Juve campione d'inverno e arbitri nella bufera: solita serie A
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Juve campione d'inverno e arbitri nella bufera: solita serie A
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Juve campione d'inverno e arbitri nella bufera: solita serie A

I bianconeri passano a Napoli in fuorigioco e De Laurentiis sbotta. Il selfie di Totti, la cabala del 2001 e il borsino della Champions

Il campionato si giocava una sorta di playoff mettendo a confronto le prime quattro della classifica. Domenica non decisiva (ci mancherebbe), ma in un certo senso portatrice di qualche verdetto. Il campo non ha tradito le attese: gol, spettacolo e un paio di risultati pesantissimi, che hanno chiarito in maniera netta quale sarà la prospettiva stagionale di Napoli e Lazio, ad esempio, oppure quali siano i difetti della Roma di Garcia, sempre troppo simile a se stessa nel bene e nel male. La 18° giornata va agli archivi con la certezza che il tricolore sarà un duello Juventus-Roma. I bianconeri sono campioni d'inverno con un turno d'anticipo e anche questo è un dato non da sottovalutare perché la storia dice che gira primo alla boa di metà percorso molto spesso festeggia anche alla fine.

Juventus, rotto il tabu ma attenzione a quel 2001...

La Juventus ha vinto con sufficiente sicurezza a Napoli. Ha rischiato di ripetere il copione già mandato in onda contro Sampdoria e Inter, con il secondo tempo regalato all'avversario, però ha ritrovato il filo del discorso appena in tempo. Al netto delle vicende arbitrali, di cui si parlerà senza dubbio a lungo perché ormai ogni partita a distanza tra bianconeri e giallorossi è un di match di pugilato, Allegri ha avuto quello che voleva. Da 14 anni la Juventus non passava al San Paolo: tabù infranto. Il messaggio al campionato è chiaro e inteleggibile. A corollario c'è che potenzialmente prosegue la rincorsa al record di punti di Conte, questione psicologica più che altro. Attenzione alla cabala, però. L'ultima vittoria a Napoli datava settembre 2000. L'ultimo 2-2 tra Roma e Lazio (in questo ordine) aprile 2001. Alla fine di quella stagione festeggiò la Roma di Capello, Batistuta, Nakata e Montella.

La moviola di Napoli-Juventus 1-2 con la furia di De Laurentiis

Roma, gli errori di Garcia e l'immenso Totti (ma Orsato...)

Il derby dell'Olimpico, finalmente bello anche sul piano tecnico e non solo una corrida (anche se asprezze ci sono state), si consegna a una doppia lettura. Troppo più bella la Lazio all'inizio e meglio la Roma poi. Il dubbio è che per l'ennesima volta in stagione Garcia abbia sbagliato approccio e formazione: continuare a correggere in corsa non è sempre un pregio, soprattutto se servono 45 minuti per inserire Strootman e Ljajic e mettere Pjanic più avanzato. Poi c'è il capitolo Totti. Immenso. Classe cristallina, 38 anni portati da ragazzino e una doppietta che passerà alla storia per il selfie sotto la curva. Sinceramente ci ha divertito, ma non sarebbe corretto non sottolineare come Orsato abbia sbagliato a non ammonirlo. Da adesso in poi chi punirà gli emuli?

La questione arbitrale e i veleni di gennaio

Tradizionalmente gennaio e febbraio sono i mesi decisivi nella corsa scudetto. Non stupisce, dunque, che il livello della tensione sia tornato altissimo. I picchi del San Paolo, però, preoccupano perché siamo a 20 giornate dalla fine del campionato e c'è il rischio di avvitarsi in un corpo a corpo disastroso per tutto il sistema. Il Napoli (e la Roma di riflesso) urlano all'ingiustizia oggi, così come la Juventus aveva fatto dopo aver visto le chiamate di Guida a Udine. Come se ne esce? Magari con un po' di concretezza. Siamo in una situazione d'emergenza e, allora, che senso ha mandare Rizzoli a fare Cagliari-Cesena oppure riesumare subito Banti e Guida per mandarli dietro le porte a pochi giorni da polemiche e contestazioni? Guai a sbagliare ancora. In campo, ma anche nelle designazioni.

