Fabio Volo
Ansa/Daniele Mascolo
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Società

Le web bufale della settimana - Ep. 22

Le notizie più assurde apparse in Rete negli ultimi 7 giorni

1. La morte di Fabio Volo

Fabio Volo ufficio stampa

Ad inizizio settimana una falsa testata che ricopiava il logo di TgCom 24 ha lanciato la notizia della morte, in un incidente stradale, dell'attore e scrittore Fabio Volo. L'idea che a scrivere della morte fosse il sito di TgCom aveva fatto credere nella veridicità della bufala.

In realtà l'url dalla quale era partita la falsa notizia non ha niente a che vedere con quella ufficiale della testata Mediaset. TgCom ha prontamente smentito, ma la bufala era già virale con migliaia di condivisioni  in poche ore. Grazie al cielo Fabio sta bene, è un padre innamorato e felice e il suo ultimo libro va alla grande.

2. Chiamata alle armi

Chiamata alle armi Chiamata alle armi Twitter

Una lettera del Ministero della Difesa che chiamava alle armi tutti i giovani nati tra il 1980 e il 1986. La falsa missiva ha fatto tremare i trentenni italiani (e le loro mamme).

Si trattava di una presunta circolare che, con linguaggio sufficientemente tecnico da apparire reale, arruolava un'intera generazione in vista di un probabile terzo conflitto mondiale. Per fortuna si trattava solo di un fake forse partito dal Veneto e subito diventato virale. Per ora tutti a casa a studiare l'articolo 11 della Costituzione.

3. Preside di Rozzano

Preside di Rozzano Preside di Rozzano Twitter

La vicenda della presunta rimozione dei Crocifissi da una scuola di Rozzano, nel milanese, e il no ai festeggiamenti natalizi per non urtare le altre religioni aveva fatto il giro del mondo.

Il preside dell'istituto, Marco Palma, era stato allontanato dalla scuola in attesa di ispezioni, mentre la girandola mediatica metteva, puntualmente, alla gogna l'uomo accusandolo di aver ucciso in Natale.

In realtà era tutta una montatura e una distorsione. Gli ispettori regionali, dopo un sopralluogo, hanno, infatti, "scagionato" il Preside sostenendo che, nella sua condotta, non ci sono irregolarità.

Del resto lo stesso Palma aveva spiegato come erano andate le cose in una lettera. I crocifissi, aveva detto, non sono stati rimossi perchè, semplicemente, non c'erano.

Nessun concerto o presepe era stato tolto o cancellato. L'unico diniego, aveva concluso, era stato quello posto nei confronti dell'idea di alcune mamme che si erano proposte per insegnare in classe canti sacri. "A questo avevo detto no - spiegava Palma - e confemo la mia posizione".

Ora che gli ispettori gli hanno dato ragione spetta al Preside messo alla gogna decidere se tornare a Rozzano o meno.

4. Bimba perquisita all'Olimpico

Lo stadio Olimpico di Roma ANSA

In settimana era diventata virale in Rete la foto notizia di una bimba perquisita allo stadio Olimpico prima d'entrare a vedere la partita con i suoi genitori.

Di condivisione in condivisione l'immagine della piccola era comparsa sulle bacheche giallorosse di tutta Roma.

Peccato che le cose non siano andate esattamente così come ha dovuto spiegare il padre della bambina via Facebook. "Vi prego - ha scritto - di rimuovere la foto di mia figlia. Prima della partita la bambina ha visto i grandi mentre venivano perquisiti dalla polizia e ha voluto, per gioco, che anche lei lo fosse e l'agente in servizio, gentilmente, ha assecondato il desiderio di mia figlia".

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