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Società

L'eredità di Amy Winehouse è la lotta per prevenire le tossicodipendenze

La charity che porta il nome della cantante è stata voluta dai genitori dell'artista e lavora sulle cause che spingono i giovani a drogarsi

Sensibilizzare i giovani già dalla scuola e andare a lavorare sull'autostima la cui assenza più facilmente causa la caduta nella dipendenza da alcool e droga. E' questa la mission della Amy Winehouse Foundation, la charity voluta dai genitori della cantante dopo la morte della giovane.

Si tratta di un centro di recupero per tossicodipendenti sui generis. Gli ex tossici sono chiamati a far visita nelle scuole per raccontare le proprie esperienze e il dramma della dipendenza da droghe.

A dirigere il programma di recupero è Dominic Ruffy, ex eroinomane che oggi aiuta i ragazzi a restare alla larga dai brutti giri.

"Durante i ricoveri di Amy - spiega Ruffy - molti tossicodipendenti dicevano che a scuola non avevano mai ricevuto alcun tipo di informazione su droga e alcol. E' per questo che Janis e Mitch Winehouse hanno voluto muoversi in questo senso. In classe si limitavano a dirci di non fare questo o quello, ma nessuno si interrogava sui sentimenti che provavamo".

Lavorare sulle cause che spingono i ragazzi ad essere sedotti dalle droghe, secondo la charity che porta il nome della cantante, è lo strumento giusto per prevenire il fenomeno.

La Winehouse Foundation lavora in sinergia con AddAction, un’altra charity, opera in undici regioni del Regno Unito e punta a raggiungere 250.000 alunni in cinque anni. 87 volontari sono già stati addestrati, altri 60 sono in formazione. 

 "Il programma di recupero è l'eredità che Amy ha lasciato - ha concluso Ruffy - Un luogo in cui i giovani si sentono sicuri, dove possono aprirsi e parlare di come si sentono"

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