produrre tutte le gare, senza concedere facoltà a un solo club di gestire in proprio le immagini. Contesto il fatto che facciano vedere quello che vogliono") apre la discussione. Poi un tweet ufficiale e un comunicato per chiedere dalla prossima stagione "registi indipendenti". Davvero succede così? Alla Juventus è concesso un potere discrezionale nella gestione delle immagini che altri non hanno? Tema già emerso nella scorsa primavera all'epoca della squalifica di Destro per il pugno ad Astori. Allora la domanda era: la prova tv è uguale per tutti?

La risposta (durissima) della Juve

Messaggi e comunicati cui la Juventus ha risposto così: Il Sig. Geom. Adriano Galliani, Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato dell’AC Milan SpA e Vice Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A è tornato nelle ultime ore alle sue antiche passioni: la televisione e la geometria.

Galliani pare però ignorare leggi dello stato, regolamenti approvati all’unanimità dall’Assemblea della LNPA e soprattutto il “campo”.


Galliani insomma getta in pasto ai media una polemica speciosa e farsesca perché tenta goffamente di mascherare agli occhi dei tifosi milanisti il chiarissimo risultato sul campo della partita di ieri. Tre a uno.


Questa è la sostanza, il resto per completezza di informazione, segue:


Galliani pare ignorare che è la legge Melandri ad affidare ai club la produzione delle immagini televisive e tale indicazione è stata doverosamente ribadita anche nelle "Linee Guida per la vendita centralizzata dei diritti audiovisivi", approvata all'unanimità dall'Assemblea della Lega Calcio. Pare ignorare che la stessa Lega, proprio per evitare qualsivoglia manipolazione, riserva a se stessa la designazione dei broadcaster nelle singole partite e, di conseguenza, dei responsabili della regia e dei producer.


Pare ignorare che la produzione in capo ad un soggetto diverso dal club è un'opzione, che interviene solamente quando il club comunica alla Lega Calcio di non essere in grado di provvedere diversamente. Pare ignorare che molte società hanno scelto di delegare tale produzione, poiché in tal senso sensibilizzate da un soggetto che agisce sul mercato in veste di advisor della Lega stessa, di procacciatore di sponsor per le società e perfino di produttore d'immagini.


A nulla vale la parziale retromarcia compiuta dal Milan (aka da Galliani, che continua ad essere l'unico rappresentante della società in Lega Calcio), che invoca un affidamento a registi indipendenti. Galliani pare ignorare che tale opzione non è prevista da alcun regolamento e dovrebbe essere soggetta ad un dibattito e ad una riforma. Pare ignorare che tale schiera di registi indipendenti sarebbe verosimilmente formata, se non addirittura fornita, dall'advisor/procacciatore/produttore già menzionato che si troverebbe nella singolare posizione di scrivere le regole, eseguirle e trarne anche i profitti.


Galliani, poi, pare ignorare che ogni grafica (linee etc) viene effettuata dai broadcaster in post-produzione e non ha nulla a che vedere con la produzione live delle immagini, che in ogni caso viene gestita operativamente dal regista e dai producer designati dalla Lega, senza intromissioni da parte di altri soggetti.
Galliani, infine, pare ignorare che da decenni la sua figura professionale ha agito in seno a due comparti principalmente: il calcio e la televisione. Quindi pare ignorare che ogni evoluzione, tecnologica, normativa e regolamentare è passata sotto ai suoi occhi, se non addirittura da lui decisa.

