Come funziona il Ranking Uefa: manuale d'uso per tutti (dirigenti inclusi)
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Come funziona il Ranking Uefa: manuale d'uso per tutti (dirigenti inclusi)
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Come funziona il Ranking Uefa: manuale d'uso per tutti (dirigenti inclusi)

Davvero, come detto da Tavecchio, l'Italia rischia la retrocessione europea in caso di Juve e Roma fuori dalla Champions? No. Ecco perché

Premessa obbligatoria: tiferemo spasmodicamente per Juventus, Roma e per tutte le italiane di Europa League. Abbiamo già tirato fuori e spolverato amuleti, cornetti e materiale scaramantico vario, fuori dal balcone c'è una bella bandiera italiana come ai tempi del Mondiale e per noi uno vale uno. Cioè per una settimana siamo tutti sulla stessa barca anche se da sabato torneremo a dividerci per contrade. Benvenuti nella tre giorni decisiva per le coppe: il calcio italiano ha bisogno di un bell'en plein per ritrovare prestigio e autostima.

Dunque avanti tutta, ma siccome siamo uomini di sport sappiamo che qualche passo falso può sempre capitare. Ecco, allora, un veloce manuale di istruzioni per evitare pianti inutili se, ad esempio, Roma e/o Juventus dovessero fallire l'aggancio agli ottavi di finale di Champions precipitando nel purgatorio dell'Europa League. Qualche informazione preziosa da tenere a mente quando leggerete (se leggerete) che per il nostro ranking è un disastro. C'è chi l'ha già detto. Chi? Il presidente Tavecchio. Amen.

La Champions League vale più dell'Europa League?

Detto che a livello di immagine sarebbe uno choc portare una sola squadra (o nessuna) nella fase a eliminazione diretta della Champions League, la vera differenza la fa mantenere intatto il contingente complessivo. Erano 6 alla partenza e 6 sono ancora. Il punto chiave è che qualsiasi punteggio raccolto da settembre a maggio viene sempre diviso per 6, quanlunque sia il numero delle sopravvissute in Europa.

A livello di punti, invece, l'unica differenza tra Champions ed Europa League è il bonus da 5 punti (che diviso 6 significa 0,833) per le squadre che superano il girone. Chi finisce in Europa League non produce nulla. Da lì in poi è tutto uguale: 2 punti per vittoria (ovvero 0,333), uno per pareggio (0,166) e un punto di bonus per il passaggio turno dai quarti in poi (sempre 0,166 nel ranking nazionale). Nessuna differenza.

Dunque scivolando in Europa League perderemmo 0,833 punti. Non poco...

... ma nemmeno troppo, perché l'Europa League ha un turno a eliminazione diretta in più rispetto alla Champions (i sedicesimi) e contro avversari certamente non imbattibili. In concreto significa che Juventus e/o Roma, se dovessero scendere di livello, passando agli ottavi vincendo le due partite recupererebbero immediatamente quasi tutto il gap iniziale: 4 punti sul campo significano 0,666 e se ricordate si partiva dal -0,833.

Inutile poi sottolineare come l'Europa League sia una competizione sulla carta più semplice della Champions anche a livello di ottavi di finale, soprattutto se questi vengono affrontati con un sorteggio da seconda classificata nel girone. Qui, però, si entra nel campo delle valutazioni e conviene restare ai freddi numeri.

L'anno scorso la Juventus ha fatto un grave danno uscendo a Istanbul?

No, anzi. E' bastato che la Juve giocasse l'Europa League con un minimo di convinzione per rendere il ko contro il Galatasaray un vantaggio per il ranking Uefa. Non ci credete? Ecco i numeri: da febbraio in poi la squadra di Conte ha disputato 8 partite vincendone 5, pareggiandone 2 (Fiorentina e Benfica) e perdendo solo a Lisbona. Ha collezionato, dunque, 12 punti più i 2 di bonus per il passaggio a quarti e semifinali. 14 diviso 6 significa 2,333 punti portato al ranking Uefa italiano.

Nella prima fase di Champions League si era fermata a 1,497 (compreso il maxi bonus iniziale per la partecipazione al girone). Sapete quanti ne aveva fatti da febbraio in poi nel 2012-2013 arrivando fino ai quarti di finale di Champions, poi persi con il Bayern? 1,665 bonus compreso. E quell'anno nella fase del girone ne aveva messi insieme 2,163.

Dunque una buona Europa League vale più della Champions?

Per il ranking sì. I numeri parlano chiaro. La chiave è, ovviamente, prendere con il giusto spirito la retrocessione dalla Champions League alla manifestazione di rango inferiore, ma questo è un problema del singolo club: cogliere o no l'opportunità? Per raggranellare i punti che, ad esempio, ha fatto la Juve un anno fa arrivando in semifinale bisogna in Champions arrivare allo stesso punto e possibilmente vincere quasi sempre. Non basta fermarsi ai quarti di finale. Chiaro? La domanda che pongo è semplice: per le sorti del ranking italiano è meglio affrontare seriamente l'Europa League o affidarsi a un sorteggio da incubo in Champions dopo aver strappato con le unghie il passaggio agli ottavi da seconda del girone? La risposta numerica mi pare abbastanza evidente.

Juve a parte, c'è qualche altro esempio?

Certo e nemmeno troppo lontano nel tempo. Nella stagione 2011-2012 l'Atletico Madrid che vinse l'Europa League (giocandola tutta) raccolse alla fine più punti di Chelsea e Bayern Monaco, arrivati alla finale: 34 contro 30 e 32. Un anno dopo lo stesso Chelsea, retrocesso a dicembre in Europa League, ne mise insieme 27 complessivi, più di Real Madrid (26) e Barcellona (24) schiantatesi contro Bayern e Borussia Dortmund nelle semifinali di Champions League. Numeri, non impressioni soggettive. Quindi se qualcosa dovesse andare male, niente tragedie e rimboccarsi le maniche. Salvare il ranking partendo dall'Europa League si può, anzi si deve.

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