La furia via Twitter di De Laurentiis contro Tagliavento

Napoli, fine del sogno scudetto

Alla viglia Benitez aveva detto: "Questa partita ci deve dire quale sarà l'orizzonte della nostra stagione. Se dovremo pensare solo al terzo posto o se si può sperare in qualcosa di meglio". Buona la prima e i partenopei devono svegliarsi perché il rendimento dell'andata è stato inferiore a qualsiasi attesa. Contro la Juventus si sono visti pregi e difetti di sempre, compresa la fragilità difensiva di una squadra che incassa gol e così facendo mette in salita tutte le partite. Al momento la Lazio sembra più continua e attrezzata nella corsa alla Champions League. alla lunga i valori potrebbero emergere, ma visti i biancocelesti contro Samp e Roma non si può non ricavare un'ottima impressione. Felipe Anderson, classe '93 e 5 gol (5 assist) nelle ultime 5 partite ne è l'uomo nuovo e il trascinatore.

Podolski guarisce l'Inter, ma serve un regista

A San Siro si è ammirata la migliore Inter della stagione, almeno nel primo tempo. Merito delle riserve (Vidic e Andreolli bene al posto di Ranocchia e Juan Jesus), del solito Icardi e di Podolski che si è gettato nella nuova avventura con forza e convinzione. Nuova vita anche per Guarin, uomo mercato in uscita riciclato come punto di riferimento davanti alla difesa nel 4-2-3-1. Nemmeno uno spruzzo di Shaqiri, ma Mancini ha preferito la prudenza. Unici due nei nella domenica nerazzurra: Medel cuore dell'azione e San Siro ancora troppo vuoto (37.525), quasi che l'entusiasmo della gente si sia fermato a Linate e Malpensa. Per risolvere il primo problema serve il mercato. Per il secondo basta una considerazione: nelle prime nove gare casalinghe, confrontate con le stesse avversarie, sono spariti 85.153 spettatori. Come se in un girone si fosse bruciato l'incasso del derby. Thohir da Giakarta non avrà di certo apprezzato...

Il peggior Milan di sempre e Inzaghi rischia

Dietro la lavagna va, però, di diritto il Milan. Lo spettacolo offerto a Torino contro i granata è stato deprimente. Mai vista la squadra rossonera subire così tanto (27 tiri del Toro contro 2, 65% possesso palla) e nemmeno un tempo in inferiorità numerica è sufficiente come alibi. Preoccupa la condizione fisica, in netto calo, oltre all'incapacità di Inzaghi di leggere la partita. L'ultimo cambio che ha messo il Milan 5-4-0 resterà nella storia di un club che ha sempre avuto nel dna il gioco offensivo. A proposito, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Silvio Berlusconi, che il 3 gennaio si era detto sicuro di avere per le mani la migliore squadra del 2015. Qualche numero: Inzaghi ha fatto 26 punti in 18 partite contro i 32 di Seedorf e i 22 di Allegri che era alla vigilia dell'esonero. Mai nessun altro ha fatto peggio. Considerazione-bis: la sceneggiata di Muntari è la spia che qualcosa non funziona anche a livello di spogliatoio.

Borsino Champions: quota terzo posto a 65 punti

La corsa al tesoretto della Champions prosegue. La proiezione finale, prendendo come riferimento l'attuale terzo posto della Lazio, è a 65,4 punti. Pochi. Così resta in corsa anche l'Inter, che chiude il trenino delle pretendenti e che incassa una giornata positiva, scavalcando Udinese e Sassuolo, avvicinando Milan, Napoli e Lazio. Quella della banda Mancini rimane, però, una corsa in salita. Per arrivare alla quota 65 deve viaggiare alla media di 2 punti nelle prossime 20 giornate (40 punti), ma basta che l'asticella si alzi appena perché le si richieda un girone di ritorno alla velocità della Roma di Garcia. Qualche numero: quota 67 richiede una media di 2,1 e quota 70 (comunque sotto media rispetto agli ultimi undici anni) addirittura 2,25. La Roma oggi ha un cammino da 2,22 punti a gara. Chiaro? Tutti quelli che sono sopra l'Inter hanno più motivi numerici per sperare.

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Parma e Cesena, la salvezza non aspetta

In coda hanno perso Parma e Cesena in una domenica in cui le più dirette concorrenti hanno battuto almeno un colpo. Il Cesena non trova i tre punti dalla prima giornata ed è difficile immaginare un girone di ritorno da 25-30 punti per salvarsi. Il Parma è ricaduto, dopo aver llluso tutti contro la Fiorentina. I ducali sono a quota 9, in attesa di perderne un paio per questioni finanziarie. Donadoni deve fare più di un miracolo, ma potrebbe anche non bastare. Primo successo per Zola a Cagliari e pareggio pesante del Chievo contro l'Atalanta. La corsa nelle parti basse sarà una grande melassa fino a maggio: attenzione alle sorprese.

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