Per combattere il cancro i batteri fanno la differenza

Due studi sui topi dimostrano che in assenza di batteri intestinali i trattamenti anticancro sono meno efficaci

Batteri – Credits: iStockphoto

Marta Buonadonna

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Sono molti gli scienziati che in anni recenti hanno concentrato i propri studi sul ruolo del microbioma, l'insieme di batteri che abitano il nostro intestino, che hanno un ruolo in molte funzioni dell'organismo, a cominciare dalla digestione, ma che paiono essere implicati anche nei processi che conducono all'obesità e perfino in alcune funzioni cerebrali. L'ultima scoperta in questo campo riguarda la lotta ai tumori e ha stabilito che, nei topi, l'assenza di batteri intestinali rende meno efficaci le terapie anti-cancro.

Lo racconta il sito dell'American Cancer Society, che riporta i risultati ottenuti da un team del National Cancer Institute americano e dell'Inserm, Istituto francese della salute e della ricerca medica. Nel primo caso i ricercatori hanno messo alla prova l'immuniterapia e la chemioterapia al platino, due strategie giudicate molto promettenti per la lotta ai tumori, e hanno scoperto che entrambe risultavano meno efficaci in topi che erano privi di batteri intestinali rispetto a quanto osservato in topi con una flora batterica nella norma. Secondo gli studiosi questo sarebbe dovuto al fatto che il microbi all'interno dell'intestino aiutano ad attivare la risposta immunitaria innata contro i tumori.

Un risultato simile è quello ottenuto dai ricercatori francesi che hanno usato la ciclofosfamide, un farmaco chemioterapico anch'esso meno efficace su topi privi di batteri intestinali. La ciclofosfamide modifica la composizione del microbiota, il che dovrebbe comportare un incremento della produzione di cellule immunitarie che combattono il tumore. Sia i topi privi di batteri sia quelli trattati con antibiotici producevano molte meno cellule antitumorali e, raccontano i ricercatori francesi, "i loro tumori erano resistenti alla ciclofosfamide".

Anche se in realtà non è ancora chiaro se gli effetti osservati sui topi potrebbero essere gli stessi anche sull'uomo, questi dati suggeriscono che l'uso di antibiotici durante le cure anticancro potrebbe comportare dei rischi.

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