Società

Milano, il via i giorni della Moda Uomo 2019

27 sfilate, decine di eventi, nella capitale della moda. Si comincia con Ermenegildo Zegna

Dirk Bikkembergs: un mix unico

Antonella Matarrese

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Spenti i riflettori sulla 95esima edizione di Pitti Immagine Uomo a Firenze, la transumanza del popolo della moda si sposta a Milano dove oggi ha inizio  la fashion week che porterà in passerella le collezioni per il prossimo autunno inverno 2019 2020.
“Più che una settimana si può parlare di un lungo weekend” interviene Carlo Capasa, il presidente della Camera Nazionale della Moda, mettendo le mani avanti per difendersi da coloro che accusano una evidente povertà di calendario. “Bisogna considerare Firenze-Milano un unicum di proposte per lo stile maschile, in fondo gli addetti ai lavori ne sono consapevoli. Inoltre, le cose stanno cambiando e non si può più ragionare sempre negli stessi termini” conclude Capasa.
Certo, il fatto ch diverse maison abbiano deciso di concentrare in un unico show le collezioni uomo e donna e di sfilare contemporaneamente ha indebolito il calendario, altri brand sono espatriati a Parigi oppure a New York e i nuovi esordi non sono così numerosi da infittire gli appuntamenti di moda maschile. Detto questo, è indubbio che si debba  riflettere sulla necessità di ripensare un ritmo e una ritualità, forse, anacronistiche per la velocità dei tempi.
Tuttavia tornando al calendario (11/14 gennaio 2019) le sfilate saranno in tutto 27, 16 invece le presentazioni e 18 gli eventi. Non mancano gli esordi di giovani designer con brand come Magliano di Luca Magliano, United Standard di Giorgio di Salvo, Numero OO fondato da Valerio Farina, tutti sostenuti dalla Camera Nazionale della Moda che li farà sfilare negli spazi di Base in via Tortona. Presenteranno per la prima volta le loro collezioni anche Danilo Paura, Alessandro Pagliacci, Sergio e Sebastiano Guardi coautori di Barbanera, sempre con il supporto di CNM. Un impegno importante per la moda italiana che necessita di ossigeno e nuove energie creative.
E se la presenza di brand stranieri come il coreano Spyder e il giapponese Bed J.W. Ford fa ben sperare, un po’ di perplessità suscita la decisione di Giorgio Armani di sfilare solo con Emporio in vista di un mega evento in febbraio in concomitanza con le sfilate femminili.
Intanto questa sera, alle 20,30 si inizia con Ermenegildo Zegna che ha scelto come location per la sua sfilata la Stazione centrale, un luogo fortemente simbolico.
“Abbiamo deciso di sfilare qui non per affinità con l’architettura ma perché questo è un luogo di passaggio, un crocevia di culture e di appartenenze diverse che rispecchiano la mia visione inclusiva della moda” racconta Alessandro Sartori direttore artistico della maison. Una scelta con una valenza anche politica? “Direi di si, ognuno nel suo ambito è invitato a dire la sua su quello che sta accadendo nel nostro Paese” risponde Sartori a Panorama

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