... E la replica del Milan: "Arroganti"

Replica che non rimane senza ulteriore risposta del Milan, affidata a un comunicato serale:

“L'arroganza è cosa della Juventus, che ad essa non sa sfuggire. Superflua una replica a chi è fatto così. Bene invece che anch'essa condivida l'opportunità di rimettere a un dibattito e a una riforma il tema emerso in occasione delle elaborazioni grafiche dell'episodio di Juventus-Milan di ieri sera”

Chi produce per sé e chi lascia a Infront

Che la Juventus produca le immagini per conto suo è la realtà, ma non è l'unica società della serie A ad avvalersi di questa possibilità. Va ricordato che si tratta di un'opportunità prevista dalla legge Melandri-Gentiloni che nel 2008 rivoluzionò la materia dei diritti televisivi del calcio e che, nelle pieghe delle norme, lasciò la possibilità ai club di provvedere per conto proprio e poi vendere le immagini. Business in origine, che si è tramutato anche in rischio economico, perchè produrre un'intera stagione ha costi importanti e poi bisogna essere capaci di rientrare almeno delle spese. In ogni caso la Juventus è in buona compagnia perchè anche Inter e Napoli fanno per conto loro e poi vendono il segnale all'advisor Infront che provvede a girarlo alle emittenti che hanno i diritti tv.

Chi decide cosa va in onda e cosa non viene mostrato?

L'ultima parola su tutto, però, non è delle società produttrici delle immagini, ma del regista dell'evento che non è mai un dipendente del club che ospita la partita. In cabina di regia ci sono registi di grandissima esperienza e che lavorano per Sky (6 su 10), Mediaset (3) e Lega Calcio (1). A rotazione vengono assegnati ai singoli eventi e non esiste alcuna contiguità con Juventus, Inter e Napoli. La regia ha l'ultima parola e, in ogni caso, il lavoro è supervisionato da alcuni controllori di garanzia della Lega Calcio in modo che vi sia certezza che tutto quello che è editorialmente interessante venga mostrato, senza alcuna censura preventiva. E' la base grazie alla quale il Giudice sportivo può utilizzare le stesse immagini per eventuali sanzioni postume. 

Chi si occupa di produrre materialmente le immagini?

Nemmeno i team che realizzano la produzione di una partita del campionato di serie A (cameramen, tecnici audio-video e altri) sono alle dipendenze dei club. Sarebbe troppo costoso e tutti si rivolgono a service specializzati che sono, poi, gli stessi con cui lavora Infront per nome e conto della Lega Calcio e delle altre 17 società. Fare uno sgarbo con un comportamento poco professionale non converrebbe, dunque, per primi a loro anche perché in Italia ce ne sono non più di 10-15 che si spartiscono la torta della produzione dei grandi eventi sportivi, non solo calcistici, e farsi una cattiva fama sarebbe la fine. 

Come vengono posizionate le telecamere negli stadi?

Gli standard di ripresa delle partite della serie A sono, invece, disciplinati dal Regolamento già citato. Ci sono tre standard ed è la Lega ad assegnare a ciascuna partita il livello di qualità con cui andrà prodotta: standard A (14 telecamere) solitamente per la gara più importante della giornata, standard B (12 telecamere) per altre due partite e il resto con standard C (10 telecamere). Alcuni stadi italiani non sono logisticamente attrezzati per ospitare le 14 telecamere, ma di sicuro non si parla né dello Stadium, né dei principali impianti. La posizione è decisa dal capitolato della Lega e non è soggetta a variazioni. Lo stesso vale per la qualità del segnale video e audio e per il posizionamento dei microfoni che captano sia i rumori di fondo dello stadio che eventuali parole o frasi dei protagonisti.

Sky e Mediaset possono aggiungere telecamere personalizzate?

I broadcaster (Sky e Mediaset) possono poi aggiungere telecamere proprie per rendere ancora più attraente l'evento. La quantità dipende da quanto pagano i diritti tv a inizio stagione. In serie A comanda Sky che è libera di mettere quanti 'occhi' vuole sparsi per il campo o in tribuna. Mediaset si deve accontentare di due telecamere aggiuntive al massimo, ma non sempre questa opportunità viene usata perché i costi sono importanti e così il corredo pieno è previsto unicamente in occasione dei grandi posticipi e anticipi. Anche per le camere in più, in ogni caso, esiste un rigido protocollo che limita la libertà d'azione delle emittenti. I club non hanno a disposizione alcuna telecamera se non quelle per le riprese larghe che servono allo staff tecnico per l'analisi settimanale della partita. Nessuna di queste produce immagini che finiscano nel circuito televisivo.

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