Calcio

Tesoro Champions League: quanto hanno incassato i club dal 1992 al 2018

Il Real Madrid arricchito da 778 milioni di euro di premi e diritti tv Uefa. Poi Bayern Monaco e Barcellona davanti alla Juventus. Milan, Roma e Inter nella Top20

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Giovanni Capuano

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La Champions League è il tesoro che tutti i club d’Europa inseguono a costo di sacrifici ed investimenti. Vincerla regala prestigio, ma anche la sola partecipazione garantisce incassi da decine di milioni di euro che hanno scavato un solco tra le big e le altre. Lo dimostra la classifica di quanto hanno incassato le società dal 1992-1993, data di introduzione della nuova formula: in testa c’è il Real Madrid con 778,1 milioni. Un tesoro su cui i madrileni hanno costruito una buona parte della loro grandezza.

L’avvertenza è che i ricavi da Champions League sono cresciuti in maniera esponenziale con il passare delle stagioni. Basti pensare che il trionfo di Atene nel ’94 garantì al Milan la miseria di 6,1  milioni mentre il Real Madrid è tornato da Cardiff con 81 e la Juventus è stata capace di spingersi sino a 110,4 grazie al meccanismo del market pool.

L’altro lato della medaglia di questa ricchezza è il gap, confermato anche dalla classifica dei ricavi dal 1992, che si è scavato tra le grandi costantemente iscritte alla fase finale e chi non è riuscito a innescare il meccanismo virtuoso. Una stortura su cui l’Uefa lavora per evitare che gli attuali rapporti di forza siano cristallizzati per sempre con impossibilità per chiunque ad inserirsi nel lotto delle migliori e più ricche.

Quanto hanno incassato i club nel 2017-2018

L'ultima Champions League prima della riforma che ha scritto il format in vigore fino al 2024 ha distribuito complessivamente 1,4 miliardi di euro tra premi e market pool televisivo. La parte del leone l'ha fatta il Real Madrid che a Kiev ha conquistato il terzo successo consecutivo staccando un assegno complessivo da 88,6 milioni di euro.

Sul podio dei guadagni la Roma semifinalista con 83,8 e il Liverpool arrivato alla finale (81,2). Poi la Juventus con 80,05 milioni nonstante il ko ai quarti di finale e il dato non deve sorprendere perché la vecchia distribuzione, molto ricca alla voce market pool, ha favorito spesso i bianconeri che hanno dovuto dividere la torta (molto sostanziosa) con una o due squadre al massimo essendo le altre italiane non partecipanti alla competizione.

Nella Top10 anche Bayern Monaco (70,5), Chelsea (65,1), Manchester City (63,8), Paris Saint-German (62), Tottenham (61,3) e Barcellona (57,4).

Il Napoli, eliminato dopo la fase a gironi e retrocesso in Europa League dove è uscito ai sedicesimi per mano del Lipsia, si è fermato a 38,9 cui ne ha aggiunti 1,2 per il turno nella manifestazione minore (0,5 per bonus partecipazione e 0,7 per diritti tv). Contando anche i premi di Europa League (17,2 milioni alla Lazio, 13,9 al Milan e 12,2 all'Atalanta) l'Uefa ha riversato sul calcio italiano 247,5 milioni di euro di cui 203 dalla sola Champions.

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– Credits: CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images

La Juventus alle spalle delle grandi

Sul podio della classifica di ricavi da Champions League dalla stagione della sua nascita nel nuovo format (1992-1993) a oggi comanda la Spagna che occupa due delle prime tre posizioni con Real Madrid (al primo con 778,1 milioni) e Barcellona (terzo con 693,6). In mezzo c'è il Bayern Monaco (743,9) e non bisogna stupire perché, vittorie a parte, sono tre club che sono stati quasi sempre presenti.

Il Real Madrid si è presentato ai nastri di partenza ben 22 volte in 26 e non resta fuori addirittura dal 1997-1998. Il Barcellona ha saltato un giro nel 2003-2004 e c'è stato 22 volte mentre i tedeschi del Bayern Monaco si fermano a 21 partecipazioni su 26 (ultima assenza nel 2007-2008). La continuità è l chiave per arricchirsi con i premi Uefa: esserci anche in stagioni in cui non si ha la competitività per arrivare fino in fondo continua a generare ricavi, investimenti sul mercato e nuove partecipazioni.

Proprio la mancanza di continuità penalizza i club italiani. Non è un caso che a spiccare sia la Juventus (18 presenze su 26) che ha messo insieme un tesoro da 685,2 milioni di euro ed è al quarto posto. I bianconeri hanno ampiamente recuperato le due stagioni senza Champions causa Calciopoli (2006-2007 e 2007-2008) e ammortizzato le difficoltà del biennio 2010-2012 grazie a un market pool letteralmente esploso dal 2014 grazie all'assenza di altre italiane: 347 dei 685 milioni totali (49%) sono stati ricavati nelle ultime quattro edizioni favorite dai ko nei preliminari di Napoli, Lazio e Roma.

Dietro alla Juventus c'è il Milan (8° con 412,1 milioni di euro) malgrado l'assenza che dura dal 2014-2015: in tutto 17 partecipazioni su 26. New entry nella Top10 la Roma (10° con 390 milioni e sole 11 presenze ma quasi tutte concentrate nel periodo più ricco) mentre è temporaneamente uscita dalla Top15 l'Inter (18° con 281,9 milioni). I nerazzurri sono rientrati quest'anno dopo un periodo di assenza che durava dal 2011-2012 e nella stagione del Triplete, in cui i diritti tv non erano ancora esplosi al livello attuale, si sono dovuti accontentare di un assegno da 49,2 milioni. Pochi per i parametri odierni.

Ecco la classifica dei ricavi da Champions League (1992-2018)

Ecco la classifica completa delle prime 20 posizioni. I dati sono ricavati dai comunicati Uefa che ogni anno informano sulla distribuzione dei premi e dei diritti tv alle partecipanti alla Champions League:

Real Madrid (Spagna) 778,1 milioni di euro

Bayern Monaco (Germania) 743,9

Barcellona (Spagna) 693,6

Juventus (Italia) 685,2

Manchester United (Inghilterra) 608,4

Chelsea (Inghilterra) 595,3

Arsenal (Inghilterra) 558,3

Milan (Italia) 412,1

Psg (Francia) 397

Roma (Italia) 390

Lione (Francia) 362,7

Manchester City (Inghilterra) 338,4

Borussia Dortmund (Germania) 321,8

Liverpool (Inghilterra) 314

Atletico Madrid (Spagna) 299,2

Porto (Portogallo) 292,3

Olympiacos (Grecia) 284,6)

Inter (Italia) 281,8

Il Napoli ha raccolto dal 2010 a oggi la somma di 171,3 milioni di euro. Non è nell'elite dei ricchissimi, ma la presenza con discreta costanza dell'era De Laurentiis sta dando al club campano le risorse per restare ad alto livello.

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