Calcio

Accordo al Tas: Milan fuori dall'Europa League. Ecco cosa succede

Esclusione nella prossima stagione per sanare i due procedimenti aperti dalla Uefa per le violazioni del Fair Play Finanziario dal 2015 al 2018

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Giovanni Capuano

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Il Milan non disputerà la prossima Europa League a dovrà restare fuori dalle competizioni europee per una stagione per violazione dei parametri del Fair Play Finanziario. L'ufficialità si è avuta con il comunicato del Tas che ha reso noto il consent award raggiunto dal club rossonero e dalla Uefa lo scorso 24 giugno.

Il Milan viene escluso dall'Europa per una stagione e ottiene la cancellazione dei provedimenti aperti per i trienni 2015-2017 (quello che prevedeva il rientro nei parametri entro il 2021 pena l'esclusione dalle coppe) e 2016-2018 (quello per il quale era stato sospeso il pronunciamento della Camera Giudicante Uefa).

L'intesa è stata trovata mettendo un punto a mesi di confronto muro contro muro. Il club aveva presentato un doppio ricorso al Tas, l'ultimo nello scorso mese di aprile contro il deferimento alla Camera Giudicante per le nuove violazioni del triennio 2016-2018. Lo scorso 24 giugno l'accordo per rinunciare all'audizione e arrivare un arbitrato condiviso da rendere pubblico in tempo per togliere l'Uefa dall'imbarazzo di una stagione di coppe europee sub jodice.

 

Cosa succede ai bilanci dal 2018?

Cosa succede adesso? Non essendo iscritto ad alcuna competizione europea il Milan ora non è sottoposto nell'immediato ad alcun monitoraggio da parte dell'Uefa mentre lo sarà non appena rientrerà nel giro delle competizioni europee, presumibilmente nel 2020-2021. A quel punto, essendo ancora al di fuori dei parametri finanziari, passerà alla Camera Investigativa che potrà inserire i rossoneri nel percorso di un settlemen agreement che consentirà al Milan di riallinearsi ai parametri del Fair Play finanziario in un tempo ragionevole e quindi non entro la data del 2021 che è stata cancellata con l'accordo di oggi.

Bisogna ricordare che il monitoraggio prende in considerazione l'ultimo triennio. Nel caso di una qualificazione europea per la stagione 2020-2021 si tornerebbe a discutere degli anni 2017-2018 (chiusi a -126), 2018-2019 (in rosso ma non ancora concluso) e 2019-2020. Il risultato immediato è l'uscita del Milan dal sistema del rolling che rischiava di generare sanzioni in sequenza. La seconda fase sarà l'accordo sui tempi di rientro nei parametri.

La reazione del Milan

Pur sottolineando come la nuova proprietà abbia messo in sicurezza i conti della società ereditati dalla gestione di Yonghong Li "inadempiante ai debiti", il Milan ha fatto un passo negato nell'ultimo anno e mezza prendendo atto che "non c'è altra via che accettare le sanzioni per poter intraprendere un percorso di ritorno al pieno rispetto delle regole".

Non è una resa, ma uno dei pilastri della rinnovata intesa con la Uefa che non poteva non partire da un rinoscimento della validità della cornice entro cui opera il calcio europeo. In un momento di forte fibrillazione è un passo che consente a Nyon di uscire vincente agli occhi dell'opinione pubblica mentre il Milan incassa un passo importante verso il chiarimento di una situazione che si stava intricando in maniera preoccupante.

Cosa succede adesso al Milan

La domanda che i tifosi fanno adesso è se il nuovo scenario partorito dalla sentenza e dall'accordo con la Uefa consentirà al Milan di investire per tornare competitivo. La risposta è semplice. Gazidis, Maldini e Boban hanno davanti un lavoro lungo e complicato perché il percorso dovrà essere di crescita sostenibile, graduale e all'interno delle regole.

Certamente ci dovrà essere una fase di taglio dei costi e di qualche cessioni importante, anche perché non può essere presentato alla Uefa il prossimo bilancio con un passivo a tre zeri. La strada maestra è quella seguita da Inter e Roma che, però, non ha ammazzato i due club ma ha lasciato spazi di manovra per creare progetti sportivi che nel caso dei giallorossi sono coincisi con secondi e terzi posti e in quelli nerazzurri con un costante avvicinamento al rientro in Champions League.

Gazidis ha tracciato la strada dei giovani, di talento, da scoprire e valorizzare. Non per essere future plusvalenze ma per crescere insieme al club. E' un modello che nell'immediato non renderà il Milan competitivo per lo scudetto, ma aiuterà a stare nelle regole come tutti.

Poi c'è il capitolo dell'aumento del fatturato che si ottiene entrando nel giro della Champions e lavorando sulla leva commerciale. Il Milan di oggi è in ritardo in questo secondo aspetto. Gazidis è stato strappato all'Arsenal soprattutto per questo e i margini di crescita sono enormi.

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