ERC 2012: Italia e Svizzera dominano a Magny Cours
ERC 2012: Italia e Svizzera dominano a Magny Cours
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ERC 2012: Italia e Svizzera dominano a Magny Cours

Il campionato europeo ritorna in Francia e fa tappa nel leggendario circuito in cui si corre anche il Mondiale Superbike. Il nostro racconto, in presa diretta, del weekend di gare

La tensione che ti prende a morsi, il semaforo che si spegne e ti ordina di girare il polso destro, quella strana adrenalina che cancella la fatica, l'eccitazione del sorpasso, la bandiera a scacchi, gli applausi a fine gara. Emozioni intense, riservate di solito a chi va forte davvero, a chi va forte abbastanza per potersi iscrivere a uno dei tanti campionati amatoriali o semi-professionistici presenti sullo scenario motoristico italiano.

Di solito, appunto. Tranne che per un'eccezione, senza la quale - da neofiti quali ancora siamo - non avremmo peraltro mai potuto cominciare la nostra avventura nell'European Riders Cup (ERC) che raccontiamo in queste pagine.

Sotto questo aspetto, l'ERC è uguale ma diverso, e questa sua prerogativa di dare a tutti la possibilità di correre una gara vera lo rende, nel suo genere, unico.

E' un campionato democratico quello ideato da Fabio Bargagna di Power Up e gestito in joint venture con l'organizzatore svizzero Valentinos di Dieter Trissler . E lo si è visto mai come prima d'ora nella trasferta, la penultima della stagione, a Magny Cours, dove, all'estremità opposta dei piloti della domenica, si sono viste alcune presenze addirittura clamorose. Una su tutte, Michael Schumacher , in pista ad allenarsi e rimettersi alla prova su due ruote, i due piloti del Mondiale Endurance Raphael Chevre e Georgios Tsitos, e l'italiano Marco "Phagaci" Pagani , vicecampione della prestigiosa Premier Cup .

Professionisti, piloti di rango, velocissimi, veloci, mediamente veloci, neofiti. Tutti nello stesso contesto, Tutti a condividere le stesse emozioni. Tutto questo è l'ERC. Ed è soltanto qui che tutto questo accade.

LA SECONDA VOLTA - Sullo storico tracciato francese c'eravamo stati già lo scorso anno nella gara conclusiva dell'edizione passata del campionato, ma si era trattato di un approccio un po' particolare, segnato da condizioni meteo non ottimali con la pioggia che aveva bagnato l'asfalto per tutta la notte prima della gara, da una configurazione della nostra moto molto diversa da quella attuale e da un bagaglio di esperienza del pilota ben più povero.

Risultato: già nei primi turni della mattina del venerdì di qualifiche il nostro crono già segna un best di 5 secondi più basso di quello registrato l'anno prima nel corso della gara Endurance.

Le modifiche al setting consigliate dal nostro sospensionista sembrano efficaci, e la moto va benissimo.

L'unico dubbio riguarda la trasmissione finale, che ci pare un po' troppo corta, visto che nel lungo rettilineo che chiude nella curva Adelaide, la più rappresentativa di questo circuito, in sesta marcia arriviamo al limitatore troppo in anticipo rispetto al momento di cominciare la staccata (tra i 200 e i 150 metri). Avremmo ovviato aggiungendo un dente alla corona.

Anche gli altri due innesti che abbiamo avuto modo di sperimentare nella scorsa gara di Ledenon e che ci siamo ripromessi di testare più a fondo qui rispondono a dovere: la familiarità con il freno posteriore a pollice cresce e, dopo aver trovato la giusta regolazione, il feedback che ci restituisce l'ammortizzatore di sterzo progressivo è buono. Sistemiamo sul serbatoio l'action cam che ci regalerà gli onboard di tutti e tre i giorni di qualifiche e gare e ripartiamo.

Ottimo è anche il feeling dell'accoppiata gomme/cerchi: lo si capisce perfino al momento del cambio gomme, visto che, ancora una volta, gli pneumatici si combinano al cerchio senza aver bisogno di alcuna equilibratura, sia all'anteriore che al posteriore.

Anche in questo caso, per gli pneumatici abbiamo optato per la mescola più dura (VB) all'anteriore e per la media (B) al posteriore. La somma dei due dà il massimo nei veloci cambi di direzione delle due esse che si avvicendano intorno alla metà del tracciato.

NEWS BUONE E MENO BUONE - Complice anche l'analisi del circuito che ci ha offerto Federico "Flash" Ravera di Inpist@ , rientriamo in circuito per la seconda giornata di prove ben motivati a migliorare quanto fatto finora. E così sarà: miglior tempo 2.04 alto, con il quale riusciamo a qualificarci di diritto nella finale A della Gara SSP .

