Scadenza domani!!!
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Le 5 regole per smascherare una bufala sui social

L'ormai celebre "Scadenza domani" è solo una delle tante catene di Sant'Antonio che intasano la Rete

Dopo diversi giorni di viralità ormai pare chiaro a tutti. Il post che circola su Facebook circa l'imminente cambio delle regole sul fronte privacy e condivisione è bufala. Recitava lo status che è stato copiato e incollato migliaia di volte sulle bacheche:

"Scadenza domani!!! Tutto quello che avete postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Non costa nulla per un semplice copia e incolla, meglio prevenire che curare. Canale 13 ha parlato del cambiamento nella normativa sulla privacy di Facebook.
Io non do facebook o qualsiasi entità associata a facebook il permesso di usare le mie immagini, informazioni, i messaggi o i post, passato e futuro. Con questa dichiarazione, do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, trasmettere o prendere qualsiasi altra azione contro di me sulla base di questo profilo e / o il suo contenuto. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma). Nota: Facebook è ora un'entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta sarà tatticamente permettendo l'uso delle tue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato di profilo. Non condivido. Copia e incolla per stare sul sicuro".

Per gli addetti ai lavori è chiaro e lampante che si tratta dell'ennessima trappola attira clic partita da chissà quale ID, ma visto il successo che ha avuto sui wall anche di insospettabili contatti è meglio puntualizzare quali siano gli indizi che permettono di smascherare con una certa sicurezza l'eventuale bufala.

1. Il copia e incolla è inutile

Facebook 5 - Facebook - Valore stimato 52,6 miliardi di dollari, +44% sul 2015 iStock - scyther5

Il post che inizia con il famoso "Scadenza domani!!" è figlio e fratello di decine di analghi contenuti che non sono altro che catene di Sant'Antonio il cui scopo è quello di moltiplicarsi all'infinito grazie al meccanismo del copia e incolla.

Qualche tempo fa c'era il: "Un avvocato, mi ha consigliato di pubblicare questo:
A partire dal 30 ottobre, 2015 alle 09:19 ora italiana, non do a Facebook o gli enti associati a Facebook il permesso di usare le mie immagini, informazioni o pubblicazioni, sia del passato e il futuro. Per questa dichiarazione, do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o prendere qualsiasi altra azione contro di me in base a questo profilo e / o il suo contenuto. Il contenuto di questo profilo sono informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma). Nota: Facebook è ora un’entità pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi una dichiarazione almeno una volta, sarai tatticamente permettendo l’uso delle sue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato di profilo.
Non condividere. Devi copiare e incollare"

A sua volta parente del "Ora è ufficiale! E' apparso nei media. Facebook ha appena pubblicato il suo prezzo di entrata: 5,99 € per mantenere l’abbonamento gold del vostro status di vita “privata”. Se incolli questo messaggio sulla tua pagina, sarà offerto gratuitamente (ho detto incolla non condividere) altrimenti domani, tutte le tue pubblicazioni possono diventare pubbliche. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Dopo tutto, non costa nulla per un semplice copia incolla"

Premesso: Copiare e incollare un simile messaggio non serve assolutamente a nulla: nè da un punto di vista giuridico, nè sul fronte privacy.

Facebook ha regole precise e disponibili a tutti sotto alla voce impostazioni  e riguardano sia i diritti degli utenti sia quelli del social. Una rapida lettura toglierà ogni forma di equivoco. Qualora davvero il social dovesse cambiare le regole del gioco sarebbe tenuto a comunicarlo in forma ufficiale e di certo non con un post così zeppo di errori e luoghi comuni.

2. L'allarmismo

Troppo tempo online fa calare il rendimento scolastico e lavorativo E.D.Torial/Alamy/Olycom

Quando ci si trova davanti a simili post si possono evidenziare dei tratti comuni che permettono di sentire odore di bufala a metri di distanza. Il primo e più lampante è l'allarmismo e il sensazionalismo del messaggio. Già la presenza stessa di un'idea di catastrofe imminente deve far sollevare le narici ai ricercatori di bufale. In un mondo come il nostro dovessero avvenire rivolgimenti epocali lo si saprebbe comunque con un certo anticipo.

3. Attenzione alle fonti

facebook lavoro Christopher, Flickr

All'elemento del sensazionalismo e dell'allarmismo (fratello dei tanti "Non ci crederete mai"; e "I ricercatori ci hanno avvertito") va aggiunto un secondo dato e cioè l'approssimazione dei riferimenti. "Un avvocato mi ha detto"; piuttosto che "Ormai lo sanno tutti" e altre introduzioni populiste devono insospettire e non poco. Il giornalismo è basato sulla certezza e l'accuratezza delle fonti. Se diventa virale un post che esordisce con "Lo dicono tutti i media" c'è sotto qualcosa che non torna.

4. Date, luoghi, leggi e nomi sono inventati

Kārlis Dambrāns, Flickr

Spesso poi sulle bufale degli status (ma non solo) ci sono riferimenti a leggi che non esistono; a persone con nomi falsi o a luoghi inventati. Per arrivare allo smascheramento definitivo della falsa notizia è sufficiente cercare con Google il riferimento alla legge (O alla persona) in questione per capire di avere preso un granchio.

5. Difendersi è possibile, siate furbi!

Privacy Facebook Privacy Facebook Facebook

Proteggere la propria privacy è un diritto, ma non si può pensare di chiudersi nel proprio account girando il chiavistello.

Si fa sempre parte di un social network e bisogna accettarne le regole. Esistono filtri, scelte di condivisione e gruppi di amici che possono vedere questo o quel contenuto, ma se non si desira essere disturbati basta cancellarsi dal network o non iscriversi proprio. Se, poi, non volete che nessuno veda le vostre foto in bikini o quelle dell'ultima grigliata al mare semplicemente non mettetele!

6. La legge va studiata

Il monito del professore Il monito del professore Facebook

L'informatica giuridica esiste e studia proprio casi come questi e ancora una volta è stato il Prof. Guido Saraceni a ricordare l'ammonimento già dato ai suoi studenti tempo fa in occasione dell'ennesima bufala su Facebook. "Avviso agli studenti d'informatica giuridica - scriveva il professore - chi di voi ha pubblicato sul proprio profilo una sorta di autocertificazione di tutela della privacy è pregato di chiudere per sempre l'account Facebook, lasciare la facoltà di giurisprudenza e iscriversi a quella di Snack al formaggio"

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