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A Scuola in Ruanda, una nuova generazione

Reportage realizzato dal fotografo Valter Scappini con Compassion Italia, per raccontare le condizioni dei ragazzi

Il fotografo Walter Scappini, con un team di fotografi coordinati da Nicolino Sapio, ha partecipato la scorsa primavera al progetto indetto dall'associazione ONLUS Compassion Italia, che con la sua struttura internazionale dal 1980 opera sul territorio ruandese aiutando 59.000 bambini, con l'obbiettivo di realizzare un reportage sulle attuali condizioni della nazione.

Il progetto di Scappini, è abile ma soprattutto semplice, riuscendo con consapevolezza a far trasparire l'essenza, e la forza di volontà di una sfera infantile e adolescenziale ormai perduta, descritta dalle sue immagini, con dei  bambini, che con una matita consumata, una lavagna sporca e un banco di legno, riescono a immaginare e a sognare, quello che oggi i nostri piccoli non sognano più.

La scuola ruandese di oggi, si avvale di numerose, e diverse sfumature che conducono i più grandi e più piccini a scrivere sui muri e sulle lavagne con un gessetto bianco, la parola mai più 

Never again a Genocide è la frase simbolo di un secolo, rimasto agli occhi degli insegnanti indelebile, e che ora, si apprestano ad educare un continente africano non più come scriverebbe Conrad in Heart of Darkness, ma un luogo dove esistono le tinte più variegate, senza alcuna forma di discriminazione.

Seguendo la logica del sociologo Durkheim, i bambini e gli adolescenti che hanno fatto esperienza del movimento rivoluzionario, di una guerriglia e di un conflitto, hanno acquisito una coscienza collettiva, che viene dalla condivisione di una comunità di idee e sentimenti e di una prossimità ideologica indispensabile per comprendere la tradizione politica di una società, comune all'ambiente sociale e familiare.


Per la prima volta, si ha modo di conoscere i retroscena di una realtà di bambini e ragazzi, che riprendono da mattina a sera il volo verso il sereno dell'entro terra africano, a distanza di vent'anni dal tragico genocidio dei Tutsi in Ruanda, e uccisone degli Hutu che si opposero a tale massacro, provocando più di 500.000 mila morti, terminato nel luglio di quello stesso anno, con la vittoria dell'RPF.

Numerosi autori delle stragi rimasero impuniti o indirettamente protetti da paesi occidentali, come la Gran Bretagna, a causa dell'assenza di trattati di estradizione con il Ruanda.

C'è una maestra dal camice bianco, c'è un ragazzo che con timidezza sfida il mondo scrivendo su una lavagna nera, e poi c'è il maestro, che siede alle spalle di un suo alunno con la t-shirt gialla, in attesa di veder fiorire un futuro migliore. Questo è il Ruanda del nuovo secolo, una nazione, un popolo, pronto a salutare e a scrivere ciò che il mondo, a volte spaventa pronunciare. Un giorno di scuola da vivere senza paura. 

Walter Scappini
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