Graffiti sulla muraglia cinese, ora si può
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Graffiti sulla muraglia cinese, ora si può
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Graffiti sulla muraglia cinese, ora si può

Le autorità di Pechino individuano tre aree per i writer lungo i quasi 22 mila chilometri di muro

In Italia il problema è davvero annoso: riuscire ad evitare che scritte e disegni più o meno colorati decorino (o deturpino) muri e palazzi è molto difficile. Ma a quanto pare anche in Cina non sarebbero riusciti a risolvere la questione: da fare bella mostra di sè sulla Grande Muraglia cinese, infatti, ci sono da tempo i ricordi dei turisti, rimasti così affascinati dalla imponenza di questo patrimonio dell'umanità Unesco, da non resistere alla tentazione di far sapere al mondo di essere stati lì, magari lasciando la propria firma sulle mura.

A nulla sono serviti i cartelli di divieto affissi in prossimità dei punti più visitati di questa, che fa parte delle 7 meraviglie del mondo. A nulla è valsa neppure la presenza massiccia di guardie per evitare di lasciare mano libera a graffittari più o meno improvvisati. Non è servito a molto neppure cercare la complicità dei turisti più educati, con avvisi che recitano così: "Fotografate i graffittari, li puniremo". Di fronte all'impossibilità di fermare i writer, allora, le autorità di Pechino hanno pensato bene di cambiare strategia, decidendo di lasciare una porzione della lunga muraglia ad uso e consumo (e fantasia) di chi ama lasciare il proprio segno.

E' così che sono state individuate tre porzioni dei quasi 22 mila chilometri di muro per dare libero sfogo a chiunque, armato di pennarelli, matite o bombolette spray voglia condividere le sue emozioni. Il primo spazio si trova a Mutianyu, a circa 70 km da Pechino e proprio per questa sua vicinanza è quella dove da tempo venivano impegnate maggiori risorse nel tentativo di rimuovere i graffiti. Le altre due zone a disposizione dei writers si sono state individuate in prossimità delle Torri di vedetta numero 5 e 10.  

Ma sull'ipotesi che anche questi due punti possano diventare graffiti-free non tutti sono d'accordo: il Worl Tourism Organization, ad esempio, si è detto fortemente contrario, temendo ulteriori concessioni future ai graffittari. Allo studio c'è anche la possibilità di far ricorso a cartelli elettronici, veri e propri schermi dove i turisti più fantasiosi possono disegnare - in modo digitale - senza deturpare il monumento.

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