Calcio

La svolta (finalmente) del calcio: addio alla responsabilità oggettiva

I club chiamati a dotarsi di strumenti per prevenire e punire violenza e razzismo. Se lo fanno, ecco un sistema di attenuanti contro gli ultras

gabriele gravina presidente figc

Giovanni Capuano

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Sono serviti mesi di inchiesta da parte della Digos di Torino, intercettazioni e la prova del ricatto degli ultras a un club per arrivare alla svolta. Tardiva, forse, perché da tempo il calcio invocava un intervento deciso sul pilastro della resposanbilità oggettiva che da sempre ha addossato alle società il peso del comportamento dei propri tifosi. Non sarà più così e l'Italia fa da apripista per una rivoluzione destinata a cambiare i rapporti dentro e intorno agli stadi.

La Figc ha deciso quella che il suo presidente Gabriele Gravina ha definito una "svolta epocale". Stop al meccanismo automatico della responsabilità oggettiva per far partire un sistema in cui la responsabilità torna personale. Il modello è quello recentemente applicato da Roma, Juventus e Sampdoria e cioé l'identificazione di chi si macchia di comportamenti non accettabili e il suo bando dagli stadi. Senza che il club risponda delle azioni dei colpevoli.

Una battaglia combattuta per anni

"Non abbiamo intaccato il principio base, ma se una società adotta e applica in concreto il modello virtuoso non ha più nulla da temere e non si parla più di responsabilità oggettiva - è il ragionamento della Figc -. Se invece qualche club non ha voglia di dare un nome e un cognome alla responsabilità, allora questa torna oggettiva".

Tradotto in soldoni, se le società dimostreranno in concreto di aver applicato modelli organizzativi adeguati prima, durante e soprattutto dopo, ecco che il Giudice sportivo non erogherà più sanzioni amministrative, chiusure di settori o stadi. Una grande chiamata alla responsabilità da parte di tutti, perchè la riforma su cui si dibatteva da tempo e che tanti club chiedevano a gran voce anche in sedi istituzionali come la Commissione Antimafia, concede attenuanti ma chiede in cambio azioni concrete.

E, soprattutto, toglie un altro spazio di ricatto ed azione al mondo ultras che da mesi ha alzato il livello della sfida al sistema calcio in Italia. Non ci saranno più alibi o zone d'ombra: chi non si adegua difficilmente potrà sostenere di essere stato mosso da pressioni esterne rese ancora più forti da giri di vite che in passato hanno creato più danni che reso benefici come il tentativo di stroncare il razzismo da stadio arrivando anche a penalizzazioni del risultato sportivo.

Come evitare la responsabilità oggettiva

La Figc è intervenuta sul Codice di Giustizia sportiva lavorando sui modelli organizzativi, di gestione e di controllo che le società sono chiamate ad adottare. In particolare viene chiesto di mettere in atto misure idonee a garantire lo svolgimento dell'attività sportiva in condizioni di legalità e sicurezza, prevenendo le situazioni di rischio.

I club dovranno adottare il codice etico e adeguare i meccanismi di controllo. E' il punto centrale, quello che chiama ad investire sui sistemi di monitoraggio di quanto accade sugli spalti, le famose telecamere (anche a controllo facciale) che costano qualche centinaio di migliaio di euro per gli impianti più grandi ma che consentono un controllo capillare del pubblico per identificare chi si rende responsabile di comportamenti non leciti.

Ci sarà poi necessità di un sistema disciplinare interno, non interventi palliativi, che porti alla sanzione di chi viene identificato e al suo allontanamento dallo stadio. E, per chiudere, la nomina di un organismo di garanzia, indipendente e professionalmente preparato, che vigili sull'osservanza del modello.

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