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Milano-Cortina e il caso tedofori Salvini e Abodi: “Riunione urgente”

Milano-Cortina e il caso tedofori Salvini e Abodi: “Riunione urgente”

Il vice premier e il MInistro dello Sport convocano tutti i soggetti in videochiamata. E Fauner risponde alla Fondazione: “Escluso perchè sindaco? Un consigliere comunale ha portato la fiaccola”

Non si spegne l’eco del caso tedofori dopo la denuncia di Silvio Fauner e l’intervista di Piero Gros alla Gazzetta dello Sport, anche lui deluso per il comportamento del comitato organizzatore verso gli ex campioni. Il vice premier Matteo Salvini e il Ministro dello Sport Andrea Abodi hanno emesso un comunicato congiunto: “Il vicepremier e ministro Matteo Salvini e il ministro Andrea Abodi hanno invitato a un videocollegamento tutti i soggetti coinvolti in Milano Cortina 2026 con l’obiettivo di chiarire il tema dei tedofori. Visto il grande impegno degli ultimi anni per realizzare una edizione dei giochi invernali memorabile, Salvini e Abodi vogliono fare massima chiarezza affinché vengano chiarite scelte che lasciano fortemente perplessi”.

E Fauner polemizza ancora

Dopo la risposta della Fondazione Milano-Cortina che aveva giustificato l’esclusione di Fauner per la sua carica politica (è sindaco del comune di Sappada) l’ex olimpionico ha risposto sui social e citando il caso di Ivan Scimonelli, consigliere comunale di Siracusa, capogruppo della lista civica “Insieme” ed ex atleta di vela e triathlon, selezionato come tedoforo per Milano Cortina 2026 e che ha portato la torcia olimpica il 14 novembre 2025, che dimostra come il criterio dichiarato non sia stato applicato in modo uniforme. Il fondista azzurro ha poi aggiunto: A questo punto è doveroso chiarire. Io non ho parlato solo a nome mio. Mi sono fatto portavoce di almeno 15 atleti che hanno vinto una medaglia olimpica negli sport invernali, campioni che hanno scritto la storia dello sport italiano e che oggi si sentono messi da parte. La Fondazione Milano Cortina ha cercato di giustificare questa esclusione sostenendo che non sarei stato chiamato perché “politico”. Parliamo dei fatti: sono vicesindaco con una lista civica di un paese di 1300 abitanti, Sappada. Una carica amministrativa locale che nulla ha a che vedere con la politica nazionale o con logiche di rappresentanza istituzionale. E soprattutto: questa motivazione non riguarda gli altri campioni olimpici esclusi, che non hanno alcun ruolo politico. Anche ammettendo, per assurdo, che una carica amministrativa locale fosse considerata incompatibile con il ruolo di tedoforo, i campioni olimpici avrebbero potuto e dovuto essere coinvolti come Ambassador delle Olimpiadi, promotori dei loro valori e delle discipline invernali, soprattutto attraverso iniziative nelle scuole e progetti dedicati”.

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