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Società

Maturità 2015, come sopravvivere ai commissari esterni

Il Miur ha diffuso i nomi dei professori che giudicheranno i maturandi. Ecco le cinque categorie più "pericolose"

1. Il pignolo

I nomi dei tanto temuti commissari esterni per la maturità 2015 sono stati diffusi. Ogni istituto superiore ha ricevuto oggi dal Miur l'elenco completo di coloro che, insieme ai professori di ruolo, giudicheranno gli studenti nel corso della prova orale. Il commissario esterno è lo spauracchio degli spauracchi. Nel corso dell'esame di maturità perfino il profilo arcigno della prof di Fisica o l'occhialetto minaccioso dell'insegnate di Greco assumeranno contorni "amici" e famigliari a confronto del punto interrogativo che si chiama commissario esterno, il prof che con un colpo di bacchetta magica rischia di rovesciare l'esito dell'orale a causa di una domanda sbagliata o di un'idiosincrasia umana insormontabile. 

Entro l'enciclopedia delle tipologie umane, però, il portale Skuola.net ha stilato la classifica dei 5 tipi di commissari esterni più temuti dagli studenti, a partire dal prof pignolo. Si tratta di quel docente che, dopo aver ascoltato la tua risposta scuote la testa e ti ammonisce puntualizzando l'ovvio, ricamando su sfaccettature linguistiche, imperfezioni tecniche e altre sottili mancanze nella tua performance.

Non si tratta di vuoti sostanziali ma di sottolineature ondulate a matita rossa, quelle che in uno scritto sarebbero solo imprecisioni che, però, davanti al commissario, diventano macigni. Difficile trovare l'antidoto al prof pignolo. Di certo la ricetta per sopravvivere è quella di non ribattere e di ammettere la propria mancanza per quanto lieve possa apparire ai vostri occhi. Ricordate: l'obiettivo è sopravvivere.

2. Quello giovane

A pelle, il suo aspetto giovanile, lo rende simpatico e lo si sente più vicino, ma il prof giovane è un'arma a doppio taglio. Fresco di studi non si accontenterà di una semplice risposta, ma pretenderà argomentazioni complesse e consapevolezze gnoseologiche sullo scibile umano degne della Treccani.

L'esercizio del dubbio sarà la sua arma per mettere alla prova le vostre capacità di analisi eseguendo una vivisezione accurata della vostra tesina per accertare che tutto, ma proprio tutto, sia frutto del vostro brillante cervello di promesse universitarie.

Con lui non andate a spulciare tra le nozioni acquisite, ma cercate di sforzare il cervello e di non essere scontati, potrebbe essere un esercizio utile e creativo che vi servirà anche fuori dalla scuola.

3. Il monarca assoluto

Il monarca assoluto fa il suo ingresso in aula ad ampie falcate, mette in soggezione tutti, non solo gli studenti, ma anche i colleghi professori. E' il Re Sole della maturità. Sa di avere potere di vita e di morte sugli studenti e lo esercita senza mezze misure.

La sua sola presenza in classe moltiplica l'ansia e il senso d'inadeguatezza. Consapevoli che anche la più sopraffina delle risposte non sarà mai alla sua altezza bisogna giocare d'astuzia e mostrarsi "sudditi".

Lui, dall'alto della sua esperienza, va oltre il programma, annusa lo studente e ne percepisce guizzo ed intelligenza. Fatevelo amico e avrete il diploma in tasca.

4. Il rancoroso

Il rancoroso è la specie peggiore. E' un prof che, di solito, insegna una materia non basilare nel programma di studi e vive della sindrome dell'ultimo della classe.

Poter godere del potere di essere commissario esterno ne affida la perfidia e si eleva a rango di Catone dei maturandi. Occhio perchè scivolare sulle trappole tese ad hoc è fin troppo facile e pericoloso. Siate furbi: risposte brevi ed ineccepibili, pochi voli pindarici e non fate trapelare di temerlo. Sono come i leoni: se annusano l'odore della paura attaccano.

5. Il politicizzato

Che sia progressista o conservatore, cattolico o ateo poco conta. Il prof politicizzato crede in un'ideologia e tanto basta. Guai a mostrarsi "pares inter pares", per quanto lui possa apparire alla mano, il prof è comunque il "primus" e il suo pensiero, a prescindere, vale doppio rispetto al vostro anche se non ve lo fa apparentemente comprendere.

Non esponetevi, annuite, fate capire - s'intende, con classe- che la pensate come lui. Fa niente se non è vero, fa nulla se i vostri valori di diciannovenni sono granitici e si scontrano con quelli della persona che avete davanti.

Con la maturità vi affacciate al mondo degli adulti, un universo dove la parola "compromesso" è basilare come il termine "faccia tosta" e un diploma vale bene una lezione su entrambe le cose.

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