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Meizu Pro 5: chiamatelo pure iPhone d'Oriente

La recensione del top di gamma della cinese che ci ha meravigliati: stabile, solido e con qualche chicca da imitare


I paragoni non ci piacciono, soprattutto in ambito hi-tech, ma quando si parla di Meizu sono inevitabili. Qualche anno fa, quando il marchio era sconosciuto in Europa, Meizu salì agli onori della cronaca per aver scopiazzato nel design l’allora nuovo iPhone 6 Plus di Apple. Impossibile, o quasi, distinguerli. Colori, forme e dimensioni erano praticamente le stesse, almeno a livello estetico.

Meizu non si è lasciata intimidire dalla folta schiera di detrattori che l’avevano etichettata come epiteto dell’intera economia tecnologica cinese, ovvero un continuo rincorrere all’Occidente, senza mai metterci del proprio in quanto ad estro e creatività. Meizu è andata avanti e, in gran parte grazie proprio al suo design, è riuscita a conquistare pubblico anche da noi, tanto che ha aperto un blog in italiano per creare una vera community intorno ai suoi prodotti.

In Italia è presente con il distributore Le.ali. che non solo spedisce i prodotti ma fornisce anche assistenza completa. Un dettaglio da non trascurare per chi ha paura che comprare uno smartphone di un marchio minore, voglia dire non ricevere adeguato supporto in caso di necessità. Lo stesso distributore, con i suoi sviluppatori, traduce il firmware di Meizu in italiano, caricando anche il Play Store, assente (perché bannato) nella versione originale cinese. Freccia a destra per la recensione completa.

Design

Curato e solido, non solo ad un primo contatto. Il Pro 5 si rifà all'iPhone 6S Plus ma solo frontalmente. Basta girarlo infatti per accorgersi di alcune, determinanti, differenze. La fotocamera è grande ed è piazzata nel mezzo. Sotto c'è il flash LED e il logo Meizu. In basso una scritta fa il verso ad Apple: Designed by Meizu. Made in China. Pesa solo 168 grammi, ben 24 in meno del più blasonato Apple. Gli angolo sono smussati ma il passaggio dalla parte frontale al retro è netta e non tondeggiante come su altri modelli.

Packaging

Nella confezione troverete il cavo USB di Tipo-C per la ricarica, l’adattatore a muro (italiano), cuffie in-ear e gommini di ricambio. Inoltre la graffetta per rimuovere l’alloggiamento della SIM e vari libretti informativi. Il packaging è davvero ben fatto, con una confezione nera che da la sensazione di un prodotto di lusso e decisamente di fascia alta. Sul sito di Meizu Italia è possibile acquistare anche un bundle con telefono e power bank da 10.000mAh fast charge.

Schermo e gestione della Home

Lo schermo è da 5.7 pollici AMOLED, leggermente più grande di un 6S Plus, mentre il peso è di 168 grammi, 24 in meno del blasonato Apple. C’è il pulsante Home dotato di riconoscimento delle impronte, molto preciso. La stranezza è, pur avendo tra le mani una personalizzazione di Android, non ritrovare i tastini per le funzioni Indietro e Menu o Multitasking. La gestione è particolare: con un click deciso sul pulsante Home si torna alla pagina iniziale da qualsiasi app; appoggiando solo il dito invece si sente una vibrazione che corrisponde al comando Indietro, così da tornare alla voce o pagina precedente nelle applicazioni, giochi e browser.

Hardware

Se conoscete qualcuno che ha un Meizu, lo ha scelto con molta probabilità per la dotazione hardware. La versione italiana monta 64 GB di spazio di archiviazione, estendibili comunque tramite microSD, 4 GB di RAM, processore Exynos 7420 di Samsung (lo stesso del Galaxy S6), una batteria da 3.050 mAh e una risoluzione Full HD per il suo display. È anche LTE, solo su banda fino a 300 Mbps e dual-SIM. Tratteremo a parte la questione fotocamera, che qui è una 21,6 megapixel con sensore Sony IMX230, dotata di flash LED e autofocus. Oltre a tutto lo scibile in fatto di connettività, ha anche l’NFC, utile per accoppiare dispositivi supportati.

La chicca: c'è la porta USB di Tipo-C. Sarete contenti di avere il vostro nuovo standard ma considerate che non potrete più usare il cavetto del vecchio smartphone per la ricarica e la connessione al computer.

Software

A bordo c’è Android 5.1 Lollipop con personalizzazione Flyme 5.1.3. Attenzione perché una volta tolto dalla scatola bisogna scaricare manualmente l’aggiornamento da qui, poi basterà cliccare sul file per far partire l’installazione automatica (ricordatevi prima un backup).

Flyme è bello da vedere. Abituati al vagone di roba pre-installata con gli altri Android può risultare povero in fatto di applicazioni, ma c’è il Play Store da cui prendere le preferite, YouTube e Chrome comprese. Interessante, come detto, la gestione della funzione Indietro e dell’ibrido tra iOS e Android con cui costruire sia schermate con widget che altre con le sole app. Come su iOS manca il drawler classico di Android, ovvero tutte le applicazioni installate sono sulle pagine principali e da organizzare in maniera singola o cartelle.

Flyme, almeno durante la nostra prova, non si è mai piantato. Merito degli sviluppatori ma anche della potenza sotto la scocca.

Fotocamera

Il sensore è un Sony da 21 megapixel con rilevazione automatica e autofocus laser. Con condizioni di luce ottimali le foto restituite sono di ottima fattura, piene di colore, dettagli e nitidezza. L’opzione HDR rende tutto più brillante e, in certi casi, può rappresentare un’ottima scelta. La qualità scende quando c’è poca luce, vista la riduzione di colori, dettagli e la tendenza a restituire foto sovraesposte. È sicuramente migliorata l’app Camera, che adesso mostra diverse opzioni di scatto, tra cui anche la modalità GIF e la registrazione video in slow-motion. La ripresa classica può avvenire anche in 4K. A proposito: per passare da Foto a Video bisogna cliccare sull’icona Auto e scegliere Videocamera, un po’ cervellotica come cosa ma ci si abitua.

La chicca: c’è anche la possibilità di sfruttare il video pop-up, ovvero lasciare il filmato in primo piano e intanto usare altre applicazioni.

Autonomia

Il telefono è potente ma con un utilizzo bilanciato (cioè senza spendere due ore a rivaleggiare su Real Racing 3) si può arrivare tranquillamente a fine giornata. Nelle Impostazioni è possibile scegliere come ottimizzare i consumi, preferendo una gestione di risparmio energetico e visualizzando quali app e servizi stressano di più il terminale.

Prezzo e considerazioni finali

Sul sito ufficiale costa 499 euro. Tanti, non c’è che dire, soprattutto per un marchio che ha bisogno di farsi conoscere. Ma diciamo la verità: dentro c’è tanta roba che vale e, in generale, l’esperienza d’uso è risultata buona. Anzi, sarebbe anche migliore se solo il software mostrasse qualche opzione in più: dai temi alle app pre-installate. Certo, lottare con concorrenti come Huawei e Honor, che producono prodotti simili a prezzi anche minori non è semplice, ma Meizu ha la stoffa per affermarsi. E con il prossimo Pro 6 potrà realmente porsi come punto di rottura in un mercato sempre più duo-centrico, almeno in Europa.

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