29 ottobre - 4 novembre: le bomberate della settimana
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29 ottobre - 4 novembre: le bomberate della settimana

I 5 migliori colpi a effetto, inclusa la doppietta di De Ceglie, che hanno particolarmente colpito la community di "Chiamarsi Bomber"

Bomberata n°5: i tweet delle mogli (signora Nainggolan in testa)

Ansa

Le società multano i calciatori se sbagliano una “twittata”? Non c’è problema: ci pensano le mogli. Questa nuova moda, orgogliosamente tutta made in Italy, ma interessante come una soap opera venezuelana, vede tra le maggiori esponenti le consorti di Agnelli (più in forma di Rocchi nell’immediato post partita di Juve-Roma), di Antonini (particolarmente rancorosa nei confronti di mister Allegri), di Pazzini (in difesa del marito al quale vengono preferiti finti o ex-centravanti) e di Cassano (che attacca addirittura il Bobone nazionale, una sorta di blasfemia sul suo social punto di forza). Ma tra tutti questi indimenticabili tweet delle wags, ci sentiamo di premiare quello della moglie di Nainggolan (nella foto sopra con il consorte) di qualche tempo fa: "Smettetela di andare dietro ai calciatori sposati #cagne". 

Bomberata n°4: la doppietta di De Ceglie

Chiamarsi Bomber

Il 2006 fu l’anno di ricostruzione della Juventus, che partì dalla Serie B dopo i tristi fatti di calciopoli. Di quella squadra si ricordano i big scesi in B (Da Buffon a Del Piero), alcuni fenomeni che ancora oggi provocano prurito nelle mani dei tifosi juventini (Boumsong) e i giovani della “cantera” bianconera: Giovinco, Marchisio e Paolo De Ceglie. Di quest’ultimo si auspicava un futuro come “nuovo Nedved”: della furia ceca Paolino aveva la stessa zazzera lunga, quindi probabilmente lo stesso parrucchiere, ma sinceramente poco altro. Ancora di proprietà della Juve, De Ceglie non è riuscito a sfondare a Torino, ma sabato sera ha reso i tifosi bianconeri felici come mai aveva fatto durante la sua militanza sotto la Mole: una doppietta contro gli eterni rivali interisti. Per l'interrogativo tecnico-tattico di Mazzarri a fine partita: “Ma se papà De Ceglie nel 1986 si fosse messo il preservativo?”.

Bomberata n°3: il cinese di Lippi (o Lippi il cinese)

Getty Images

L’ex tecnico campione del Mondo vince il terzo scudetto di fila in Cina e lascia la panchina del Guanghzou dopo averlo reso EverGRANDE. Non dev’essere stato facile per un purosangue toscano come Lippi abituarsi alla vita in Oriente, eppure è riuscito a portare la sua squadra a vincere tutto il possibile (pure una Champions d’Asia) fin da subito. Probabile, conoscendo il personaggio, che non abbia imparato una sola parola di cinese e ci piace pensare che un interprete di un calciatore un giorno gli abbia detto “Il presidente ha detto che lui deve giocare”, con successiva pronta risposta dell'ex-ct: “Strano, a me non ha detto niente”. 

Bomberata n°2: il 4-4-2 di Benitez

Benitez sulla panchina del Napoli Getty Images

Abbiamo anche pensato che quella di Rafa potesse essere una tattica a fini dimagranti: accumulare una tale dose di stress, tra eliminazione in Champions e partenza in Campionato con ritardo degno degli sfidanti di Bolt nelle eliminatorie, da non riuscire più a mordere nemmeno mezzo babà. Ma dato che fisicamente non notiamo cambiamenti, probabilmente c'era dell'altro che sta andando a posto partita dopo partita. Con Benitez che può continuare con il suo vincente 4-4-2, inteso come numero di porzioni per singola portata, dall'antipasto al dolce.

Bomberata n°1: il goal di "El Bati"

Getty Images

Joaquin Larrivey arrivò in Sardegna nell’agosto del 2007, preceduto da un soprannome particolarmente di buon auspicio, “El Bati”, per la sua somiglianza con Batistuta. Presto però si capì che la somiglianza era solo estetica: il centravanti argentino terminò la sua prima folgorante stagione con il bottino di un goal e per di più segnato all’ultima giornata di Campionato. Pazienti, a Cagliari gli diedero un'altra possibilità, salvo poi spedirlo in prestito in Argentina nel 2009 con un volo pagato da Cellino, che se lo vide poi di nuovo recapitare sull'isola nel 2011. Altre due parentesi in rossoblù per un totale di 10 reti in 57 partite e una denuncia da parte di Batistuta per uso indegno del soprannome. Fino all'ultimo weekend, quando “El Bati” segna il goal che permette al Celta Vigo di battere il Barcellona al Camp Nou. Chi l’avrebbe mai detto che quel paracarro…

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