Lotito ha vinto ancora? La guerra del calcio in 5 domande
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Lotito ha vinto ancora? La guerra del calcio in 5 domande
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Lotito ha vinto ancora? La guerra del calcio in 5 domande

Ecco cosa è accaduto all'assemblea della Lega Pro e cosa potrebbe accadere adesso. Si muovono Governo e Figc

Il colpo di mano non è riuscito e così Lotito resta per il momento saldo nella sua posizione. Niente dimissioni e fronte quasi compatto, con Tavecchio che non ha perso per strada il sostegno della Lega Pro, attraverso il presidente Macalli, ma che in ogni caso dovrà far fronte presto alla questione-Lotito. In campo sta per scendere il Governo ed è impensabile che il numero uno della Federcalcio non trovi un modo per prendere posizione sull'affare che sta sconvolgendo il calcio italiano. La sintesi del giorno dopo l'assemblea di Lega Pro è semplice, eppure quella vittoria parziale di Lotito nasconde mille insidie e la certezza che la partita più grande sia solo all'inizio. Cosa sta accadendo? davvero il presidente della Lazio è sempre saldo? Ci sono strumenti per costringerlo al passo indietro? Breve guida per cercare di capire il momento di fibrillazione e quali potranno essere gli sviluppi futuri.

Cosa è successo in Lega Pro? Davvero ha vinto ancora Lotito?

In gioco c'era l'elezione di un consigliere e alla fine è passato tale Claudio Arpaia della Vigor Lamezia, amico di Lotito. I ribelli sono stati respinti e non sono riusciti a far sospendere il voto: 33-27. Il dato numerico, però, nasconde una realtà e cioé che uno dei bacini di consenso e potere del sistema lotitiano si è sfaldato tra liti, tentativi di blitz e tecnicalismi (tipo l'Ascoli il cui voto contrario è stato cancellato). C'è da scommettere che presto si tornerà a parlarne e, magari col voto segreto e non per alzata di mano, gli schieramenti potrebbero camabiare ulteriormente. I dissidenti vogliono un'assemblea per far fuori Macalli difeso a denti stretti da Lotito che protegge anche Tavecchio. Per regolamento prima o poi ce la faranno (a votare) e quello sarà il momento della resa dei conti. Il castello potrebbe cadere, dunque, per via democratica.

Il Governo può costringere Lotito alle dimissioni?

Poi c'è il lavoro di moral suasion che il Governo sembra intenzionato a fare su Figc e Lega di Serie A. Strumenti diretti non ce ne sono, ma Delrio ha confermato di volersi interessare della questione e acrà un colloquio con il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. Difficile si arrivi a un commissariamento della federazione (la Fifa farebbe fatica a capire), però la mediazione del Coni potrebbe aiutare. Cosa ne pensa Malagò? Tutto il male possibile, anche se la prima reazione è stata freddina, quasi di attesa degli eventi perché l'estate scorsa ha insegnato al capo dello sport italiano che non è semplice scalfire il blocco di potere che governa il nostro calcio. Meglio muoversi con prudenza, insomma, anche per evitare il rischio di compattare ulteriormente il fronte pro-Lotito che continua a essere forte, soprattutto tra i club di serie A.

C'è qualcuno che ci sta ripensando e gli voterebbe contro?

Detto che i club della massima serie sono ancora quasi tutti schierati pro-Lotito (solo Juventus, Roma, Fiorentina e Sassuolo hanno ribadito di voler un cambiamento), la vicenda della telefonata registrata da Iodice ha provocato un mezzo terremoto in altri palazzi. Da verificare, ad esempio, il comportamento di Abodi e della serie B, pesantemente attaccata nella famosa 'intercettazione'. Tra l'altro Abodi è stato anche attaccato sul piano personale (Lotito lo ha definito un "cretino") e potrebbe avere convenienza a smarcarsi; in tanti questa estate gli chiedevano di votare contro Tavecchio e Lotito e il non averlo fatto rischia di segnare la sua carriera politica che ambisce al ruolo di numero uno della Lega di via Rosellini. 

Lotito potrebbe essere costretto ad abbandonare per squalifica?

La novità delle ultime ore è l'apertura di due distinti fascicoli di indagine da parte del procuratore federale Palazzi. Uno per lo sfogo contro il designatore Farina nell'intervallo di Lazio-Genoa ("Gli arbitri ce l'hanno con me e non capisco... Con tutto quello che ho fatto per loro da consigliere federale") e l'altro per il contenuto dell'ormai celebre conversazione telefonica. Lotito ha sulle spalle già 9 mesi di inibizioni passate e, dovesse accumularne altri 3 diventerebbe inelleggibile e sarebbe costretto a lasciare la carica di consigliere della Figc con annesse deleghe alle riforme, che sono la cosa cui il presidente della Lazio tiene di più. Non è scontato che si arrivi a questo risultato, ma di sicuro la rapidità con cui Palazzi ha aperto il fascicolo lascia intendere che c'è la volontà di percorrere anche questa strada.

La soluzione arriverà in tempi lunghi?

In ogni caso bisognerà aspettare (ma non troppo). Palazzi può andare spedito, ma non correre saltando tutti i passaggi e, anche dovesse arrivare la squalifica, ci saranno i gradi d'appello. Quello che è certo, invece, è che la questione Lotito non sarà lasciata in fondo alla pila delle carte perché la pressione è fortissima e in queste giornate convulse si sta trasferendo su tutti i protagonisti della vicenda, compreso lo stesso Lotito parso provato già venerdì scorso, allo scoppiare dello scandalo, e che si è messo più che mai sulla difensiva. La questione con Iodice finirà in tribunale e molti esprimono solidarietà all'attuale vice presidente Figc, però il destino da dirigente sportivo istituzionale è legato a un filo, né sottile né troppo robusto. Non è detto che si spezzi.

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