Calcio

Messi, re del Pallone d'Oro (meritato anche se...)

L'argentino nella leggenda: sesto trionfo, scavalcato Ronaldo. Eppure era l'anno del Liverpool

messi pallone oro 2019

Giovanni Capuano

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Leo Messi ha vinto il Pallone d'Oro 2019, il sesto della sua carriera. Un trionfo che lo rende il calciatore più titolato della storia scavalcando Cristiano Ronaldo, terzo e rimasto in Italia senza assistere all'apoteosi del suo rivale.

La Pulce è il re del Pallone d'Oro. Lo ha vinto all'inizio della sua storia (2009), si è ripetuto in serie quando il format è cambiato ed è finito sotto l'egida della Fifa ed è tornato ad alzarlo anche adesso che ha compiuto il percorso inverso, di nuovo a France Football e con il vecchio metodo di voto. Significa che la sua grandezza è riconosciuta universalmente ed è capace di proiettarlo anche oltre la semplice contabilità dei traguardi della singola stagione.

messi pallone oro 2019

– Credits: EPA/YOAN VALAT

La premessa serve per dire che questo Pallone d'Oro di Messi è forse il meno meritato insieme a quello del 2010, l'anno del Triplete dell'Inter che non valse nemmeno un posticino sul podio a nessuno dei nerazzurri. Il trionfo del Liverpool nella Champions League e la cavalcata dei Reds nella prima fase della Premier League, dominata come mai in passato, avrebbero suggerito un esito differente.

Vedere il fenomenale difensore olandese Van Dijk (secondo), il guizzante Mané (quarto) e Salah (quinto) a fargli da spalle, rafforza l'idea che il premio sarebbe dovuto volare in direzione Anfield, se non altro per rispetto dello schiacciante 4-0 con cui il Liverpool si è liberato di Messi e compagni nella semifinale della passata Champions League.

E' andata diversamente. Sostenere che Messi non lo meriti rischia di cadere nell'eresia. Dire che i risultati del campo debbano pesare di più nell'urna è, invece, una considerazione che dovrà aiutare anche il Pallone d'Oro a crescere ulteriormente. E' vero che l'era di Leo e CR7 (11 vittorie in due negli ultimi 12 anni) sta finendo per colpa della carta d'identità, però è auspicabile un ritorno al passato quando a vincere era chi nell'annata aveva lasciato il segno nelle partite che contano davvero: Mondiale, Europeo (o Copa America) e Coppa dei Campioni o Champions League.

In ogni caso, vinto Messi, tutti in piedi per applaudirlo levandosi il cappello. Nel discorso dopo la premiazione ha fatto riferimento, lui per primo, al tempo che passa e alla necessità di gustare fino in fondo il momento. Non vinceva dal 2015. Ha deciso che non era arrivata l'ora di abdicare.

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