Decidiamo di saltare la gara endurance che si correrà nel pomeriggio e di dedicare uno dei due turni del primo pomeriggio a provare il passo di gara per verificare la nostra tenuta sui 10 giri previsti. Le gomme che abbiamo su, nonostante abbiano alle spalle la gara di Ledenon e i 5 turni della prima giornata di prove, non hanno dato alcun cenno di degrado, l'anteriore - alla vista - è ancora bello tonico e per nulla scalinato ; il posteriore continua ad avere un gran grip.

Fa molto caldo. E le previsioni per la giornata di domani stimano un ulteriore innalzamento delle temperature. Alla luce della nostra scarsissima preparazione fisica, è importante verificare se in queste condizioni il fisico reggerà per tutta la durata della gara o ci mollerà di colpo a metà com'era accaduto un mese fa nell'altra tappa francese.

Dopo il primo giro di riscaldamento, proviamo subito a tirare. Secondo giro. Terzo. Cerchiamo di regolarizzare la respirazione e il fisico sembra rispondere bene. Quinto, sesto, settimo giro. Non siamo in debito di ossigeno e anzi ci sentiamo molto a nostro agio in sella. Siamo all'80 per cento delle nostre possibilità. Decidiamo di dedicare le due tornate successive a mettere in pratica meglio che possiamo i videoconsigli di Ravera. Siamo all'ultimo giro previsto da questo long run test che ci siamo imposti.

Arrivati all'estremità del rettilineo dei box impostiamo la curva successiva (Grande Courbe) senza toccare i freni e limitandoci a soltanto un paio di colpi di pollice sulla Discacciati al manubrio. Passiamo sopra il cordolo di curva 2 e teniamo la quarta marcia fino all'ingresso dell'altro "grande classico" di questo tracciato, l'Estoril un curvone dove è importante mantenere la moto più dritta possibile per uscire forte nel lungo rettilineo da sesta marcia che dopo la leggera inclinazione a destra della Golf porta alla staccata più impegnativa della pista, l'Adelaide. Che affrontiamo in seconda, ma forse sarebbe più opportuno fare in prima marcia. Altra piccola variante destrorsa in salita e poi eccoci alla prima esse veloce, la Nurburgring.

Anche qui non siamo sicurissimi che, con i rapporti così corti, entrare in terza sia la cosa migliore. Proveremo a usare una marcia in più nella esse gemella che troveremo più avanti. Ma ora bisogna concentrarci sull'altro punto-chiave, il tornante a 180° in cui bisogna sforzarsi di arrivare larghi e ritardare il più possibile l'ingresso, pena non riuscire a dare rapidamente gas. In uscita, la pista sale e forse siamo un po' troppo irruenti con il polso destro. Il posteriore parte per la tangente, ma in modo graduale e riprendiamo subito il controllo del mezzo.

Cominciamo ad accusare i primi segni di stanchezza e sotto il casco pregustiamo l'idea di rientrare al box prima della fine del giro. Prima del tornantino Chateau d'Eau c'è un'altra esse, la Imola, dove si presenta il solito quesito: terza o quarta? Optiamo per la prima ipotesi, nel cambio di direzione la moto è bene in trazione ma forse con la marcia più alta scorrerebbe meglio. A ogni modo siamo alla stretta destra del "Castello" che ci butta in discesa fin già verso un'altra staccata tosta, quella della Lycee.

Le braccia non reggono più molto e quando è il momento di allargare sul cordolo esterno per poi ributtarsi all'interno nell'ultima chicane qualcosa non funziona e andiamo dritti nella ghiaia a una velocità neppure troppo contenuta. Chi ha già provato l'esperienza, sa bene cosa succede negli attimi in cui la moto solca la via di fuga e mantenersi in equilibrio è un terno al lotto. L'impresa ci riesce per qualche metro dopodiché, inesorabilmente, lo sterzo si chiude e ci ritroviamo a terra con metà del corpo sotto la moto.

Il commissario ci solleva la moto e possiamo tornare, mesti, al box. Le spalle della nostra tuta sono ingigantite dalle sacche airbag che si sono gonfiate dopo l'impatto.

LA GARA ENDURANCE - Trascorreremmo la parte restante del nostro pomeriggio a smontare e ripulire la moto invasa dalla ghiaia con qualche passaggio ai pannelli che dividono la pista dalla pit lane per osservare i piloti che si danno battaglia nella gara di durata . A spuntarla , tanto per cambiare, l'MRD Racing Team, seguito dal PB-Team e dall'Alpes Endurance.

Primo degli italiani l'equipaggio formato dai fratelli Napoli e Kristian Milic. Sono loro, Le Pesti Racing Team, a condurre la classifica di campionato a pari punti con PT-Race e tallonati da molto vicino (a soli 3 punti di distanza) dall'MRD Racing Team. Tutto si deciderà nelle prossime due tappe allo Slovakiaring (dove la gara durerà ben 6 ore) e al Pannonia Ring.

