Luciano Spalletti allenatore Inter
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Luciano Spalletti allenatore Inter
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Maurizio Ganz: "sì, il guru Spalletti è l'allenatore giusto"

L'ex centravanti dell'Inter approva la scelta di ripartire dal tecnico toscano. "L'ho avuto a Venezia, aveva già idee chiare"

"Ottima scelta, Luciano Spalletti è un vincente. Se non avesse avuto contro una Juventus stratosferica avrebbe portato a casa trofei a Roma come già avvenuto a San Pietroburgo". Maurizio Ganz non ha dubbi, l'ex centravanti dell'Inter degli anni Novanta condivide la scelta di Suning di ricreare a Milano la coppia Walter Sabatini - Luciano Spalletti, già vista all'opera a Roma.

"Spalletti è stato il mio allenatore a Venezia, nel campionato 1999/2000, fu una stagione piuttosto travagliata, la squadra cambiò più volte allenatore. Il presidente Zamparini avvicendò due volte Spalletti con Materazzi e Oddo. Alla fine retrocedemmo in B, ma era una squadra, quel Venezia, che sapeva giocare al calcio. Luciano, pur essendo alle sue prime esperienze, avendo solo 40 anni, dimostrava già grandi potenzialità. Riuscì a dare alla squadra una sua identità ben precisa. Non puntavamo certo a difenderci". Prima dell'arrivo di Ganz, che arrivò in Laguna a campionato in corso, nelle prime giornate, i neroverdi sconfissero proprio l'Inter per 1-0. 

"Oggi qualcuno ironizza su alcuni atteggiamenti di Spalletti da guru, lui è fatto così, molto riflessivo, ma capace di inalberarsi se qualcosa non gli garba. Un allenatore di grande personalità".

Per Ganz le principali qualità dell'allenatore della Roma sono nel individuabili nel saper gestire un gruppo, creare una mentalità offensiva nella squadra capace di produrre un bel football. "E' vero che spesso l'Inter è stata una squadra dal gioco non spumeggiante, anche quando vinceva, ma Spalletti saprà creare entusiasmo nei tifosi, perché anche l'estetica ha il suo valore. Dopo i risultati ovviamente. Il suo modulo di riferimento è il 4-3-3, ma non è un dogmatico, ha dimostrato di saper cambiare la squadra e giocare in maniera differente, senza mai rinunciare a tenere le redini della partita. L'esperienza all'estero lo aiuterà nella gestione dello spogliatoio".

Sulla sua strada da giocatore Ganz si era incrociato anche con l'ex tecnico dell'Inter, Stefano Pioli. "Abbiamo lavorato insieme a Modena, anche nel suo caso era alle prime esperienze da allenatore. Poteva essere, anche lui, la persona giusta. Non ho informazioni privilegiate, ma deve essere successo qualcosa, perché dopo un'ottima serie di risultati si sono fermati. 

Handanovic-Perisic-Icardi il trio da cui ripartire per Ganz. "Si sente parlare di una cessione del croato, sarebbe un vero peccato. E' un vero talento. Verso la fine del campionato si è un po' perso, ma tutta la squadra non è giudicabile nelle ultime partite. Anche Gagliardini che aveva iniziato molto bene, prendendosi il centrocampo sulle spalle, si è appannato sul finale. Chi mi ha deluso più di tutti è stato Kondogbia, troppo discontinuo".

Per i tifosi interisti Ganz è un nome che ancora scotta. Beniamino della curva degli anni '90, invocato con il dialettale "el segna semper lü", nel '97 lasciò la Milano nerazzurra per abbracciare quella rossonera. "Mi sentivo fuori ruolo, Gigi Simoni mi schierava come esterno d'attacco, dovevo difendere sulle avanzate del terzino avversario. Ruolo per cui era più congeniale Moriero. Certo non avevo l'ambizione di giocare al posto di Ronaldo, ma avrei preferito essere considerato la sua prima alternativa. Così alla fine scelsi il Milan per continuare a fare il centravanti". Seppur breve, la coabitazione con il Fenomeno è un ricordo caro a Maurizio: "Ronaldo era straordinario, ricordo un sombrero su Cannavaro e Thuram, in un Inter-Parma, dove mi alzai dalla panchina e dissi a Winter: che stiamo a fare qui? Il nostro posto è in tribuna...". Al talento brasiliano poi lo lega anche indissolubilmente il tabellino del primo gol in Serie A di Ronaldo: "la sua prima rete la segnò a Bologna, partita nella quale feci gol anch'io". Per la cronaca la partita finì 4-2 per l'Inter e i due gol rossoblù li mise dentro Roberto Baggio. 

Ma fu l'annata precedente a regalare le maggiori soddisfazioni nerazzurre a Ganz, in particolare in Europa, dove si affermò come capocannoniere della Coppa Uefa, segnando 8 gol in solo 10 gare. "Purtroppo mancai per un soffio il nono centro, prendendo la traversa, con un pallonetto su Jens Lehmann, al secondo tempo supplementare della finale con lo Shalke 04". Ai rigori poi furono decisivi gli errori di Winter e Zamorano e la coppa sfumò, con una coda di polemiche tra Javier Zanetti e Roy Hodgson. "Era comunque una bella squadra, alcuni uomini farebbero ancora comodo all'Inter di oggi, penso ad esempio a Djorkaeff o Ince".

La Milano cinese crea un po' di tristezza e malinconia a Ganz, nato in Friuli, in una terra di frontiera, a 3 chilometri dal confine con la Slovenia e a 10 dall'Austria. "Spero che i nuovi proprietari di Inter e Milan sapranno donare ai loro tifosi le stesse gioie dei loro predecessori, certo sapere lontani dal mondo del calcio personaggi come Massimo Moratti e Silvio Berlusconi mi fa star male". 


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