Società

Johnny Depp: 95 milioni per Pirati dei Caraibi 5

Caches milionari e merchandise trasformano i grandi attori in Paperoni dello showbitz

Johnny-Depp-95-milioni-per-i-Pirati-dei-Caraibi-5

Johnny Depp/Jack Sparrow in una scena del film Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare (2011) – Credits: AP Photo/Disney, Peter Mountain

Altro che oceani da solcare alla ricerca di tesori perduti: a Johnny Depp basta una penna per ottenere un'autentica fortuna. Il Sun spiffera infatti che la firma del contratto per Pirati dei Caraibi 5 porterà nelle sue tasche qualcosa come 95 milioni di dollari. L'attore 49enne si conferma così fra i Paperon de' Paperoni di Hollywood, accanto a Tom Cruise, Will Smith e Jack Nicholson.

L'accordo stipulato da Johnny Depp prevede una paga per il lavoro sul set (cifra sicura, che probabilmente si aggira intorno ai 20 milioni), più un guadagno derivato dalla percentuale sugli incassi della pellicola e del merchandise. I 95 milioni finali rappresentano dunque una previsione, anche se ragionevole.

Questo tipo di contratto non è una novità, a Hollywood. Pare che tutto sia cominciato con Jack Nicholson, che lo adotta sin dalla metà degli anni Settanta per titoli come Qualcuno volò sul nido del cuculo e Missouri. Il botto lo fa nel 1989, quando per interpretare Joker nel Batman di Tim Burton accetta un salario più basso del previsto (6 milioni) in cambio di una percentuale sugli incassi al botteghino. Il travolgente successo della pellicola fa lievitare il suo compenso fino a 60 milioni.

La trovata di Nicholson viene imitata da altri, anche perché in questo modo i produttori riescono a limitare l'investimento iniziale e dunque il rischio d'impresa. Ovviamente questa opzione riguarda solo una sparuta minoranza di artisti, quelli che garantiscono un ritorno dell'investimento grazie al loro curriculum oppure alla loro importanza all'interno di un franchise.

Quest'ultimo è il caso di Johnny Depp, l'unico a cui i Pirati dei Caraibi non sembrano poter rinunciare. Non è un caso, dunque, se già il secondo e terzo film hanno affiancato al salario base una percentuale sugli incassi e sul merchandising. E sebbene sia sempre difficile avere dati certi, perché nessuno vuole farti sapere quanto guadagna, pare che tutto ciò abbia portato nelle tasche di Jack Sparrow qualcosa come 150 milioni di dollari.

Prima di perdere qualche colpo, anche Will Smith valeva contratti da nababbo e ai tempi di Men in Black 2 (2002) e Bad Boys 2 (2003) si fece pagare 20 milioni subito più il 10% sugli incassi del primo e il 20% su quelli del secondo. Si ipotizzano totali da 62 milioni per gli uomini in nero e 73 per il secondo Bad Boys.

Anche Tom Cruise rientra nel gruppo degli sceicchi di Hollywood e a differenza di Will Smith non ha praticamente mai smesso di ottenere percentuali aggiuntive sin dai tempi di Rain Man (1988). Nel suo caso, però, è difficile avere dati certi su cui ragionare. In generale si parte sempre con salari fra i 20 e i 25 milioni di dollari, e nel caso di Vanilla Sky si vocifera di un'aggiunta pari al 30% dei profitti.

Stando a quello che trapela da Hollywood, tutti gli altri mangiano la polvere: una superstar come Brad Pitt pare abbia ottenuto una percentuale aggiuntiva solo nel caso di Ocean's Eleven (10 milioni di salario, più 20 a seguire), mentre le donne devono "accontentarsi" dei milioni ricevuti subito.

P.S.: le cifre indicate sono al lordo delle tasse e delle percentuali dovute agli agenti. Son comunque soldoni, ma un po' meno.

© Riproduzione Riservata

Commenti