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Ineos Grenadier, il ritorno del vero fuoristrada: contro la moda dell’elettronica

Ineos Grenadier, il ritorno del vero fuoristrada: contro la moda dell’elettronica

Telaio a longheroni, interni funzionali e autentiche capacità off-road: la prova dell’INEOS Grenadier, il fuoristrada che sfida le mode dell’automotive moderno

Non ci sono più le macchine di una volta, si dice spesso. Quelle robuste, efficaci. Non da fighetto. Quelle solide. Ma è davvero così? Non proprio. Abbiamo infatti provato l’Ineos Grenadier, un 4×4 di una volta. Voluto dal suo creatore, sir Jim Ratcliffe, per rimpiazzare il Defender, dopo che Land Rover aveva deciso di ritirarlo dal mercato. Era il 2016.

A partire da quell’anno, Ratcliffe (che tra le altre cose è uno degli uomini più ricchi del Regno Unito) si dà da fare per costruire un nuovo fuoristrada. Sceglie i materiali migliori. Il risultato? Un 4×4 dal design chiaro, semplice e immediato. L’Ineos Grenadier è un classico. Non ha tempo. Perché le sue linee non ce l’hanno. Non ci sono fronzoli, ma solo sostanza. E tanta. La carrozzeria è squadrata per massimizzare l’efficienza di carico. Tutto è studiato fin nei minimi dettagli per ottenere il risultato migliore: le ruote sono posizionate alle estremità del telaio per ridurre gli sbalzi della carrozzeria e ottimizzare le doti in fuoristrada. Ed è proprio il telaio uno dei punti di forza della Grenadier: a longheroni a sezione scatolata. Semplice, robusto e stabile, è stato progettato per sopportare le condizioni più estreme,

chilometro dopo chilometro. La sua sezione d’acciaio dallo spessore fino a 3,5 mm è garanzia di una rigidità eccellente.

E gli interni? Stessa filosofia: funzionali, intuitivi e confortevoli. Al contrario della gran parte di oggi, preferiscono l’analogico al posto del digitale, con pulsanti ben distanziati, indicazioni d’uso chiare e interruttori di grandi dimensioni nel sistema di controllo centrale e nei comandi

nel padiglione ispirati alle cabine di pilotaggio degli aerei. E sapete perché? Perché si possono – anzi: si devono, visto che il suo habitat naturale è lo sterrato – utlizzare con i guanti. E questo è molto più facile con l’analogico. Ma questa macchina ha una pecca? Sì, lo sterzo. Il diametro di sterzata (da marciapiede a marciapiede) è infatti di 13,5 metri.

Abbiamo provato la Grenadier in ogni contesto. Strade urbane, extra urbane e anche sterrate. E va ovunque. In ogni contesto. E con lo stesso stile di sempre, nonostante la giovane età.

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