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Blardone: "Vi racconto il mio podio da record in Giappone"

A 36 anni è diventato il più "anziano" sciatore italiano a chiudere una gara del Mondiale tra i primi tre

Ragazzi che emozione, dopo quattro anni dalla vittoria di Crans Montana, tornare sul podio! È successo nella gara giapponese di Yuzawa Naeba, una gara indimenticabile che mi ha regalato il terzo posto e il miglior tempo di manche. L’esperienza di essere un veterano degli sci sicuramente mi ha aiutato e in fondo non è così male: ora ho anche il record di atleta più "anziano", a 36 anni, mai salito sul podio nella storia dello sci alpino italiano.

Già nei giorni prima della gara mi sentivo bene, in forma. Studiare e prendere dimestichezza con la neve giapponese è stato utile: negli allenamenti in pista avevo buone sensazioni, gli sci rispondevano bene sul manto nevoso così diverso dal nostro e anche il cronometro … ma si sa, la gara poi è un’altra cosa!

La mattina della gara mi sono concentrato e ho sfoderato tutta la determinazione possibile. Dopo la prima manche, nonostante condizioni difficili perché faceva molto caldo, le sensazioni sono state confermate: buon feeling coi materiali e l’esperienza dell’età, che mi ha permesso di “domare” la neve e di capire dove potevo e dovevo rischiare.

Nella seconda manche ho dovuto essere più concentrato, più scaltro, tirare fuori tutta l'esperienza e la raffinatezze tecniche possibili, e così è stato. Lo sci ha risposto ottimamente e quando al traguardo voltandomi, ho visto il vantaggio sul secondo, ho capito davvero di aver fatto qualcosa di buono! Via via che gli altri atleti scendevano, quella sensazione si trasformava in una speranza di vittoria, l'emozione cresceva fino a quando non è esplosa con il fine gara.

Emozione, commozione, soddisfazione e una sola parola: podio! Tanto lavoro, quello di questi ultimi anni, ripagato da una gioia immensa e dall’amore infinito per questo sport. Il mio primo pensiero è andato alla mia famiglia, a mio figlio Alessandro, cui da tre anni volevo dedicare una vittoria, alla nuova arrivata Ginevra e a mia moglie Simona: proprio a loro ho dedicato il mio podio.

Delle emozioni uniche, quelle provate in Giappone, che porterò sempre con me. Non solamente per il podio, soprattutto per il calore e le dimostrazioni di stima e affetto che ho sentito intorno, le parole di tutti i colleghi, i compagni italiani e stranieri che si sono prodigati in complimenti, abbracci ed applausi infiniti. Tutti si sono stretti intorno a me, quasi come se il vincitore della gara fossi stato io! Provo ancora i brividi: me lo ricorderò per sempre!

In fondo, nonostante sia il “vecchietto” degli sci, sono pienamente soddisfatto di quanto fatto finora. Non nascondo il desiderio di regalarmi ancora qualche bella soddisfazione in Coppa del Mondo, per poi chiudere in bellezza … un futuro tutto nuovo mi attende!

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