C’è una soglia che, nel 2026, rischia di diventare una delle più cercate dalle famiglie italiane: 35mila euro di ISEE. Una cifra che non riguarda soltanto chi si trova nelle fasce economicamente più fragili, ma anche quella parte di ceto medio che spesso resta sospesa in una zona grigia, convinta di essere automaticamente esclusa da ogni agevolazione e invece ancora dentro il perimetro di diversi sostegni pubblici.
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ormai entrato nel linguaggio quotidiano di chi deve fare domanda per bonus, contributi e prestazioni sociali, continua a essere la chiave d’accesso a molte misure pensate per alleggerire le spese delle famiglie. Il punto, però, è che non esiste una soglia unica valida per tutto. Ogni bonus ha regole, importi e limiti diversi. Alcuni arrivano fino a 40mila euro, altri si fermano prima, altri ancora prevedono contributi decrescenti in base alla fascia economica.
Per chi ha un ISEE fino a 35mila euro, dunque, il 2026 offre ancora diverse possibilità: dall’Assegno unico universale al bonus nido, dal bonus nuovi nati al sostegno per i libri scolastici, fino al bonus psicologo. Una mappa di aiuti che vale la pena conoscere, perché spesso la differenza tra ricevere un contributo e perderlo sta semplicemente nel sapere di poterlo chiedere.
Assegno unico universale: il sostegno per le famiglie con figli
Il primo aiuto da considerare è l’Assegno unico universale, il contributo economico destinato alle famiglie con figli a carico. La misura viene riconosciuta per ogni figlio fino al compimento dei 21 anni, purché ricorrano determinate condizioni, e senza limiti di età nel caso di figli con disabilità.
L’importo non è uguale per tutti. Varia in base alla condizione economica del nucleo familiare, calcolata attraverso l’ISEE, ma anche in base all’età dei figli, al loro numero e all’eventuale presenza di disabilità.
Nel 2026, l’assegno va da circa 58 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima, fissata a 46.582,71 euro, fino a 223 euro per la fascia ISEE più bassa, pari a 17.468,51 euro. Chi ha un ISEE sotto i 35mila euro rientra quindi nel sistema di calcolo agevolato e può ottenere un importo superiore al minimo.
Bonus nido: fino a 3.600 euro per le rette
Tra le misure più importanti per le famiglie con figli piccoli c’è il bonus nido, pensato per sostenere le spese legate alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati. Il contributo può essere utilizzato anche per forme di supporto presso l’abitazione nel caso di bambini sotto i tre anni affetti da gravi patologie croniche.
Sono ammessi al bonus i servizi come nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare. Restano invece esclusi servizi ricreativi, pre-scuola, post-scuola e centri per bambini e famiglie.
Gli importi cambiano in base alla data di nascita del minore e al valore dell’ISEE. Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, il bonus arriva a 3.600 euro con ISEE pari o inferiore a 40mila euro. Una soglia che comprende pienamente chi si trova sotto i 35mila euro. L’importo viene erogato in undici mensilità: dieci rate da 327,27 euro e una da 327,30 euro.
Per i bambini nati prima del 1° gennaio 2024, il bonus è invece pari a 3mila euro con ISEE fino a 25.000,99 euro, scende a 2.500 euro per ISEE compresi tra 25.001 e 40.000 euro, e si riduce a 1.500 euro per chi supera i 40mila euro o non presenta l’ISEE.
Bonus nuovi nati: mille euro una tantum
Nel pacchetto degli aiuti accessibili con un ISEE sotto i 35mila euro rientra anche il bonus nuovi nati, un contributo una tantum da 1.000 euro destinato alle famiglie dei bambini nati, adottati o in affidamento preadottivo nel corso del 2026.
Il periodo di riferimento va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e il bonus viene riconosciuto per ogni figlio, a condizione che siano rispettati i requisiti previsti. Per richiederlo è necessario essere in possesso di un ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione relativo al minore per il quale si presenta domanda.
La soglia prevista è pari a 40mila euro, calcolata al netto degli importi dell’Assegno unico e universale. Anche in questo caso, quindi, chi ha un ISEE fino a 35mila euro rientra tra i potenziali beneficiari.
Bonus libri scolastici: attenzione alla soglia dei 30mila euro
Diverso il caso del bonus libri scolastici, misura pensata per sostenere le famiglie nell’acquisto dei testi per gli studenti delle scuole superiori. Qui la soglia ISEE è più bassa: il limite è fissato a 30mila euro.
Questo significa che non tutte le famiglie con ISEE fino a 35mila euro possono accedervi, ma soltanto quelle che restano sotto il tetto previsto. Il contributo, gestito dai Comuni e finanziato attraverso un fondo complessivo da 20 milioni di euro, può essere utilizzato per acquistare libri di testo cartacei, e-book, materiali digitali e altri strumenti didattici.
La misura riguarda gli studenti di licei, istituti tecnici e istituti professionali, sia pubblici sia paritari. Per molte famiglie rappresenta un aiuto concreto in uno dei momenti più costosi dell’anno scolastico, quando la spesa per libri e materiali può pesare in modo significativo sul bilancio domestico.
Bonus psicologo: fino a 1.000 euro, ma cambia in base all’ISEE
Il bonus psicologo resta una delle misure più rilevanti sul fronte del benessere mentale. Può essere richiesto con un ISEE fino a 50mila euro, ma l’importo riconosciuto cambia in base alla fascia economica.
Per un ISEE compreso tra 15.001 e 30.000 euro, il contributo può arrivare fino a 1.000 euro. Per chi invece si colloca tra 30.001 e 50.000 euro, il tetto massimo scende a 500 euro. Ogni seduta può essere rimborsata fino a 50 euro.
Chi ha un ISEE fino a 35mila euro può quindi accedere alla misura, anche se l’importo dipenderà dalla fascia specifica in cui rientra. Il bonus deve essere utilizzato entro 270 giorni dall’approvazione della domanda e il percorso deve iniziare entro 60 giorni.
In un periodo in cui l’accesso ai servizi psicologici comporta spesso costi elevati, il contributo può coprire una parte importante della spesa, soprattutto per chi rinvia l’inizio di un percorso proprio per ragioni economiche.
Perché controllare l’ISEE può fare la differenza
Il punto centrale, nel 2026, è che avere un ISEE fino a 35mila euro non significa automaticamente ottenere tutti i bonus, ma consente di entrare nel perimetro di molte agevolazioni. Alcune misure prevedono soglie più alte, come il bonus nido e il bonus nuovi nati; altre più basse, come il bonus libri scolastici; altre ancora, come il bonus psicologo, graduano l’importo in base alla fascia economica.
Per questo aggiornare l’ISEE e verificare con attenzione i requisiti di ogni misura diventa fondamentale. Non solo per le famiglie con redditi bassi, ma anche per quei nuclei che, pur non rientrando nelle fasce più fragili, possono comunque accedere a contributi utili per figli, scuola, salute e cura.
Nel linguaggio freddo della burocrazia si chiamano prestazioni agevolate. Nella vita quotidiana, molto più semplicemente, sono soldi che possono restare nelle tasche delle famiglie. E nel 2026, per chi ha un ISEE fino a 35mila euro, vale la pena sapere dove cercarli.