A fine giornata, la moto è pronta, ripulita ed equipaggiata di un nuovo treno di gomme (anche in questo caso nelle mescole intermedie), pronta per la gara SSP, la prima delle 3 che si terranno il giorno successivo.

TUTTI I RISULTATI DELLA GARA ENDURANCE

LA GARA SSP - Ci sistemiamo in griglia nella quindicesima casella (la penultima), subito alle spalle del nostro compagno del Twister Racing Team Lupo Morganti (11°) che, a sua volta, è affiancato dal terzo membro del gruppo Twister Giampaolo Fumagalli (12°).

Restando tra i piloti di casa, più avanti ci sono Severino Saldarini (8°), gli altri due Twister Leonardo Cozzo (6°) e Riccardo Formenti (5°), Andrea Costantino di Inpist@ (4°), Matteo Padoan del Team Power (3°) l'altro Saldarini, Fabio, in seconda posizione e Federico Ravera , capitano dello squadrone Inpist@, in pole.

Siamo parecchio tesi: il solito timore di ritrovarci spompati a metà gara come successe a Ledenon è alto. Cerchiamo di allontanare i pensieri e ci prepariamo al giro di Warm Up. Forziamo qualche staccata per mantenere calde le nostre Michelin. Eccoci nuovamente schierati. Il motore è su di giri. Noi pure.

Semaforo rosso. Via. Scattiamo bene , ma forse tiriamo la prima un pelo meno del dovuto. Seconda terza e dentro la prima curva. Abbiamo guadagnato quattro posizioni. Una la perdiamo in uscita dalla Estoril, ma la riconquistiamo subito alla staccata dell'Adelaide, dove ci passa all'interno anche Fumagalli che poi sopravanzeremo all'uscita del 180°.

Al secondo giro il crono segnala il best assoluto della tre giorni ma non basta per tenere testa al gruppo che ci sta davanti. Giro dopo giro il distacco aumenta e non ci resta che cercare di raggiungere il vero grande obiettivo che ci eravamo prefissati alla vigilia: concludere la gara.

Così sarà. Stanchi e soddisfatti chiudiamo al 13esimo posto , che ci consente di portare a casa 8 punti di campionato. Sommati agli 11 conquistati a Ledenon, fanno un totale di 19, che ci posizionato nella 15esima piazza della classifica finale. L'obiettivo, a questo punto, è riuscire a entrare nella top ten. Difficilissimo, se non impossibile.

Tornando agli esiti del dopo bandiera a scacchi, la vittoria è andata a Federico Ravera ,mentre sul secondo gradino del podio è salito Matteo Padoan, seguito in terza piazza da Riccardo Formenti . Tempi di assoluto rilievo per tutti e tre. Tutta italiana la lista dei primi 10 .

A una gara dalla sua conclusione, il campionato è ancora apertissimo, con Ravera che conduce in vetta a 79 punti, Padoan che segue distaccato di 15 lunghezze e il costante Morganti al terzo posto con 50 punti.

TUTTI I RISULTATI DELLA GARA SSP

LA GARA SUPERBIKE - Se la SSP è stata dominata dal tricolore, nella classe regina a farla da padroni sono stati i piloti svizzeri, nella fattispecie i sovracitati Chevre e Tsitos, rispettivamente primo e secondo.

A tenere alto il vessilo italiano, Pierluigi Begossi , giunto terzo. Giù dal podio, il migliore degli italiani è stato Davide Spinelli del Team MDR Motosport , che ha avuto la meglio nel fantastico duello con Federico Napoli che all'ultimo giro è rimasto vittima della sua stessa foga agonistica ed è scivolato dicendo addio ai preziosi punti.

In merito alla classifica ERC, anche qui i giochi sono ancora apertissimi e sarà la prossima gara al Pannonia Ring a decidere vincitore e vinti.

A condurre, tra un mare di Superbike da 1.000 cc, è la Suzuki GSX-R 750 di Christian Napoli , con 67 punti, tallonato con un solo punto di distacco da Michi Motorsport, che ha pagato cara l'assenza nelle ultime due gare.

Doppio zero anche per il vincitore dell'ERC 2010 Andrea Francescotti, che dopo la caduta a Ledenon non si è visto sotto la bandiera a scacchi anche in quest'altra gara francese per via di un problema tecnico alla sua Honda CBR1000RR. In Ungheria, si presenterà al terzo posto con 65 punti.

Pienamente in lotta se non per il titolo almeno per le prime posizioni Federico Napoli, Pierluigi Begossi e Kristian Milic . Più distaccati Alessandro Meregaglia del Team Inpist@, Corrado Ferri e Alessandro Bresciani del Team Power.

TUTTI I RISULTATI DELLA GARA SBK

TUTTE LE CLASSIFICHE DEL CAMPIONATO ERC

Prossima gara: GP di Ungheria al Pannonia Ring il 21-22-23 settembre.

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